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Folgaria, Michel Roccati riscrive la storia: in piedi sugli sci dopo una lesione midollare completa!

Più forte del vento, del silenzio, del respiro… Gli occhi osservano un momento che nessun essere umano aveva mai visto prima: un uomo con una lesione midollare completa costretto a vivere per sempre su una sedia a rotelle, torna a sciare in piedi!  Il 21 marzo, a Folgaria, Michel Roccati ha compiuto qualcosa che fino a oggi apparteneva solo all’immaginazione: ha sciato in posizione eretta, in autonomia, per 100 metri, diventando il primo uomo al mondo con lesione midollare completa a riuscirci.

L’impresa è il risultato del progetto Beyond Human Potential, nato con un obiettivo che sembrava impossibile: permettere a un atleta paraplegico con lesione completa di tornare a sciare in piedi. Un traguardo che richiedeva non solo tecnologia avanzata, ma anche ostinazione, mesi di test, cadute, tentativi e speranze.

Durante l’ultimo test in pista all’Alpe Cimbra, tutto si è allineato: l’attrezzatura, la preparazione, la determinazione di Michel. E la discesa è diventata realtà. Quando ha iniziato a scivolare, il tempo sembrava rallentare. Gli sci tracciavano linee precise sulla neve, mentre lui restava in piedi, stabile, autonomo. Cento metri. Solo cento metri, ma abbastanza per cambiare la storia dello sport e della riabilitazione.

“Ho sentito qualcosa che non provavo da anni”

Per Michel Roccati non si tratta di un record, ma di emozioni e di sensazioni che credeva perdute per sempre. “Quando ho iniziato a scivolare in piedi ho sentito qualcosa che non provavo da anni: libertà. Non era solo una discesa, erano 100 metri in cui il mio corpo faceva qualcosa che sembrava impossibile.” In quelle parole c’è il senso di tutta l’impresa. Una sfida vinta i limiti imposti dal corpo e dalla paura. “In quel momento non pensavo al record, pensavo solo che stava succedendo davvero. È stata un’emozione potentissima, difficile da spiegare, ma che ti resta dentro.” E chi era lì, racconta, non ha trattenuto le lacrime.

Una squadra dietro ogni metro

Dietro quei 100 metri non c’era solo un atleta, ma una comunità intera. Tecnici, volontari, ingegneri, medici e amici che hanno creduto nel progetto quando ancora non esistevano certezze. Tommaso Balasso, co-fondatore di Scie di Passione e promotore dell’iniziativa insieme a Roccati, descrive così l’istante della discesa: “Vedere Michel sciare in piedi è stato qualcosa che va oltre la soddisfazione per un risultato tecnico. Dentro quei metri c’era tutto il lavoro di questi mesi, tentativi, errori, ma soprattutto persone. Quando Michel ha iniziato a scendere, lì in pista non c’era solo lui: c’era tutta la grande squadra che stava scendendo con lui.” Un’immagine potente: una discesa individuale che diventa una vittoria collettiva.

Tecnologia, ricerca e coraggio

L’attrezzatura che ha permesso a Michel di sciare è il risultato di un lungo percorso di ricerca e sviluppo, testato in condizioni reali sulle piste. Un lavoro condiviso tra partner tecnici, università e centri medici internazionali, tra cui l’EPFL e il CHUV di Losanna. Un dispositivo che si può paragonare a una porta aperta verso nuove possibilità per chi vive con una disabilità motoria. La dimostrazione concreta che la tecnologia, quando incontra la determinazione umana, può ridefinire ciò che consideriamo possibile.

Un traguardo che apre il futuro

Con questo successo, Beyond Human Potential conclude la sua fase finale di sperimentazione. Ma, in realtà, è solo l’inizio. Perché ciò che oggi è stato realizzato su una pista innevata potrebbe domani tradursi in nuove soluzioni riabilitative, in altri sport, in una qualità di vita migliore per molte persone.
A Folgaria è stata scritta una pagina di sport,  di umanità, di scienza e di speranza. E mentre Michel si fermava in fondo alla pista, con il respiro corto e gli occhi lucidi, era chiaro a tutti che quei 100 metri erano una distanza. Erano un confine superato


I SOSTENITORI

Main sponsor: Alpe Cimbra, Texbond, Integrè.
Squadra di volontà: Francesco Mansutti,  Francesco Bettella  Dora Carapellese,  Renato Catelan, Daniela Cavallin, Carlo Perazzolo, Nicola Bonotto, Enrico Raimondo, Andrea Negrin, Elena Sabattini.
Partner tecnici: DOTOUT, Scie di Passione, Nordica, Sinner, Hopen Space, d.crea, Piano D, B-Side Lab, E-mec, Fluid Works, Politecnico federale (EPFL) e l’Ospedale universitario di Losanna (CHUV)
Media partner: Sciare magazine

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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