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“Ju le mán da nosta tiera”, il no al Collegamento Arabba-Cortina

Martedì sera prossimo, nella Sala Taulac a Pieve di Livinallongo si riunirà il comitato al grido di “Ju le mán da nosta tiera” per dire no al collegamento sciistico Arabba-Cortina.

È questo lo slogan coniato da chi ha deciso di costituire un comitato popolare per battersi contro tale progetto. Un movimento che fin da subito si metta di traverso contro la costruzione di impianti e di piste previste tra il Setsass e il Col di Lana.

Un’accelerazione provocata dalla recente dichiarazione rilanciata dall’Assessore Regionale Federico Caner riguardo al progetto, per il quale la Regione sarebbe disposta a stanziare 100 milioni di Euro. A questi si aggiungerebbero fondi importanti dei privati. Sopratutto alcuni gestori di impianti di Cortina d’Ampezzo, molto attratti dall’operazione.

In realtà il Sindaco di Livinallongo, Leandro Grones, appena venuto a conoscenza del progetto non aveva perso tempo per esternare tutta la sua contriarietà in un post su facebook: “Fantascienza allo stato puro” È un tracciato improponibile perché ricompreso in un’area di Rete Natura 2000, nel Parco della Memoria della Grande Guerra”.

E nell’area archeologica del Castello di Andraz e in quella di Dolomites Unesco. Quei luoghi di rara bellezza ambientale, naturalistica e paesaggistica, che custodiscono i tesori archeologici della nostra millenaria storia. Ma anche migliaia di giovani soldati che non fecero più ritorno a casa. Mai e poi mai le ruspe calpesteranno quei luoghi che meritano rispetto e silenzio».

Da lì a creare fermento tra i suoi concittadini è stato un attimo.Tanto è vero che martedì nascerà questo comitato con l’intenzione di darsi un’organizzazione più forte possibile.

Sul Corriere delle Alpi si legge in un intervento di Demmi Dorigo, uno dei promotori: “Questo progetto è stato calato dall’alto, senza tenere conto dell’opinione dell’amministrazione comunale attuale e nemmeno dei quelle passate, che si erano già espresse contro», spiega Dorigo. «Ma soprattutto della popolazione residente, alla quale non è mai stato chiesto se fosse favorevole o contraria”. Dunque, via libera la comitato Ju le mán da nosta tiera

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.