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Helicopter skipass

Si dice che ciascuno di noi abbia almeno tre paia di sci nuovi o seminuovi in casa, almeno tre giacche a vento e altrettanti calzoni; tre tutine da gara e tre caschi, uno da gigante, uno da slalom e uno da free ride; e poi guanti e occhiali di tutti i tipi e di tutti i colori… si dice, poi, che questa stima sia stilata per difetto. Possediamo tutto di tutto in quantità tripla, se non quadrupla. Di conseguenza, a ogni inizio di stagione, non abbiamo tanti materiali da acquistare e i magazzini delle aziende rimangono pieni d’invenduto. Questo non vale solo per lo sci. Sul mercato ci sono case vuote e auto nuove, vestiti, computer, libri e ogni altra cosa da coprire il fabbisogno delle prossime tre generazioni. Sappiamo, però, che nessuno comprerà più un paio di sci o qualsiasi altra cosa, perché gli manca. Si compera, perché se ne prova il desiderio. E questo è bello. Abbiamo vinto lo stato di necessità e finalmente viviamo di aspirazioni. Vogliamo un nuovo paio di sci, perché in quell’acquisto vediamo la via per il nostro miglioramento: prestazionale ma anche interiore. Per sentirci più bravi, ma anche più giovani, più belli, più fighi, più seducenti. Non è consumismo. E’ etica del miglioramento, che è una spinta innata e vitale dell’uomo. Non smetteremo mai, quindi, di comprare gli sci, anche se ciascuno di noi, ne ha almeno già tre di seminuovi in casa. Eppure i dati dicono che ne stiamo comprando sempre di meno… come di case, di auto, di vestiti, di libri, di qualsiasi altra cosa… skipass compresi, dato che la storica settimana bianca si è ridotta al week end lungo; la pensione completa al bed and Breakfast. Evidentemente non è il desiderio di migliorarci, che è innato, o la voglia di sciare, che è vitale, a esser venuti meno, ma i soldi. Siamo in recessione da 8 anni e gli esperti dicono che la crisi durerà per i prossimi 100. Le banche centrali hanno tentato di rimediarvi, immettendo denaro nel sistema bancario. Ma non ha funzionato. Infatti non c’è alcun senso che i soldi escano da una banca per entrare in un’altra banca! Alcuni economisti allora hanno pensato a una soluzione semplice: bisogna dare soldi direttamente ai cittadini e per spiegare il concetto hanno usato un nome geniale: «Helicopter Money», ovvero far decollare un elicottero sopra alle città e buttare dall’alto banconote per tutti. Fuori metafora, si tratterebbe di immettere soldi nei conti correnti di tutti i cittadini per far ripartire l’economia reale, così che anche noi potessimo comprare il nostro ennesimo paio di sci a cuor leggero. Ma la vedo ancora dura. Ne parlano, ne scrivono ma non lo fanno. Perché, allora, non ci prestiamo noi sciatori, a fare da banco di prova. Facciamo decollare un elicottero e sopra alle principali città italiane lanciamo ski pass per tutti. Vediamo cosa succede con l’«Helicopter ski pass» … forse con uno ski pass in mano, qualcuno può pensare di salire in montagna e mettersi a sciare…

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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