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Gs Garmisch, vince la classe di Pinturault

Sotto un diluvio quasi torrenziale, nel GS di Garmisch vince la classe di Alexis Pinturault che si impone davanti a Loic Meillard e a Leif Kristian Nestvold-Haugen

Alexis Pinturault si è affidato alla sue enorme esperienza. Lui sì che sa come si deve dosare la pressione delle lamine su una neve del genere. Uno spettacolo vederlo sciare. Si è sbarazzato prima dei norvegesei Nestvold-Haugen e Kristoffersen, poi dell’elvetico Loic Meillard che contrariamente al passato, ha tenuto i nervi saldi. Anche quando si è trovato in difficoltà a metà manche, non è andato via di testa. Alla fine, col 12esimo miglior tempo, ha agguantato uno splendido secondo posto a 16/100 dal francese.

Incredibile la seconda manche del croato Filip Zubcic, nono a metà gara ma firmatario di una seconda pregevole. Stesso tempo di Maurberger che però era scesa per primo. Si è preso anche uno strappettino al collo quando si è dovuto girare per salutare il suo compagno di squadra Jan Kranjek che gli è finito alle spalle, Filip non è salito sul podio, ma lo avrebbe meritato. Però Nestvold-Haugen ha sciato bene in entrambe le manche, anticipando il croato di 8 centesimi.

In una selva di gigantisti specialisti è spuntato Aleksander Aamodt Kilde che ora non è più solo un velocista. Il norvegese si è messo ad andare come una spia anche tra le porta larghe, quando si è accorto che può vincere la Coppa del Mondo generale. E in classifica della gara si trova davanti a Kristoffersen, al sesto posto.

Simon Maurberger ha fatto il massimo che è ora nelle sue possibilità in questa disciplina. Ha sfruttato bene il pettorale uno nella seconda manche e ha recuperato tantissime posizioni. È passato, grazie al miglior tempo di manche, dal trentesimo al quindicesimo posto! È riuscito a stare davanti a Luca De Aliprandini (18esimo) che quando ha tagliato il traguardo dal labiale abbiamo letto: “Non è possibile“.

Era convinto di aver sciato benissimo, ma non è stato così, perché in almeno due occasioni ci ha lasciato parecchio. Bella l’azione, splendida l’intenzione, ma quando i distacchi sono così limitati tra gli atleti non puoi permetterti la minima sbavatura.

Non ha lasciato il segno Daniele Sorio ma il lombardo l’impresa l’aveva già fatta nella prima manche, riuscendo a qualificarsi per la seconda col pettorale 51. Ha commesso qualche errore di troppo nel secondo tracciato ma per lui, essere lì in classifica è una soddisfazione enorme!  Giovanni Borsotti (27esimo) gli è finito appena davanti, anche lui in difficoltà un po’ nella parte centrale, proprio come Riccardo Tonetti (24esimo). Ma bene o male molti atleti sono scesi in classifica. È sempre così quando le condizioni della pista si intromettono nelle sorti tecniche delle gare.

 

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.