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Gloria Tomat, la “regina” delle 5 Torri

Se c’è la regina delle Tofane, titolo nobiliare che spetta a colei che sbanca Cortina in Coppa del Mondo, da oggi c’è anche la Regina delle 5 Torri che di nome fa Gloria Tomat.
Si è presentata per la prima volta ai Campionati del Mondo Master ed è tornata nella sua Montebelluna con al collo l’oro in slalom, gigante e superG. Se non è una regina questa…
Va beh, dai, diamo il giusto peso alle cose però, o almeno sottolineiamo che ogni riferimento alle dee dello sci è solo per sorridere“.

Ma ci hai dato dentro mica male però!
Beh, nelle gare bisogna sempre partire per vincere. Almeno per me è così. Poi c’è anche da dire che è stata un’edizione un po’ anomala con qualche atleta che non ha potuto o voluto presentarsi al cancelletto di partenza. L’austriaca Doris Bergner ad esempio.

Era il tuo primo Mondiale, emozionata?
Beh ne ho fatte di gare… Diciamo che il titolo comunque fa un certo effetto, quando però mi trovo al cancelletto penso solo ad andare più forte possibile.

Come mai hai deciso di presentarti all’evento?
Mi ha convinto Gian Pietro Fedon, allenatore dello sci club 18, a volte atleta e tracciatore, che conosco da tempo. Essendo in smart warking (lavora per Luxottica) e a un’ora e mezzo da casa ci ha messo poco a convincermi

Sei riuscita ad allenarti per questo appuntamento?
Sembra assurdo, ma è una delle stagione in cui ho potuto allenarmi di più e si vede perché sto andando più forte rispetto alle ultime stagioni. Poi da anni partecipo all’Autodrive Ski Cup (dove vince sempre – ndr) e anche quest’anno ne ho fatte diverse. Mi sono allenata con lo sci club, il “mio” storico Montebelluna che ha un bel gruppetto di Master. Poi ho seguito un po’ anche Luciano Magi, molto noto nel Mondo Master. Oggi lui ha fatto tre medaglie! Viaggia spesso sul Civetta o al Nevegal con sessioni di due o tre giorni a settimana. Sono anche uscita spesso con le pelli. Non lo avevo mai fatto e mai avrei pensato di dedicarmici. Sembra assurdo ma quest’anno per molti agonisti è andata di un gran lusso!

Ti sei divertita al di là del risultato?
Altroché! Loro poi sono stati bravissimi. Gestire 400 atleti con le regole ferree da seguire non dev’essere stato proprio semplice. Invece hanno saputo controllare ogni cosa. Davvero bravi! Poi quello dei Master è proprio un mondo a parte, che non conoscevo ma lo trovo sia interessante che divertente.

Le piste di gara?
Preparate alla perfezione, sia la Lacedelli per gigante e superG che al Col Gallina per lo slalom. Con la gara veloce sono riusciti a gestire tutto in un solo giorno. Sono andati un po’ lunghi perché la gara si è dovuta fermare un bel po’ a causa di un infortunio. Però ce l’abbiamo fatta con un programma che ha previsto le donne (C) e la B degli uomini con partenza al mattino molto presto e a seguire gli A, i più giovincelli. Per lo slalom hanno messo in piedi, invece addirittura tre tracciati . Il gigante che è la gara più partecipata con oltre 2020 atleti è invece stata divisa. Oggi C e b, domani gli A.

Hai trovato più concorrenza all’Autodrive o ai Mondiali?
Al di là che nella tappa dell’Autodrive disputata a Piancavallo, alcune ragazzine dello sci club me le hanno ficcate, è difficile fare un paragone. Credo che in condizioni normali la battaglia nelle gare Master sia più serrata di quella incontrata quest’anno. Poi qui avevo un vantaggio di età notevole rispetto alla media. Negli uomini i livello è più tosto. Nella categoria A ci sono atleti che vanno davvero forte. I tre del superG sciano in modo pazzesco.

Un inciso. Gloria non è la ex atleta di Coppa del Mondo che continua a divertirsi nel coltivare la sua passione. Il presupposto è proprio diverso. Ha iniziato a sciare abbastanza tardi, secondo anno ragazzi, quindi l’ingresso in Comitato per 4 anni, infine un anno da civile nelle Fiamme Gialle. “Ma avevo anche capito che non ero portata fino in fondo a fare la vita da atleta, così mi sono messa a studiare“.
Poi un paio d’anni alla Fis Carving Cup con ottimi risultati e un anno di studi negli Stati Uniti da dove è rientrata a fine 2019. E ritorna a divertirsi all’Autodrive.

“Non solo, ho un’altra passione, gioco a calcio a 5 da quando ho 14 anni. Ruolo, pivot, in pratica quella che fa i goal. Solo che negli States, giocando proprio a calcio, ho subito una forte lesione al nervo sciatico, così ho dovuto darmi una calmata. Quest’anno in realtà avrei voluto dedicarmi molto di più al pallone che allo, sci ma dopo due partite il Covid ha fermato completamente l’attività”.

Se sempre stata forte nelle gare veloci, ma hai vinto l’oro anche in slalom!
Mi fai ricordare quel giorno che riuscii a battere Sofia Goggia in discesa. Certo lei era 4 anni più giovane di me in quella Fis Giovani a Pila. Io primo anno senior lei secondo anno giovani. Poi è andata giusto un pelo diversamente! Adesso vado più forte in slalom, ma perché ho iniziato a farlo con una certa intensità. I pali che ho fatto quest’inverno non li ho mai affrontati nemmeno se conto le ultime 4 stagioni!

Ora che hai messo un piede nel mondo Master cosa ne pensi dell’ambiente?
C’è un po’ di tutto, ma credo come in qualsiasi altra categoria. Mi sono innamorata di Alberto Corsi (qui sotto) e di altri atleti di quegli anni. Parliamo del 31, 32… E devi vedere come sono in forma. Sono davvero da ammirare sia per la passione che hanno, ma poi si vede che si divertono e sprizzano simpatia da tutti i pori.

Poi ci sono alcune situazioni un po’ meno eccitanti, specie quando vedi una sorta di onnipotenza e totale sopravvalutazione. Insomma, non sei in Coppa del mondo e l’importante credo sia ricordarsi sempre dove sei. Ma ci sta anche questa dai.

È un’esperienza che rifarai?
Assolutamente sì. Mi sono divertita è ho trovato gente molto cordiale e amante dello sport. Credo anche che potrò vivere e costruire nuove amicizie. Dunque l’idea è di partecipare a qualche gare della Fis Master Cup anche perché rappresenterebbe una nuova sfida. Devo verificare la concomitanza con l’Autodrive. Se ne salto qualcuna poi non posso puntare alla vittoria finale e la cosa mi roderebbe non poco. Ma se devo dirla proprio tutta, vorrei anche ritornare sui campetti del calcio a 5. Il mio sogno è vincere il campionato. Insomma, come hai notato forse voglio fare troppe cose. Come andare a sciare in posti dove non ho mai gareggiato. Mi parlano tutti un gran bene dell’Abetone. Ecco, magari lì ci andrò. Gloria Tomat la “regina” Gloria Tomat la “regina” Gloria Tomat la “regina”

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.