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Franzoni e Della Vite convocati per il gigante della Badia

E alla fine ecco la notizia che tanti attendevano, Giovanni Franzoni  e Filippo della Vite sono stati convocati in Coppa del Mondo per il gigante della Badia.

Proprio così, per il prossimo gigante di Coppa nella località altoatesina, che come sempre, si disputerà sulla mitica Gran Risa.

Decisamente un bel posto per esordire! Sarà davvero interessante verificare come i due giovani talentini Azzurri si comporteranno nella gara tra le porte larghe più difficile al mondo.

Due convocazioni abbastanza diverse tra loro. Giovanni è 78esimo al mondo, quindi nei top 80, condizione necessaria. Su Filippo la scommessa è puramente tecnica.

Su quel pendio così ripido lui ci va a nozze. Sono i suoi terreni. Quindi ci sta. L’ultima conferma si ha avuta dopo la netta vittoria si Pippo ottenuta martedì 15 dicembre sulla Salizzona di Folgaria in un gigante Fis.

Ora, la domanda è: cosa possiamo attenderci dai due 19enni?

Secondo noi, non dobbiamo pretendere niente di pazzesco. L’ingresso in Coppa del Mondo più che alla gloria dello sci Azzurro servirà a loro, per iniziare a capire. Per respirare quell’aria che è molto diversa.

Pretendere che alla prima spacchino il mondo è troppo, caso mai che sciino bene e che si divertano.

I numeri per non sfigurare li hanno tutti, dunque siamo convinti che rimanere in Coppa Europa per farsi le ossa non serva a nulla. Le ossa te le fai sulla Gran Risa!

Max Blardone invece ha un pensiero diverso: “Siamo qua per qualificarci perché obbiettivante si può fare per vari motivi. Capacità tecniche, preparazione del fondo che solitamente in coppa ti permette di qualificarti anche partendo per ultimo…

Concludendo, il partecipare per me non esiste. Non voglio mettergli addosso una pressione eccessiva, ma solo grande consapevolezza… Partire per vincere. Sempre!”

Giovanni e Filippo cosa ne pensano?
Franzoni: È davvero bello sapere di poter correre nel massimo circuito. Sicuro un po’ di “agitazione ci sarà, è normale credo, e sicuramente sarà tutto più difficile ma staremo a vedere

Della Vite: “È stata una bellissima notizia, è il sogno di ogni sciatore esordire sulla Gran Risa che è il Gigante per eccellenza. Ammetto che sono stato quasi un po’ stupito perché Coppa del Mondo è sempre Coppa del Mondo. È un ambiente totalmente nuovo rispetto alla Coppa Europa, sono felicissimo ma anche molto determinato e proverò a dare il meglio di me“.

Dunque luogo e momento opportuno. La squadra di gigante sta vivendo un momento di stasi. Alti e bassi, un po’ tutto sulle spalle di Luca De Aliprandini, poiché su quelle di Giovanni Borsotti non può gravare nulla.

È un vero miracolo sportivo che sia in pista a lottare come un leone con tutte le operazioni subite.

Riccardo Tonetti ha bisogno di ritrovare il ritmo gara. Ricordiamo che il 15 settembre in allenamento ha subito la frattura composta del malleolo peroneale destro. Poi un serie di ottimi atleti che lottano per la qualifica che però stenta ad arrivare.

Tra loro a Santa Caterina c’è riuscito Stefano Baruffaldi che, ironia della sorte, è fuori squadra.

Insomma il presidente Roda ha sbottato e vuole dare spazio ai giovani. Con Giovanni e Filippo in Badia ci sarà anche Alex Hofer che in Coppa Europa, a Zinal, ha spaccato un’altra volta.

Un secondo posto che gli consente di riprovarci in Coppa. Non è più un ragazzino, perché oggi se sei del 94  e non hai ancora graffiato, fai fatica.

Così come Hannes Zingerle che ad appena 25 anni deve dimostrare qualcosa in più. Per non parlare di Roberto Nani, uno dei talenti più grandi degli ultimi anni. Ma mai esploso se non a inizio carriera. Un vero mistero.

Sulla linea del confine c’è anche Daniele Sorio, anche lui finito troppo spesso in traumatologia, ma comunque in Coppa del Mondo, perché ha un coraggio da leone.

Ecco questo oggi evidentemente non è sufficiente. Cosa c’è che non va lo lasciamo valutare ai tecnici. Preferiamo sottolineare cosa c’è che va. Come la scelta di avere convocato Giovanni Franzoni e Filippo Della Vite.

Due dei pupilli di Max Blardone che se li è presi sotto braccio così come ha fatto con tutti gli altri ragazzi del team Junior e della B. Anche questa è stata una scelta azzeccatissima fatta da Roda.

Così come quella di avere accettato la volontà di un grandissimo come Max Carca. Non è da tutti lasciare l’altissimo livello per dedicarsi ai “piccoli”. Anche questo è talento!

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.