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La grande responsabilità del maestro di sci

In Italia l’unico insegnante sportivo riconosciuto come figura professionale, riconosciuto da un albo, è il maestro di sci. Anche per questo motivo per le stazioni invernali il maestro è una figura determinante. Il suo compito primario è quello di insegnare la tecnica attraverso i dettami di una progressione riportata su testi specifici redatti dalla Fisi. Diventare maestri non è un percorso facile. Bisogna raggiungere un ottimo livello di base che si sviluppa nel corso degli anni giovanili. Raggiunta la maggiore età è possibile accedere al corso dopo aver superato una selezione, che viene indetta da ogni singola Regione. Superata la selezione e soprattutto, superato l’esame dopo il corso, Il maestro di sci è un professionista a 360 gradi. Grazie alla sua conoscenza e preparazione in materia è di fatto l’un riferimento sulla neve per la maggioranza dei turisti e appassionati di montagna che arrivano nelle nostre stazioni invernali . Chi vuole imparare a asciare o migliorare le proprie capacità tecniche non può far altro che riferirsi a uno dei 15,000 maestri italiani che coprono l’intero territorio montano, da Vipiteno all’Etna . Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione e alla sinergia instaurata con la FISI, il livello tecnico richiesto per l’accesso al corso è decisamente molto elevato. Lo si denota fin dal primo passo, la selezione, con la prova di gigante cronometrata. Superata questa si accede alla seconda fase con le prove degli archi da eseguire in campo libero. Rispetto al passato è cambiata molto la mentalità. I primi rudimenti spesso venivano impartiti ai figli da genitori o amici. Ora si comprende come questo approccio sia errato o comunque non rappresenti l’ideale. Perché una delle prime azioni che il turista fa appena raggiunge la località è riferirsi a una scuola sci e affidare il proprio figlio nelle mani sicure del maestro di sci. Forse non tutti ci fanno caso, ma è proprio in questi primi minuti di conoscenza tra bambini e maestro che si costruisce o meno la passione per lo sci. Basta una parola sbagliata o un approccio poco confidenziale che l’animo del ragazzo potrà essere passivo o comunque poco stimolante.
Questo è emerso anche in occasione del recente convegno dedicato ai direttori delle scuole sci organizzato dall’AMSI e dal collegio maestri di sci, sottolineato dal presidente dell’ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) dott.ssa Valeria Ghezzi: «I maestri sono gli ambasciatori della filiera che gravita attorno alla neve, questo sicuramente è un grande riconoscimento e fa onore ai maestri di sci, ma nello stesso tempo è anche una responsabilità che il maestro deve fare sua, dimostrando tutta la sua professionalità».
Analizzando lo studio che da diversi anni sviluppa l’osservatorio della montagna si evince come l’86% dei bambini sceglie di tornare in montagna a sciare perché hanno un bellissimo ricordo del maestro di sci che hanno avuto per la prima volta. Come presidente della categoria che rappresento (Colnaz) non posso che andare fiero e orgoglioso di questo dato. E la direzione migliore non può che essere quella di alimentare un sistema capace di coinvolgere tutte le figure professionali e gli operatori turistici. Solo così gli appassionati della neve si sentiranno ospiti in un mondo meraviglioso, con uno stato di grande relax e protagonisti di esperienze uniche. Quelle che sanno rimanere nel cuore e nei ricordi. Quelle che contribuiscono a mitigare l’inevitabile caos che si vive al ritorno della quotidianità cittadina. Dove ormai tutto va sempre più veloce, dove ormai tutto diventa sempre più frenetico. Ci si rifugia in montagna anche per questo, perché è uno dei luoghi dove la mente e il corpo riescono a ristabilire un equilibrio e a rigenerarsi. Ecco perché la responsabilità dei professionisti dell’intera filiera turistica invernale, assume un valore fondamentale. L’impegno dev’essere totale e sempre partecipato. I cosiddetti montanari sanno valorizzare quello che la natura gli ha donato, perché ce l’hanno dentro. I cittadini forse no, ma fuggono da loro proprio per carpirne l’essenza.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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