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La Famiglia e Flavio Roda trattengono Paolo Deflorian in Italia

La Famiglia e Flavio Roda trattengono Paolo Deflorian in Italia.
Paolo Deflorian non è caduto in tentazione. Il tecnico di Manta (Saluzzo) rimarrà al suo posto, nell’organico femminile, in cross tra gigante e velocità con le tre “divine” e le polivalenti. Quindi niente Petra Vlhova.

Paolo, hai detto di no…
È stata una tentazione fortissima, ma ho detto di no.

Per questioni contrattuali?
Tutto tranne questo aspetto che non abbiamo nemmeno approfondito, ma non ci sarebbero stati problemi.

Dunque?
È andata così. La settimana scorsa ricevo una telefonata da Matteo Baldissarutti, l’allenatore che fino all’anno scorso collaborava con Livio. È stato sorprendente, perché quando ho visto il numero ho pensato che si stesse informando se c’era spazio per venire a lavorare con noi. Invece mi ha ribaltato la domanda! Insomma, “Mi hai completamente spiazzato” gli ho detto. Sai sono cose che non puoi nemmeno immaginare. Ero così confuso che gli ho chiesto qualche giorno per riflettere. Comunque non era certo perché Matteo mi aveva anche detto che c’erano altri nomi in ballo.

Poi ti chiama la Rossignol, giusto?
Esattamente dopo due giorni mi chiama Stéphane Mougin, responsabile Rossignol che rincara la dose. Secondo lui ero l’allenatore ideale per Petra. Gli piaceva che avessi fatto esperienze all’estero (Canada), che parlassi bene l’inglese, mentre l’aspetto puramente tecnico non lo ha messo neppure in discussione.

A quel punto hai cominciato a crederci un po’ di più?
Direi proprio di sì. Ho iniziato a confrontarmi anche con i miei colleghi e non ultimo con Flavio Roda. Anche perché il mio contratto scade l’anno prossimo, quindi nell’eventualità avremmo dovuto trovare il modo di svincolarmi.

Ti ha blindato?
Sinceramente l’ho chiamato anche per farmi dare un consiglio perché nessuno più di lui poteva darmi valide indicazioni, al di là del rapporto professionale che ci lega. Mi ha invitato a rimanere garantendomi anche che il mio ruolo non era assolutamente in discussione e che potevo continuare a lavorare tranquillamente come fatto fin ora.

E a casa cosa ne pensavano?
Come sai ho due gemelli di cinque anni. Quando sono nati ero con in Canada e con mia moglie ci eravamo detti: “Ok fin quando sono piccolini passi, poi però ridiscutiamo un po’ tutto”. Infatti dopo un biennio sono tornato a casa e ho avuto la fortuna di rientrare nell’organico della Nazionale. Poi sai, con una squadra grande come la nostra, con diversi allenatori, riesci a gestirla un po’ meglio. Alla fine il tempo libero è sempre poco, ma qualche minuto in più da dedicare alla famiglia riesci a ritagliartelo. Andare con Petra avrebbe significato sparire totalmente.

Anche perché non è che alleni delle perfette sconosciute.
Accidenti, delle fuoriclasse! Ma oltre alle tre big, dietro c’è qualcosa di importante che si muove. Ragazze che stanno crescendo bene e che hanno ottime possibilità di imporsi. Non dimentichiamo che il prossimo inverno ci sono le Olimpiadi. Insomma prospettive e stimoli non mancano di certo.

Secondo te nel lotto dei pretendenti quante chance avevi
Il fratello di Petra mi ha fatto intuire che stavano pensando proprio a me. A quel punto non gli ho nemmeno chiesto chi fossero gli altri e ho voluto scansarmi dalla questione soldi perché sapevo che non sarebbe stato quello il problema.

Avresti guadagnato di più?
Sarebbe stato un contratto importante credo, o per lo meno più corposo rispetto a quello che ho desso, ma è normale. L’ho evitato apposta per non farmi fuorviare da questo aspetto. I soldi sono certamente importanti ma in questo caso non erano la priorità.

Così?
Così ieri sera gli ho scritto una mail dicendogli sostanzialmente ciò che ti ho raccontato.

Ci sono rimasti male?
Vuoi la risposta?Capiamo benissimo la tua decisione, ci rivedremo comunque quest’inverno in pista”. E mi hanno ringraziato per aver preso per lo meno in considerazione la cosa.

Una bella soddisfazione comunque
Direi, mi ha fatto davvero piacere essere preso in considerazione per un ruolo del genere. Proprio una bella gratificazione. Infatti ho dovuto mettere sul piatto proprio tutto, perché non nego che rifiutare un’opportunità così un po’ di sofferenza l’ha provocata. Sai sono quei treni che passano e devi decidere in fretta se salire o rimanere giù. Mi son fatto un po’ di film anche dopo aver parlato col fratello che ovviamente ha posto come primo obiettivo per Petra le Olimpiadi. Infatti la proposta prevedeva un anno con un rinnovo per il quadriennio successivo.

Ha pesato più la famiglia o la federazione?
50 e 50 direi, anche perché l’una è complice dell’altra. Poi, è vero che siamo professionisti, dunque, andiamo dove si possono sfruttare le migliori opportunità, però ho messo sul piatto anche l’aspetto patriottico che ha un peso non da poco.

Seguirai un poco di più Marta Bassino?
No, io sto proprio in mezzo tra il gruppo di Rulfi e le polivalenti, in particolare sul gigante.

A proposito di Rulfi… cosa ti ha detto? Non piantarmi in asso?
Conosci Gianluca, è molto schietto, me l’ha buttata un po’ tra l’ironico e lo scherzoso in dialetto piemontese. Ma non è il caso di scriverlo. Non credo ci sia nessun altro in grado di gestire come fa lui il suo gruppo, dunque per il suo gran daffare credo gradisca che non si spostino le cose.

Prossimi step?
Riunioni tecniche, aggiornamenti allenatori, e poi in attesa di capire come ci si potrà muovere per forse un po’ di programmazione. Bisognerà gestire qualche situazione particolare, come il rientro dall’infortunio di Nicol Delago, ormai pronta a rimettere gli sci, ma dovrà seguire un percorso più specifico. A giugno quindi si ricomincia con le prime uscite, credo allo Stelvio per tornare poi in Sud America più avanti se si potrà.

Una cosa è certa, le squadre non sono ancora state ufficializzate, ma la tua presenza è fuori discussione!
Eh diamine! La Famiglia e Flavio Roda La Famiglia e Flavio Roda La Famiglia e Flavio Roda

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.