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Gli Ski College italiani si sono associati

Gli Ski College esistono già da diversi anni e all’inizio erano anche molti di più, sullo slancio di una legge nazionale che ne favoriva la nascita. Poi chi ha avuto la forza di andare avanti con le proprie gambe è ancora qui, gli altri hanno chiuso. Di fatto il sistema Ski College con l’andar del tempo, si è un po’ affievolito ed è uscito dalla cronaca delle opportunità su larga scala. Ci sono, ma in pochi lo sanno, soprattutto chi vive lontano dalle sei strutture attualmente aperte. E’ il momento di dare loro la luce che meritano nel nome dello sport italiano. E’ per questo che Pietro Vitalini, protagonistia dell’Italjet degli anni 90 e titolare dell’omonima azienda di abbigliamento tecnico per lo sci, li ha voluti riunire, per la prima volta, a Forte dei Marmi, l’8 settembre scorso. Perché una città di mare? Primo perché è un terreno neutrale, secondo perché è uno dei vanti turistici del nostro Paese, terzo perché, contrariamente a quanto si possa pensare, c’è più cultura montana nella cittadina toscana (sorvegliata dalle Alpi Apuane), che in tante stazioni sopra i mille metri.

Dopo quel primo appuntamento dove gli Ski College si sono presentati, Pietro è andato avanti, perché quel magico incontro estivo non rimanesse un episodio fine a se stesso e a Skipass di Modena, che si conclude oggi 1 novembre, li ha riuniti ancora nella “Sala dei 100″ perché si confrontassero tra di loro e creassero un gruppo di lavoro per capire se davvero l'”unione fa la forza”. Eccome se la fa, dopo un paio d’ore nelle quali a porte chiuse hanno discusso se dare linfa a questa opportunità, le sei strutture si sono strette la mano e hanno iniziato a scrivere un progetto di lavoro. Sono: l’Istituto Bachmann di Tarvisio, lo Ski Institut di Gressoney, lo Ski College Veneto di Falcade, l’istituo comprensivo Val d Fassa, lo ski college Frejus di Bardonecchia e il Oberschulzentrum di Malles. A loro si è unito il Raetia di Ortisei, un istituto tecnico economico che facilita atleti indirizzati all’alto agonismo.
E’ stato nominato come portavoce, Goffredo Bozzi del Gressoney, uomo di grandissima esperienza anche in ambito di politica sportiva.
Intendiamoci, non è un’associazione con tanto di statuto o regolamento. Si tratta di un gruppo di lavoro atto a costruire un’unica voce per rendere più ordinato il concetto di Ski College. Almeno, questo è il primo passo. All’incontro di Forte dei Marmi, il presidente Fisi Flavio Roda si era reso disponibile ad assegnare una voce nuova intitolata appunto agli Ski College, all’intenro della commissione scuola che lavora in linea diretta con il Miur (Ministero dell’Istruzione). Goffredo Bozzi, dunque, appena si verificherà questa opportunità, è pronto per occupare questo ruolo. Il primo obiettivo è quello di scrivere i punti che distinguono uno ski college da altre situazioni simili. Questo renderà più chiara ai ragazzi la strada che potranno percorrere. Sembra quasi una banalità, ma non lo è affatto perché vige ancora molta confusione. Poi ogni ski college continuerà a mantenere la propria formula, il proprio indirizzo, le proprie caratteristiche, ma troviamo che pur lavorando in concorrenza, la volontà di lavorare assieme sia un grandissimo passo di responsabilità e lungimiranza e a loro va tribuito un applauso importante. A fare da partner a questa importante operazione, Forte dei Marmi si è resa ancora disponibile. Innanzitutto proprio a Skipass ha offerto agli skicollege uno stand per potersi presentare al pubblico. A ogni struttura ha offerto anche una vacanza per la prossima estate che potrà essere sfruttata a  piacimento degli Ski College, ad esempio da donare agli studenti più meritevoli. E’ un’idea del Comune che a Skipass è stato rappresentato da Simone Tonini, Consigliere delegato alle politiche giovanili, turismo e cultura. Sul palco di Skipass anche Giuseppe Sartogo, in arte Gogo, vero motore funzionale dell’iniziativa. Che naturalmente Sciare Magazine ha fin da subito sposato e che seguirà con la massima attenzione. Agli Ski Colle italiani, un augurio di buon lavoro

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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