Tre milioni di euro per un polo alle porte di Aosta, con officina, magazzino e uffici al servizio di Leitner, Prinoth, Demaclenko e Troyer. In Valle il personale del gruppo altoatesino è destinato a triplicare
Alle due di notte, sulle piste di Pila, un battipista si ferma con un tubo idraulico che gocciola olio sulla neve. Il gatto deve tornare in pista prima dell’alba, il pezzo serve subito. Da questo autunno può partire da Pollein, in fondovalle, dove il gruppo HTI ha appena acceso le luci del suo nuovo Operations & Technology Hub.
L’investimento supera i tre milioni di euro. L’edificio occupa circa 800 metri quadrati dentro un’area di proprietà da 3.500, nella zona produttiva del comune alle porte di Aosta, a meno di cinque chilometri dal casello autostradale più vicino. Dentro, tre anime: l’officina, il magazzino, gli uffici. L’occupazione è già cresciuta in modo significativo e salirà ancora nei prossimi mesi, fino a triplicare il personale del gruppo in Valle d’Aosta.
Sotto lo stesso tetto lavorano le principali aziende della galassia di Vipiteno: gli impianti a fune Leitner, i battipista Prinoth, l’innevamento programmato Demaclenko e l’idroelettrico Troyer. Un’unica squadra, insomma, per seguire da vicino tutto ciò che fa muovere una stazione, dalla seggiovia al cannone, dal gatto delle nevi alla centralina che produce l’energia.

«Dall’impiantistica all’innevamento, passando per la produzione di energia pulita, il nuovo polo di Aosta ci permetterà di offrire un’assistenza di eccellenza, tempestiva e integrata», spiega Anton Seeber, presidente di HTI. Per lui l’hub vale anche come vetrina: un punto di riferimento tecnologico per una regione che punta a stare in prima fila nell’innovazione alpina.
La Regione accoglie la scelta con favore. Il presidente Renzo Testolin e l’assessore allo sviluppo economico Luigi Bertschy collegano l’arrivo di HTI al Piano di sviluppo industriale regionale, che indica la filiera della montagna e degli impianti a fune fra i settori strategici. Le aspettative toccano tre fronti: nuove relazioni con le imprese già presenti sul territorio, progetti di ricerca industriale su prodotti e servizi per la montagna, e soprattutto lavoro qualificato e formazione per i giovani valdostani, con la speranza di attirare altre aziende lungo la stessa strada.

Alle spalle di Pollein si muove un colosso. HTI riunisce anche Poma e Bartholet negli impianti, Jarraff nella gestione della vegetazione, HKD e WLP nell’innevamento e nell’abbattimento delle polveri, Leitwind nell’eolico e Skadii nella gestione digitale dei comprensori. I prodotti del gruppo viaggiano in 88 Paesi, con 22 siti produttivi, 110 filiali e 183 centri di vendita e assistenza. Il 2025 si è chiuso con un fatturato di 1,622 miliardi di euro, 42,5 milioni investiti in ricerca e sviluppo e 4.955 collaboratori.
Fra qualche settimana, sulle montagne valdostane, i cannoni torneranno a soffiare e le cabine a girare. A Pollein, intanto, il magazzino si riempie di ricambi e in officina qualcuno sta già sistemando gli attrezzi sul banco, pronto per la prima chiamata della stagione.






Add Comment