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Giorgio Gros: “E se ci appellassimo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?”

Giorgio Gros: “E se ci appellassimo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?”
Con una situazione che rasenta giorno dopo giorno sempre più il grottesco e l’insostenibile, Giorgio Gros e Riccardo Castellaro ci inoltrano una proposta che cerca valutazioni ed evidentemente aiuti per la sua attuazione.

Giorgio ha un cognome pesante nell’universo neve. Suo padre è il grande Piero Gros (una Coppa del Mondo generale e svariate medaglie fra cui un oro olimpico…). E Giorgio stesso è stato un grande atleta di Coppa del Mondo con tutti i sacrifici e l’impegno che la cosa richiede.

Gestisce con la famiglia un’attività ricettiva nel comprensorio della Via Lattea, a Jovencaux. Un’attività a tutto tondo, con noleggio, spa e lezioni di sci. Un posto esclusivo e particolare, gestito con amore e passione. Il tutto condito da tanti sforzi e sacrifici, per offrire un prodotto sempre al top.

Ebbene, le attività invernali della famiglia Gros sono chiuse dai primi di marzo del 2020. Silenziosamente chiuse. Dignitosamente chiuse. Come per tutte le attività invernali di montagna. Nessuna protesta, nessun proclamo. La semplice attesa e la preparazione per essere pronti al meglio per la “ripartenza”. Ristori? Praticamente nulla.

Riccardo Castellaro è un genovese di nascita, da molti anni a Cervinia. Ha conosciuto Piero Gros da bambino in una manifestazione… Un sogno… Una delle molle che lo aveva convinto che lo sci doveva diventare la sua vita.

Sono ormai 18 anni che Riccardo è orgogliosamente Presidente della Scuola del Cervino e sono ormai molti mesi che fa fatica a dormire. È per lui molto difficile accettare di poter fare ben poco per aiutare i suoi colleghi maestri ed il paese ad affrontare questa situazione.

Per i 150 maestri che traggono, a vario titolo, reddito e sostentamento dalla scuola del Cervino praticamente nulla dallo stato, a parte un obolo nelle prime settimane della pandemia.

Varie attività fanno capo alla scuola, fra cui un noleggio, un campo scuola e un negozio di abbigliamento sportivo e dunque diverse segretarie e addetti alla vendita e alla gestione.

Praticamente una famiglia, che con la serietà e la passione di tutta la squadra, negli ultimi 15-20 anni ha saputo rinnovarsi e adattarsi ai tempi con una nuova generazione di professionisti instradati dai maestri più “d’esperienza”, senza mai dimenticare una storia importante e di peso, tanto che Poste Italiane nel 2006 ha emesso un francobollo per celebrare i suoi 70 anni. Storia d’Italia in poche parole, calpestata e colpevolmente dimenticata da chi di montagna, francamente, non dovrebbe occuparsi.

In sostanza Giorgio e Riccardo vivono con il lavoro di montagna. Anzi, vivono di montagna e per la montagna.

E da  un loro confronto è nata un’idea, originata proprio dalla convinzione che è esistita ed esiste una disparità di trattamento assolutamente ingiustificata all’interno delle varie realtà italiane (fermo restando che diverse altre categorie hanno avuto trattamenti inspiegabilmente simili e alle quali vanno appoggio e solidarietà assoluti).

Riteniamo che il “mondo montagna” non possa subire così silenziosamente tutto questo e che, una volta terminata l’emergenza, attraverso il coordinamento delle varie categorie e dei rispettivi rappresentanti si possa, in qualche modo, far valere le proprie ragioni, magari presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo o presso analogo organismo, partendo proprio dal principio della disparità di trattamento di cui sopra. Tempi e modi sono molto più semplici e veloci di quello che si potrebbe pensare, infatti NON siamo nell’ambito della giustizia italiana.

È palese che non è nei poteri e nelle facoltà di chi scrive poter avviare qualcosa del genere, ma che l’iniziativa spetta alle categorie coinvolte con tempi e modalità da definire, ma nella buona fede e nella passione che contraddistingue il nostro lavoro, ci sentiamo di poter lanciare il nostro “sasso nello stagno”.

Nulla più di un’ idea, un piccolo sasso appunto, che speriamo possa essere raccolto da chi di dovere. Per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo, siamo pronti come sempre alla nostra parte. Giorgio Gros e se Giorgio Gros e se

Giorgio Gros e Riccardo Castellaro

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.