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Federica Brignone: se salta Ushuaia c’è Egidio!

Federica Brignone: se salta Ushuaia c’è Egidio!
È una Federica Brignone carica, ottimista e scalpitante quella che abbiamo sentito nei giorni scorsi per un breve riepilogo della sua fase di preparazione.

Non è che abbia sciato così tanto. Sono andata a Cervinia a fine giugno ma ho potuto tirare curve solo un giorno su una settimana perché era sempre brutto tempo. Meno male che da Egidio Sertorelli (con Fede nella foto di apertura) si sta sempre bene! Ci ho riprovato dopo una settimana ma anche lì un solo giorno di allenamento causa meteo.


Con chi sei salita?
Con Davide e mio papà Daniele, ma sai, non lo chiamerei nemmeno allenamento. Erano le prime sgambettate in campo libero dopo un bel po’, per sciogliere i muscoli in vista dell’appuntamento a Les 2 Alpes di metà luglio.

Eri un po’ arrugginita?
Devo dire che più passano gli anni, prima riesco a trovare il giusto feeling. Anni fa, quando rimettevo gli sci dopo mesi era una catastrofe, adesso quasi non sento la differenza sciando fuori dai pali. Poi chiaro, nelle porte il discorso cambia.

E a Les 2 Alpes com’è andata?
Direi bene, mi sono allenata tre giorni con i ragazzi del gigante e slalom.

Situazione atipica…
Ma no, nello sci siamo abituati in estate a condividere i tracciati. Io ho sciato sempre un po’ con tutti, specie nella fase di addestramento.

Quindi capita spesso?
Dipende dai periodi, ma anche nell’ultima fase prima dei Mondiali abbiamo sciato con loro. Ti suona così strano?

Un po’
No guarda, nei mesi estivi succede anche altro. Capita anche di condividere tracciati con atleti o atlete di altre squadre specialmente nelle discipline veloci. 

Ti guardava Davide o gli allenatori dei maschi?
Sia Davide che gli allenatori che erano lì in quel momento, chi in partenza, a metà tracciato o al traguardo. Chiaro poi che Davide mi segue ormai da 4 anni e ci confrontiamo di più che con gli altri, sempre in accordo con lo staff della squadra naturalmente.

Ci sono differenze rispetto a quando ti allenavi col Gruppo Elite?
Certo che sì, gli allenatori non sono tutti uguali, ognuno tiene la squadra in modo diverso e ogni coach ha il suo carattere e modo di rapportarsi. Comunque il mio stretto entourage è composto da Sbarde e mio fratello, quindi la base non cambia.

Ma in allenamento i tracciati degli uomini sono uguali a quelli delle donne?
Non cambia molto specie in questi periodi e nelle fasi di addestramento. Magari cambiano un poco nelle discipline veloci perché le loro medie sono ben più alto delle nostre. In slalom hanno più figure. Però in quei tre giorni a Les 2 Alpes abbiamo fatto più che altro esercizi, tipo slalom ampi coi teli da gigante. A quel punto i percorsi sono uguali.

Con Rulfi ti sei confrontata?
Ci siamo visti a Les 2 Alpes

Argomento un po’ ostico questo…
Infatti è meglio non affrontarlo e basta polemiche. Capisco e comprendo dove mi vuoi portare, però, credimi, non serve. Si è creata questa situazione anomala e non chiarissima però è inutile tornarci su. È andata così e va bene così, perché l’importante è che non mi separi da mio fratello. Che mi alleni di qua o di là non è così fondamentale. Non sono più una ragazzina senza esperienza. Ho bisogno dei miei punti fermi per rendere al massimo e Davide è uno di questi. E da lui finché corro non mi separerò mai. A meno che non sia Davide a mandarmi al diavolo (sorriso). Ne approfitto per dire che questa situazione alla fine funziona e ha il suo equilibrio. Se qualcuno non la comprende, pazienza. Penso solo a lavorare sodo e a concentrarmi sui miei obiettivi.

La presenza a Cervinia di papà Daniele è casuale?
Assolutamente sì. Lui ha il suo lavoro e i suoi ragazzini da tirare sù. Nessuno lo può smuovere da quello che ha sempre fatto.

Sai qualcosa di Ushuaia?
Continuano a rimandare la decisione. Pare che fino ai primi di settembre non se ne parli proprio. Se non ho capito male il Governo Argentino non fa passare nessuno. Qualcuno c’è riuscito. Mi hanno detto che una squadra austriaca, arrivata a Buenos Aires è rimasta bloccata per dieci ore, poi gli hanno concesso di giungere a Ushuaia. Poi però hanno bloccato tutte le Nazioni, anche se erano già nei transfer prima di imbarcarsi per la capitale argentina.


Esiste un piano B?
Credo di sì. Il fatto è che ad agosto i ghiacciai non sono messi benissimo e le squadre sono tante. Io andrò sicuramente a Cervinia.

Ti organizzi da sola o con la Federazione?
Certamente mi confronto sempre con la Fisi. Abbiamo messo giù delle date che andranno un po’ riviste proprio per questo problema. Il mese dopo Ushuaia, in vista di Sölden, l’ho già disegnato da tempo, ma dovremo monitorare un po’ il tutto per adattarci alle varie situazioni che continuano a cambiare.

Si dovranno trovare accordi con atlete di altri paesi…
Se per questo ho già fatto un po’ di discesa con le francesi. Come dicevo prima capita spesso, soprattutto quando ci sono poche piste.

La forma fisica come sta?
Sta veramente bene. Sugli sci ho perso due terzi di quanto avevamo preventivato, mancano un po’ di chilometri nelle gambe, però non sono una fan dello sci estivo e generalmente fino a fine luglio non vengo mai assalita dalla voglia di sciare. Adesso ce l’ho, anche perché dopo 12 settimane di preparazione atletica piuttosto pesanti mi va proprio di andare sulla neve.

A livello di materiali?
A fine stagione ho provato qualcosa in gigante e superG. Bisognerebbe proseguire il lavoro a Ushuaia perché lì si trovano condizioni più vicine al nostro inverno. Testare sui ghiacciai non è mai così affidabile. Vedremo cosa accadrà.

Ti sei già fatta un’idea sul programma gare?
Più o meno sarà come le ultime stagioni. Ovviamente l’obiettivo è di fare bene due discipline, gigante e superG. Poi ci adatteremo all’evoluzione della stagione e all’andamento dei calendari.

Un pensierino a Pechino?
Dovrebbe essere la mia ultima Olimpiade, quindi uno degli obiettivi è arrivare in forma lì. Poi, lo sai, per me lo sci è la Coppa del Mondo. L’Olimpiade è un evento davvero particolare, se funziona tutto è una cosa meravigliosa.

Sei riuscita a vedere quelle estive di Tokyo?
Ma non senti che voce assonnata che ho? Malata di sport come sono (come si nota dalle foto dell’articolo) ho perso davvero pochi appuntamenti. Di notte guardavo le dirette, di giorno rivedevo tutto con le differite.

Finora ne hai fatte tre: tutte uguali?
Tutte diverse. La prima era solo per partecipare, le altre per vincere una medaglia. Bellissime esperienze, decisamente indimenticabili. Rispetto alla Coppa cambia proprio tutto specie a livello di stress mentale. Credo sia così per tutti.

Ora atletica?
Esatto, poi il 20 andrò a Cervinia facendo tappa sempre da uno dei miei fans numeri uno, Egidio Sertorelli e il suo Sporthotel. Uomini così sono davvero rari!

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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.