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Johan Eliasch ritorna sui diritti TV, la volontà di tagliare fuori Infront è sempre più concreta

Johan Eliasch ritorna sui diritti TV, la volontà di tagliare fuori Infront è sempre più concreta.
Il prossimo Congresso Fis fissato a Milano il 25 e 26 maggio rischia di essere uno dei più incandescenti degli ultimi anni. D’altra parte il neo presidente Fis Johan Eliasch aveva preannunciato che avrebbe cercato di apportare una serie di novità.

Ora in cima alla lista c’è la questione dei diritti tv, come non aveva evitato di sottolineare nella sua prima conferenza stampa di ottobre 2021 a Sölden. L’idea sarebbe quella di prendere spunto da altre federazioni, come la Fifa, la PGA, la Premier League e la Formula Uno che controllano direttamente i diritti TV a livello internazionale.

Un cambiamento non da poco che potrebbe trascinare la questione nelle aule dei tribunali. Vediamo perché.

Le gare di Coppa del Mondo appartengono alle Federazioni di ogni paese che poi vengono assegnate alle località. Infront, si propone a loro come broker: paga un tot al comitato organizzatore per poter vendere i diritti Tv. In Italia il Comitato paga poi una sorta di tassa di iscrizione alla Fisi, circa il 40% della cifra che riceve da infront. Solo a Bormio la situazione è differente poiché è la stessa Fisi a organizzare le gare.

In Austria il sistema funziona in un altro modo. È la Federazione a fungere da comitato organizzatore di tutte le gare e la scelta della Ösv è sempre tata quella di rimanere con al Ebu, la vecchia Eurovisione, senza, dunque, mai accordarsi con Infront. Kitzbühel è un caso a parte, perché è svincolata da tutto e da tutti e fa da sola!

L’Anno scorso anche la Svizzera era passata all’Ebu ma per la prossima stagione il presidente Urs Lehmann ha deciso di tornare con Infront. La quale Infront poi, si occupa anche della produzione di alcune gare, così come fa la Örf in Austria o la tv elvetica per le gare svizzere.

Secondo il quotidiano austriaco Kleine Zeitung il presidente Fis Johan Eliasch avrebbe inviato una lettera alla Federazione austriaca e tedesca chiedendo di non considerare l’eventuale nuova richiesta che avrebbe avanzato Infront e di mandare all’aria qualsiasi contatto.

Prova inequivocabile di come Eliasch abbia intenzione di mettere in moto il nuovo sistema fin dalla prossima stagione, attraverso un unico “Concorde Agreement” che sposterebbe i diritti di trasmissione internazionale alla FIS.

I proventi finanziari dei contratti normalmente acquisiti da Infront sarebbero reindirizzati alla promozione degli sport FIS, alla standardizzazione delle trasmissioni in tutti i paesi e agli investimenti in nuove tecnologie di trasmissione.


Infront, sollecitata dal media americano Ski Racing, è rimasta decisamente sbigottita dalle dichiarazioni forti di Eliasch.

Sulla questione è intervenuto Joerg Polzer, Vice president Strategic Communications del gruppo svizzero.

Dopo aver generato per decenni un enorme reddito affidabile per le associazioni – riporta Ski racing – e aver contribuito alla diffusione degli sport invernali con grande qualità in tutto il mondo, siamo stati sicuramente molto sorpresi di sentire questa proposta.

L’approccio avventato e scoordinato della nuova dirigenza FIS porta a enormi incertezze riguardo al futuro e in particolare alla pianificazione della prossima stagione di Coppa del Mondo FIS.

Notiamo una mancanza di coordinamento con tutte le parti interessate coinvolte – continua Polzer – e una certa ignoranza riguardo ai contratti esistenti a lungo termine. Mi riferisco a quelli stipulati da una parte tra Infront (e altri intermediari) e le federazioni nazionali, dall’altra con i vari media televisivi.

Questi contratti, è bene sottolinearlo, hanno una scadenza per lo più quadriennale, ma in alcuni casi arrivano anche fino al 2030. Dinnanzi alla rivoluzione proposta da Eliasch, Infront farebbe valere senza ombra di dubbio la propria forza contrattuale con evidenti penali da pagare da parte dei Comitati e/o delle Federazioni.

Joerg Polzer ha poi concluso con un’ultima battuta: “Per quanto ne sappiamo, la FIS finora non è riuscita a delineare un modello di business adeguato. E a pianificare il proprio approccio di marketing centralizzato“.

Secondo Infront la FIS non sembra disposta ad avviare un dialogo costruttivo su questo problema. Ed è per questo motivo che è stata costretta ad avviare procedimenti legali senza indugio per salvaguardare la propria posizione. La partita dunque si fa decisamente infuocata!

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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