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Fondo, Johannes Klæbo leggendario, fa tris nella 10 km. Carollo settimo da applausi

Johannes Klæbo conquista anche la 10 chilometri individuale in tecnica libera, unica gara che ancora mancava al suo straordinario palmares, e si mette al collo il terzo oro a Milano Cortina 2026. Per il fuoriclasse norvegese è l’ottavo titolo olimpico in carriera, arrivato al termine di una prova in rimonta nella seconda parte di gara.

Klæbo chiude in 20’36″2 e precede il francese Mathis Desloges, secondo a 4″9 dopo essere già salito sul podio nella gara d’apertura. Terzo l’altro norvegese Einar Hedegart, a lungo al comando ma in difficoltà nel finale, staccato di 14″0. Seguono Amundsen (+24″0) e Nyenget (+27″3).

Il fondo azzurro però applaude l’eccellente settimo posto di Martino Carollo, che termina a 39″8 dal vincitore firmando una prestazione di grande maturità. A 22 anni il cuneese di Borgo San Dalmazzo conferma i segnali già mostrati in stagione, dopo il nono posto in Coppa del Mondo a Trondheim, e si proietta con decisione verso il futuro.

“Finalmente mi sento tornato ai livelli di dicembre, prima della malattia – ha spiegato Carollo – ed è arrivato nei giorni più importanti della stagione. È un risultato che fa bene al morale anche in vista della staffetta di domenica. I materiali erano ottimi e la neve ha tenuto bene. Ho cercato di impostare un buon ritmo fin dal via e sono riuscito a mantenerlo per tutta la gara”.

Il giovane azzurro guarda avanti con fiducia: “Dopo le prestazioni di dicembre speravo di risalire. Mi ero detto che potevo puntare alla top ten e oggi sono soddisfatto. Il podio non è lontano: mi manca ancora qualcosa a livello tecnico e fisico, ma essere lì vicino è un grande segnale e una forte motivazione”.

Buon risultato anche per Simone Daprà, diciassettesimo a 1’11″3. Più attardati Davide Graz, 41esimo dopo un avvio promettente, e Simone Mocellini, 68esimo. “Non sono riuscito a partire come volevo – ha commentato Daprà – poi ho provato a recuperare nell’ultimo giro, ma su una distanza così corta è difficile, soprattutto in una gara a intervalli”.

Domani il programma olimpico della Val di Fiemme proseguirà con la staffetta femminile: al via per l’Italia Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Martina Di Centa e Federica Cassol.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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