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Il perché di una istanza-parere

Il pensiero di un maestro di sci di oggi, si intitola: “Il perché di una istanza-parere”. Ieri, 25 febbraio, la rivista Sciare Magazine ha pubblicato la istanza indirizzata dalla nostra collega Maestra di sci Fabiola Bartolucci al Presidente della Regione Abruzzo ed al Presidente del relativo Collegio dei Maestri.

La istanza, preparata a mezzo dell’Avvocato Francesco Mambretti, riguarda la interpretazione del testo del DPCM (in vigore dal 14.01.21) con riferimento all’utilizzo degli impianti nei comprensori turistici.

Nonostante che gli impianti sciistici siano stati dichiarati chiusi per il grande pubblico, gli stessi possono essere utilizzati dagli atleti di interesse nazionale (secondo l’elenco preparato dalla FISI) e dagli aspiranti Maestri di sci, per lo svolgimento delle prove di abilitazione.

Occorre ancora una volta ricordare che, mentre le attività di allenamento e le gare ricadono sotto la egida della FISI, i corsi di formazione professionale ed il controllo delle attività relative allo svolgimento della professione di Maestro di sci (ivi compresi gli aggiornamenti) risulta essere compito esclusivo dei Collegi.

Ma veniamo al punto: come si è già ampiamente ricordato, l’istanza sottolinea che l’attività di Maestro di sci è una professione con valenza giuridica pari a qualsiasi altra professione.

Lo scopo del DPCM non è stato quello di azzerare le professioni, bensì quello di limitarne l’esercizio a quella parte di attività che non sia in contatto con il pubblico, al fine di impedire la diffusione del COVID.

In altre parole, da un lato il DPCM specifica che gli atleti (così come identificati dalla FISI) possono allenarsi, dall’altro non si fa menzione, nel DPCM stesso, dei Maestri di sci i quali, essendo dei professionisti, sono, ancora più degli atleti, titolati ad esercitarsi in forma singola, usufruendo quindi degli impianti e delle piste, qualora aperte.

Come giustamente ricordato nella istanza-parere, la professione di Maestro di sci si basa sulla esecuzione di gesti sportivi e la forzata inattività determina un deterioramento delle capacità professionali.

Infine, occorre anche fare notare che, la disparità di trattamento subita rispetto agli atleti, ha causato anche un inevitabile danno di immagine per tutta la categoria.

Questo danno, poiché non ha una natura economica quantificabile, molto difficilmente potrà comunque essere sanato con la erogazione dei ristori.

Lo scopo quindi della istanza è quello di ottenere il riconoscimento per i Maestri di sci del loro fondamentale diritto a sciare e ad allenarsi.

I Maestri di sci che non hanno potuto svolgere la loro attività sono ancora in attesa dei ristori promessi dal Governo: nella difficile trattativa in corso, non possiamo comunque sperare di ottenere dei risultati positivi se prima il fondamentale diritto di cui alla istanza non ci verrà completamente riconosciuto.

Roberto Tomatis

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.