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Gianfranco Zecchini e la candidatura al suo terzo mandato per le Alpi Centrali

Gianfranco Zecchini e la candidatura al suo terzo mandato per le Alpi Centrali.
Con i colori dello sci club KL Gussago (Brescia) ai primi anni ’70, si buttava giù nelle gare di discesa con un paio di Roy Ski da 2,24 e una cintura da sub in vita per pesare un po’ di più. Gianfranco Zecchini era il più piccolo di tutti ma ruggiva come un leone. “Sì, ma ho capito che non potevo andare oltre il divertimento”.

Anche per questo, lasciato l’agonismo, dava una mano in società per organizzare una festa estiva che durava ben 11 giorni cui partecipavano quasi tutti i presidenti dei Comitati Regionali: “Si passava dalla polenta e osei alle gare di go-kart, dalle gimkane alle sfide con gli skiroll. Si divertivano tutti come bambini!”.

Gianfranco Zecchini, presidente del Comitato Alpi Centrali, si è reso disponibile per quello che potrebbe essere il suo terzo mandato.
Nello sci club KL Gussago è sempre stato il più votato eppure ha sempre preferito lasciare il comando ad altri, vestendo i panni di vice presidente.

Come mai, allora, otto anni fa ti proposi come Presidente del Comitato?
Mi hanno spinto e ci sono caduto dentro! Ero nel Comitato provinciale di Brescia, ma davo anche una mano a Rino Torcoli, l’allora referente dello sci alpino in Alpi Centrali, quando alla presidenza c’era il compianto Franco Castiglioni. In quei 14 anni iniziai ad appassionarmi di regolamenti, organizzazioni gare e di tutti gli aspetti burocratici che stanno dietro a ogni cosa. Mi chiesero, così, di candidarmi come consigliere laico e fui eletto con la presidenza di Angelo Sormani. E lì sono rimasto anche con i presidenti successivi, Marco Cozzi, Claudia Giordani e Carmelo Ghilardi.

Fin quando…
Il mio impegno è andato sempre più a intensificarsi e in mezzo a chili di scartoffie, tra regole, autorizzazioni, punteggi e via dicendo, avevo acquisito una certa competenza. Lo stesso Presidente Fisi, Gaetano Coppi, iniziò a chiamarmi quando si dovevano risolvere questioni ostiche di questa materia. Fin quando, nel 2010, il consigliere Fisi Ivano Edalini, in seguito dimissionario, consigliò al neo Presidente Giovanni Morzenti, di darmi la Presidenza della Commissione Giovani Sci Alpino. Da Allora cominciai a collaborare con Flavio Roda promovendo le categorie Children e Cuccioli “inventando” il Circuito giovanile Ratiopharm. Bella storia! 

Poi le Alpi Centrali…
Dopo anni passati, diciamo, dietro le quinte, avevo capito che per presiedere un Comitato regionale era fondamentale possedere un’anima tecnico-organizzativa, conoscere molto bene il territorio, sviluppare idee per alimentare le attività sportive giovanili e saper costruire rapporti con le istituzioni di riferimento. A detta di coloro che mi invitarono a candidarmi, tali caratteristiche corrispondevano al mio profilo. C’era però un ma. Un’attività così intensa, totalmente votata al volontariato, sottintendeva la disponibilità a dedicare molto tempo. Non dico 24 h su 24, ma quasi. Ho detto, vediamo come va, ma sono quasi certo che a lungo andare dovrò prendere una decisione drastica: vendere l’azienda, frutto di quarant’anni di lavoro, andare in pensione e dedicarmi totalmente al Comitato.

Lo hai fatto subito?
Nel primo quadriennio venivo in sede a Milano due giorni alla settimana, ma l’attività andava avanti anche a casa. Tutti i week end, in inverno, mi armavo di radio, pala e trapano e mi presentavo in pista, alle gare di tutte le categorie, pronto a dare una mano. L’impegno veniva ampiamente ripagato dal divertimento. Mi ha anche dato l’opportunità di conoscere tante altre persone e  costruire nuove amicizie in un ambiente, lo sport, che ben si allinea ai miei principi. Col secondo mandato i due giorni sono diventati quattro! Un anno e mezzo fa presi quella decisione.

Pentito?
Mah, sai, era inevitabile, o mandavo tutto al diavolo o agivo in quel modo. IlMa chi me l’ha fatto fareogni tanto entra nei pensieri, ma solo quando arrivano critiche infondate o totalmente false. Non sono un fenomeno e mi accorgo quando è il caso di correggere qualcosa. Mi dispiace solo quando si vuole mettere in discussione la buona fede. Ho tanti difetti, ma questa no! 

Mai una discussione in Comitato?
Accidenti se ne ho avute. Memorabili quelle con Beppe Barzasi, colui che all’epoca seguiva il settore fondo. Magari ci alzavamo anche sbattendo la porta, per ritrovarci dieci minuti dopo al bar per finir di litigare. Ma stai pur certo che ne lui ne io ci alzavamo fin tanto che riuscivamo a trovare un accordo. Non eravamo due agnellini, ma sicuramente consapevoli che a un certo punto l’astio personale deve sparire per dare spazio all’amore per lo sport. Non capivo niente di fondo e di biathlon, oggi probabilmente qualcosa so!

Nel primo mandato (2014-2018) non hai avuto avversari
In realtà si voleva candidare anche Alessandro Vanoi, uno dei più grandi tecnici del fondo Azzurro. Fece un passo indietro strappandomi la promessa che avrei dedicato la massima attenzione anche allo sci nordico. E così accadde: proposi al nuovo consiglio di nominarlo Vice Presidente Vicario e tutti accettarono di buon grado.

Meglio il secondo quadriennio del primo?
Con la rielezione ho avuto la percezione di avere un consiglio forte e preparato. Lo era stato anche il primo, ma non ero ancora in grado di valutarlo. Sai, per questo genere di incarichi, l’esperienza gioca un ruolo fondamentale. Dopo 22 anni di impegno federale sai quali sono i bottoni da premere e quelli da non sfiorare nemmeno. Sono arrivato quando il Comitato Alpi Centrale era terzo nelle graduatorie, oggi, grazie all’impegno di tutti, è il primo.

Come si calcola tale graduatoria?
Nell’alpino, con i risultati ottenuti dagli atleti delle categorie giovanili e dei master, quindi, Cuccioli, Children, Aspiranti, quindi il Gpi…
Qualche anno fa proposi alla commissione nazionale di considerare anche i risultati dei giovani entrati in squadra nazionale. Quindi se un ragazzo viene promosso in Squadra per disputare gare di Coppa Europa, darà un determinato punteggio al suo Comitato. Ho elaborato anche un sistema che va incontro ai Comitati più piccoli, affinché siano valorizzati i risultati di quei ragazzi che si impegnano, pur senza ottenere successi di particolare rilevanza. La graduatoria generale è importante per la distribuzione di fondi che la Fisi Nazionale, con specifiche percentuali, riconosce alle compagini regionali. Non è facile stare al passo con alcuni “colleghi” poiché, ci sono discipline che hanno una certa tradizione solo su determinati territori, vedi bob, skeleton, slittino, salto. Noi ce la caviamo bene, sci alpino a parte, anche nello sci alpinismo, fondo, snowboard e sci d’erba.

Dunque, l’AC è ricco?
Grazie ai risultati sicuramente è in salute. I risultati però non arrivano per caso. Alla base ci dev’essere uno staff tecnico d’eccellenza. Noi lo abbiamo sempre avuto. L’anno scorso è entrato Alessandro Serra. Nell’ambiente si sapeva che Maurilio Alessi avrebbe lasciato, così, mentre stavamo vagliando alcune ipotesi, mi arrivò un messaggino proprio da Alessandro: “Lo so che non sono lombardo, ma se vuoi sono disponibile!”. Il Consiglio e la commissione furono ben lieti di accettare questa opportunità. Alla fine, le risorse economiche di cui disponiamo ci permettono nello sci alpino e nel fondo, di coprire in tutto e per tutto le spese dei ragazzi per le trasferte degli allenamenti. Prima, su una media di 300 euro al giorno, tra hotel, viaggio e skipass, dovevano pagare il 60%, mentre il 40% lo metteva il Comitato. Quando è possibile diamo un contributo anche per le gare.

Il primo mandato è per capire, il secondo per consolidare, il terzo?
Per mettere a frutto al 100 per 100 l’esperienza maturata nei primi due! Le cose che vorrei proporre al futuro Consiglio – dunque se fossi eletto – non mi sarebbero mai venute in mente nelle precedenti esperienze. Oppure non avrei trovato il modo di attuarle.

Vuoi svelarle?
Uno dei punti riguarda le NJR, gare che consentono di prendere i punti necessari per entrare in squadra regionale. Il problema è che spesso andavano in sovrapposizione con le gare del GPI, fondamentali per poter entrare in Nazionale. Dunque, non era possibile organizzare il numero massimo di NJR che è di 22, ma non più di una quindicina. La soluzione sarebbe questa: otto gare, definite Gold e stabilite dal Comitato, saranno le stesse del GPI, in modo da evitare contemporaneità. Le altre, denominate Silver, saranno decise dagli sci club.

Poi il CFP (Centro di formazione professionale). Noi dobbiamo fare ricorso a molte risorse economiche nel periodo estivo per portare gli atleti a sciare in allenamento sui ghiacciai. Questo provoca un certo aggravio di bilancio. In piena sintonia con la Commissione e i due allenatori (Serra e Tentori) abbiamo scritto un progetto capace di risolvere il problema. Regione Lombardia sarebbe disposta a ospitare (vitto e alloggio) sia gli atleti del Comitato di tutte le discipline che quelli di qualsiasi sci club nella struttura CFP di Pontedilegno a una cifra forfettaria, anche sabato e domenica quando la struttura è generalmente chiusa. Ma non solo, sarà a disposizione a uso gratuito la pista di velocità Serodine, sempre per le squadre AC e anche per quelle degli sci club!

Per tornare alla tua domanda precedente, tutto questo, otto anni fa, non sarei stato in grado nemmeno di pensarlo. Ma anche a volerlo non ci sarei riuscito, perché per ottenere la fiducia di determinati interlocutori ti assicuro che non basta presentarsi in qualità di presidente di Comitato. Ci sono voluti 20 incontri con diversi responsabili per portare a casa tale risultato!

Hai fatto tutto da solo?
Eccoci qui, è la contestazione che mi viene mossa da qualcuno, quella cioè di essere un accentratore. In realtà, in questo quadriennio, abbiamo indetto ben 25 Consigli Regionali, sicuramente di più rispetto ai mandati precedenti. Per quest’ultimo accordo abbiamo lavorato insieme al Comune di Ponte di Legno, alcuni referenti di Regione Lombardia e al Consigliere Walter Maculotti. 

Credo si confondano le decisioni importanti che vengono sempre prese collegialmente e l’operatività quotidiana. Se per ogni passaggio intermedio di un progetto devo convocare dieci persone, per come viaggia oggi il mondo, il rischio è che vada tutto a farsi benedire. Io ho un unico obiettivo che non è certo quello di farmi bello, anche perché sfortunatamente non sono alto, biondo e con gli occhi Azzurri, ma solo quello di alzare la qualità degli allenamenti delle squadre e dei club lombardi. La squadra regionale, d’altra parte, può crescere solo se quella degli sci club aumenta di livello. Non ho mai impedito a nessuno di portare avanti iniziative condivise e mai accadrà. Poi però le cose bisogna anche farle! Se mi ricandido per il terzo mandato è perché questa attività mi piace da morire, altrimenti non avrei cambiato la mia vita per assumere tale responsabilità, per la quale dedico ogni minuto del giorno.

Qualche idea per le categorie più giovani?
Il Baby Bonus Race. Quattro giorni, due per i cuccioli e due per i baby, in cui si è totalmente ospiti con un programma che esula dall’aspetto puramente agonistico. Infatti, l’iniziativa si rivolge soprattutto ai meno bravi che hanno bisogno di trovare nuove motivazioni per proseguire l’attività. Questo perché a marzo, chi non si è qualificato per i Regionali o il Criterium nazionale, di fatto si ferma. Così, ai primi di aprile, il Baby Bonus Race propone giochi sulla neve al mattino e altrettante attività ludiche al pomeriggio in palestre o nei campi meglio ancora nei boschi. L’idea è stata di Alessandro Serra che la sta portando avanti con il responsabile della categoria cuccioli. E io sono ben lieto di appoggiarla.

Il progetto Scivolare va avanti?
Certo che sì. L’iniziativa disegnata da Guidina Dal Sasso è formidabile! Finora abbiamo fatto 45 giornate nelle scuole che ha coinvolto poco meno di 5.600 studenti per un totale di 220 classi. Sono incontri molto utili per far conoscere l’abc dello sport ma anche quello ad alto livello, prendendo come riferimento gli sport invernali. Si sono messi a disposizioni tanti atleti, dalle Fanchini alle Curtoni, Renato Pasini, Pietro Vitalini… Numerosi gli argomenti trattati, come l’educazione da tenere in montagna, la sicurezza i sacrifici… Spieghiamo poi il sistema sportivo neve italiano, gli sci club, le scuole sci, le attività, le istituzioni.

Il Comitato avrà una funzione nella gara di Coppa del Mondo di Fondo (sprint) a City Life Milano?
Ovviamente sì. Siamo stati in primissima linea nelle fasi di progettualità e di pre-organizzazione. Abbiamo già l’ok da parte di numerosi sci club che si metteranno a disposizione per collaborare e saremo inseriti nel Comitato organizzatore. È anche arrivato il benestare da parte delle istituzioni per mantenere l’anello in vita anche dopo l’evento, fin quando terrà la neve. Il tracciato sarà a disposizione di tutti, in primis delle scuole, attrezzatura compresa!

Progetti di altri grandi eventi?
La candidatura dei Mondiali Junior di sci alpino a Santa Caterina e di Fondo a Schilpario nel 2025. Anche in questo caso le Alpi Centrali saranno in prima linea.

Una preoccupazione: la diminuzione degli atleti alle gare…
Chi vive quotidianamente l’aspetto organizzativo delle gare Giovani, Senior e Master ha già messo giù una serie di proposte che poi andranno discusse e ottimizzate. È chiaro che quella che sembra essere una tendenza negativa non dipende dal sistema sci, ma soprattutto da aspetti sociali. Quello che può fare un Comitato è creare incentivi per gli atleti e per gli sci club. In questo senso il Comitato dovrà certamente mettere a disposizione risorse economiche per andare incontro alle società organizzatrici. Ci sono poi allo studio alcune formule gara e circuiti che potrebbero arginale tale fenomeno. Nessuno ha la palla di vetro o la bacchetta magica, ma è chiaro che è necessario agire pur senza certezze. Ritengo si debba pensare anche a qualcosa che vada oltre il responso cronometrico. Qualcosa di aggregante, divertente e che invogli a presentarsi all’appuntamento successivo anche se la gara non è andata come si aspettava.

C’è qualcosa che invidi ad altri Comitati?
Provo una certa invidia sportiva verso il Comitato Alto Adige perché è performante in alcuni sport dove noi non ci siamo. Ma non mi perdo d’animo, se il mio percorso andrà avanti, farò di tutto per rivitalizzare in Alpi Centrali quantomeno il bob.

Questa volta non sarai l’unico candidato…
Un punto a favore degli sci club perché le scelte obbligate (candidato unico) non sono mai così belle. Un Presidente che si ricandida ha bisogno di una verifica con la base. Non ho dubbi su me stesso, ma se sarò rieletto significa che le società hanno apprezzato il lavoro svolto nelle due ultime legislature e che credono ancora in me. Un risultato negativo darebbe la visione opposta, dunque sarebbe opportuno andarsene.

Hai mai pensato di candidarti alla presidenza della Fisi?
Me lo hanno anche proposto recentemente, ma appena ho accennato la cosa a casa stavo per ritrovarmi sul pianerottolo assieme alla valigia! Gianfranco Zecchini e la Gianfranco Zecchini e la Gianfranco Zecchini e la Gianfranco Zecchini e la Gianfranco Zecchini e la Gianfranco Zecchini e la

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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