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La fiamma olimpica nel cuore di un fiocco di neve! Via ai Giochi di Pechino

La fiamma olimpica nel cuore di un fiocco di neve! Via ai Giochi di Pechino
La 24esima edizione dei Giochi Olimpici invernali di Beijing sono ufficialmente aperti. Con una scelta insolita l’ultimo tedoforo ha posizionato la fiaccola nel cuore di un grande fiocco di neve, scelta al posto del classico braciere.

Una cerimonia ‘di’ e ‘per’ i giovani: il 95% dei circa 3.000 artisti che si sono esibiti nello stadio che ha già ospitato Giochi Estivi di Pechino 2008 sono adolescenti.

È una delle grandi differenze rispetto alla gigantesca cerimonia di apertura delle Olimpiadi di 14 anni fa, col direttore Zhang Yimouche si è concentrato piuttosto sui giovani artisti in modo da coinvolgere i propri coetanei, nel solco dei valori olimpici con gli ultimi due tedofori nati negli anni 2000.

Pechino è diventata così l’unica città nella storia a cinque cerchi a ospitare un’Olimpiade Invernale dopo aver ospitato un’edizione estiva, con il “Bird’s nest”, che è diventato il solo stadio ad essere stato teatro di 2 cerimonie inaugurali.

Una cerimonia ovviamente con poco pubblico, e una scenografia bellissima quanto semplice, iniziata con un gioco techno di ghiaccio e luci led. Su un cubo ghiacciato compare la grafica di tutte le edizioni dei Giochi a partire da Chamonix 1924 fin ad arrivare a quella che sta per essere ufficializzata.

Le pareti del cubo si rompono, come a voler distruggere ogni barriera e compaiono i 5 cerchi senza colori. Poi ,con un effetto splendido, ecco la grande porta cinese aprirsi dalla quale iniziano a entrare tutte le nazioni. Ovviamente prima la Grecia e via, via gli altri 90 paesi, usciti in base all’alfabeto cinese.

Per questo motivo l’Italia ha fatto il suo ingresso nello stadio per penultima, proprio prima della Cina! Tra queste l’Arabia Saudita e Haiti presenti ai Giochi invernali per la prima volta nella storia. I nostri non sono entrati vestiti, con la discussa divisa firmata EA7 Armani, ma indossando un sorta di  mantella Tricolore, naturalmente con in testa Michela Moioli, nostra portabandiera.

Da sola, rispetto alla maggior parte delle altre Nazioni che di alfieri ne hanno schierati due, una donna e un uomo. Assente per ovvi motivi, l’intero comparto della velocità maschile.

Thomas Bach al leggio e Cai Qui sulla sinistra

Quindi è iniziata la parte più protocollare e ufficiale della cerimonia. Prima Cai Qi, presidente del comitato olimpico e paralimpico di Pechino 2022. Al termine di parole di circostanza, semplici ma di grande onore, ha passato la parola al presidente del Cio Thomas Bach.

Un discorso abbastanza lungo rispetto ad altre occasioni, totalmente dedicato all’unione dei popoli, alla pace alla fratellanza, sottolineando come lo Sport e in particolare i Giochi Olimpici, siano l’occasione unica per dimostrare al mondo che si può arrivare a questo auspicabile risultato.

A dichiarare aperti i 24esimi Giochi Olimpici ci ha pensato il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Il quale ha recitato a memoria la formula olimpica senza aggiungere altro.

Quindi largo a un break-show molto semplice sotto le note di Imagine. L’anticamera dell’ingresso al centro dello stadio della bandiera olimpica tenuta da personaggi gloriosi dello sport cinese, quasi tutti del pattinaggio.

Quaranta bambini cinesi hanno poi intonato l’inno olimpico in greco, vestiti per ricordare l’Anno della Tigre cinese. Dopo il giuramento degli atleti e degli arbitri, la scenografia ha proseguito riprendendo il tema del “fiocco di neve” con giochi di luci rigorosamente a led. Ed è proprio un fiocco di neve che nel suo cuore porta la fiaccola olimpica. Tanto basta per dare il via ai Giochi Olimpici du Beijing 2022.  E per far esplodere un gioco di fuochi d’artificio che hanno illuminato lo stadio  “nido di uccello” La fiamma olimpica nel cuore

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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