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Il museo della Montagna diventa interattivo

Il Museo Nazionale della Montagna del CAI Torino e il Musée Alpin di Chamonix Mont Blanc stanno costruendo un’unica, grande banca digitale basata sui loro cospicui e importanti patrimoni culturali con un progetto pluriennale appena avviato di vastissimo respiro e di notevole valore, battezzato con il nome iAlp – Musei alpini interattivi.

Un piano di lavoro che, nell’ambito del programma di cooperazione territoriale ALCOTRA Italia-Francia, ha ricevuto un finanziamento complessivo di 2.550.00 euro dall’Unione Europea.

L’operazione, volta a promuovere la comunicazione e la valorizzare dei patrimoni culturali delle due note istituzioni alpine transfrontaliere, è stata presentata ieri nella Sala degli Stemmi del Museo Nazionale della Montagna, a Torino. Hanno preso parte alla conferenza, introdotta dal Direttore Aldo Audisio, i rappresentanti dei due musei, alcuni degli amministratori delle regioni alpine di competenza, studiosi e dirigenti del Club alpino italiano, con il quale è stato condiviso il programma di lavoro sin dalle prime fasi.

La mia presenza è dovuta al fatto che il Museo Nazionale della Montagna del CAI Torino appartiene culturalmente a tutti i Soci del Sodalizio”, ha affermato il Vicepresidente generale del CAI Antonio Montani, che ha rappresentato l’associazione insieme al Direttore Andreina Maggiore e al Presidente della Sezione di Torino Roberto Ferrero. “Questa iniziativa dimostra ancora una volta che le montagne uniscono, anche in un momento come questo, dove stanno rinascendo particolarismi e divisioni dentro e fuori l’Europa. Come CAI siamo impegnati in una profonda rivalutazione dei canali attraverso i quali veicolare i nostri valori, con metodi moderni e nuove tecnologie. iAlp rientra pienamente in questa linea”.

Il piano di lavoro è stato descritto da Laura Gallo, direttore operativo del Museomontagna, e Gabrielle Michaux, direttore del Musée Alpin: i due musei alpini hanno previsto la creazione e la diffusione di un’App che permetterà agli utenti di accedere agli archivi della documentazione mediante lo smartphone. La sezione più appetibile della pianificazione culturale riguarda però la programmazione pluriennale di importanti esposizioni transfrontaliere. Entro il 2017 verrà allestita una grande mostra su Albert Smith e la promozione delle Alpi nel XIX secolo. Successivamente, il palinsesto transfrontaliero prevede una grossa iniziativa sul cinema di montagna. Infine, nella parte conclusiva del programma di lavoro, verrà proposta al pubblico una ricca esposizione sullo sguardo contemporaneo della fotografia nei confronti del mondo alpino.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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