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La risposta di Carraro a Rosa Dufour

Una decina di giorni fa era giunta a d alcuni media una lettera indirizzata a Franco Carraro (qui il testo integrale) nella quale un fantomatico Rosa Dufour (NELLA FOTO QUI A LATO!!!) lanciava critiche sulla gestione della Fisi da parte del Commissario. La lentezza burocratica del tesseramento, aver lasciato cadere la sponsorizzazione ormai fatta della Oreal; l’intenzione di spostare la sede della Fisi da Milano a Roma in considerazione di alcune riunioni tenute nella Capitale. La lettera sottolineava anche le ragioni di Morzenti, il suo lecito ricorso al tar, etc. 
Contro ogni aspettativa Franco carraro ha deciso di rispondere. Ecco il testo: 
Solitamente non rispondo a chi utilizza pseudonimi al posto della propria personale identità. Faccio una eccezione nel caso di Rosa Dufour perché tratta di argomenti che riguardano la gestione della FISI che meritano trasparenza e perché i destinatari della missiva sono numerosi e identificabili.
                Nei prossimi giorni fisserò l’assemblea elettiva della Federazione nel mese di marzo 2012, data che mi è stata suggerita all’unanimità dai componenti della Consulta.
                 La Giunta Nazionale del CONI il 25 ottobre 2011 ha  approvato le  modifiche, apportate dal Commissario ad Acta, allo Statuto federale, ai sensi dell’articolo 35  dello Statuto del CONI. Si tratta di norme attuative dei principi informatori degli Statuti federali  e dei Regolamenti di Giustizia federali, che hanno attinenza con il rinnovo delle procedure elettorali.
                In ordine alle supposte difficoltà della macchina organizzativa della Federazione, riporto quanto il Segretario Generale della FISI, persona competente e corretta, non nominata da me a tale incarico, con nota del 17 ottobre afferma sull’argomento:”il lavoro degli uffici prosegue con l’ordinaria amministrazione senza particolari problematiche”.
                In merito al tesseramento Le riporto quanto nella stessa nota afferma il dr. Cartasegna: “… l’ufficio tesseramento, interpellato in merito, mi ha riferito che al momento non sussiste alcun problema al di fuori della norma: a dimostrazione di ciò, comunico che alla data odierna, (a meno di 48 ore dalla spedizione della mail. n.d.r) il numero di tesserati è di 13.441 a fronte dei 13.423 del 2010, le Società affiliate sono 512 a fronte delle 499 della passata  stagione.”
                Per quanto riguarda le sponsorizzazioni, la Gestione Commissariale ha perfezionato gli accordi che erano stati presi dal Consiglio Federale in carica fino all’8 luglio 2011. Avendo la gestione commissariale  natura straordinaria e  limitata nel tempo, io non  ritengo di avviare progetti a medio e  lungo termine perché non intendo assumere impegni pluriennali, salvo casi eccezionali ed indispensabili.
Comunque, per quanto riguarda L’Oréal, le affermazioni di Rosa Dufour sono smentite dalla lettera indirizzata alla FISI il 27 luglio scorso a firma del Procuratore Speciale  della Divisione Prodotti Grande Pubblico della L’Oréal Italia S.p.A., Flavia Sampietro, il cui testo per completezza di informazione riporto integralmente:
”facciamo seguito allo scambio di intenti intercorso tra Voi e la nostra Società, relativamente ad un’eventuale e futura operazione di sponsorizzazione e partnership, per comunicarVi che, alla luce degli ultimi episodi che hanno coinvolto la Vostra Federazione e il Vostro Presidente, non riteniamo più sussistere i presupposti per instaurare una collaborazione nei termini di cui sopra.
La Vostra Federazione era stata infatti individuata in quanto rappresentante di un insieme di valori di correttezza e liceità, nonché simbolo di competizione positiva, tutti valori di cui la nostra Società si fa portavoce quotidianamente nella gestione del proprio business.
I recenti episodi che hanno coinvolto la Vostra Federazione e il Vostro Presidente, nonché il grande eco mediatico suscitato dai suddetti avvenimenti, ci hanno inevitabilmente condotto a riconsiderare, almeno per il momento, una collaborazione con Voi.
Cordiali saluti.”
                Il 25 luglio ho convocato in FISI tutti i Presidenti  dei Comitati Regionali, Provinciali, i Delegati Provinciali, i Comitati Organizzatori delle gare di Coppa del Mondo di sci alpino,  e coloro i quali si erano candidati  a tutte le  cariche nell’Assemblea del 24 aprile 2010.
                Nella gestione della Federazione ritengo che sia giusto applicare lo Statuto, che all’articolo 25 prevede  la Consulta. Comunque rispondo a chiunque voglia parlarmi o abbia suggerimenti da dare.
                L’articolo 2 dello Statuto prevede che la Sede della FISI sia a Milano. Dire che è mia intenzione spostare la sede della FISI a Roma significa non conoscere le regole che ci governano.
                Dal 14 luglio il dr. Cartasegna è venuto a Roma quattro volte, la signora Romeo, il signor Cantaro e il signor Bonitti una. Mi sembra che il numero delle trasferte a Roma sia stato contenuto all’indispensabile, tenuto conto che la Federazione ha bisogno di uno stretto collegamento con il CONI: con la Preparazione Olimpica in generale; per predisporre al meglio la trasferta a Innsbruck per i primi Giochi Olimpici della Gioventù; per essere certi che la prossima Assemblea elettiva si svolga con la massima regolarità, tenendo conto dei rilievi operati dall’Alta Corte di Giustizia del CONI.
                Alle riunioni per la Candidatura di Cortina 2017 la FISI ha mandato le persone che riteneva adeguate agli argomenti che venivano discussi.
                Sono restio a parlare della mia persona, ma sono costretto a farlo in considerazione della frase con cui Rosa Dufour chiude la sua lettera, frase che ha un sapore che non ricorda certo l’aria tersa delle vette cui lo pseudonimo si ispira.
                Poiché ritengo che chi dirige una Federazione sportiva debba essere e debba apparire al di sopra di ogni sospetto, l’8 maggio 2006 mi sono dimesso da Presidente della Federazione Italiana Giuoco  Calcio, senza neppure avere ancora ricevuto avviso di garanzia.
                Sono stato indagato per Calciopoli dalla Giustizia penale, dalla Procura della Corte dei Conti e dalla Giustizia sportiva.
                Il Giudice delle Indagini Preliminari di Napoli, con sentenza confermata dalla Cassazione, mi ha prosciolto per “non aver commesso il fatto”. La Procura della Corte dei Conti ha archiviato la mia posizione. La Camera di Conciliazione e Arbitrato dello Sport ed il TAR del Lazio hanno riconosciuto la correttezza formale e sostanziale del mio comportamento.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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