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Flavio Roda: “Quanto lavoro ci aspetta!”

Milano-Cortina si sono aggiudicate i Giochi Olimpici 2026 e il presidente Roda esordisce così: “Quanto lavoro ci aspetta!
E’ vero, mancano ancora sette anni e per di più a Milano-Cortina ci sarà un altro presidente, ma i “giochi”, si fanno prima. Se nello sci alpino, nello snowboard, nel biathlon e nello slittino siamo messi piuttosto bene, non si può dire altrettanto per tutte le altre specialità. Nel fondo  oggi viviamo con le imprese di Pellegrino e Defabiani. Ma tra sette anni?

Nel salto e nella combinata nordica siamo ben lontani dal podio e così pure nel bob (salvo qualche raro lampo), nello skeleton, mentre siamo in evoluzione nel freestyle. Questo Flavio Roda lo sa bene e per questo si è soffermato nella sua prima dichiarazione post assegnazione olimpica, sul fatto che non c’è tempo da perdere: “La gran giornata dell’Italia a Losanna ha scosso positivamente l’opinione pubblica nazionale e ora, in ogni bar, in ogni città, non si parla altro che di Olimpiadi. E questo è un bene. Finalmente l’occasione per un rilancio vero degli sport invernali e dell’intero Paese è a portata di mano. Naturalmente ci vorrà tanto lavoro e ognuno dovrà fare la propria parte.

A questo proposito, bisogna aver ben presente da subito che le gare le fanno gli atleti e chi prepara gli atleti per anni e anni in vista delle gare olimpiche è la Federazione Italiana Sport Invernali, che da sola porta dieci discipline all’Olimpiade e quindi ne rappresenta circa l’80%“.

In effetti la gestione della Fisi è parecchio complessa. Di fatto è un Coni in piccolo con la differenza che non deve solo gestire ma organizzare tutto! Una macchina portentosa, costituita da uomini altrettanto speciali. Nell’immediato futuro si dovrà tracciare un programma di lavoro dettagliato per non arrivare al grande appuntamento di Milano-Cortina 2026senza essere competitivi laddove oggi siamo ancora carenti

Da fisi.org

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.