Le prossime elezioni federali sono state programmate per il 15 ottobre 2025. Qualcuno si chiede perché non prima considerando che l’attività della prossima stagione ovviamente dovrà essere programmata a inizio estate, quindi con l’attuale esecutivo, e ancor più il macro progetto del quadriennio olimpico.
Il motivo è semplice, non ci sono i tempi tecnici per poter indire l’assemblea elettiva a inizio estate. Con l’ultima modifica allo statuto, prima di procedere con l’elezione presidenziale e del consiglio si dovrà completare il rinnovamento delle cariche regionali. La stagione 2025/26 si concluderà alla fine di maggio. Il 1° giugno saranno resi noti i voti spettanti alle società. Quindi è necessario attendere due settimane per accogliere eventuali ricorsi. Da qui la data per la rielezione degli esecutivi dei Comitati regionali che potranno indire le votazioni dal 16 giugno fino, al massimo, il 30 luglio.
Bisogna poi attendere un paio di settimane per eventuali ricorsi e si arriva a metà agosto, quando tutto si ferma. Non interferiranno, invece, le elezioni dei comitati provinciali che possono essere organizzate prima o dopo quelle nazionali e regionali.
È importante che gli sci club intenzionati a votare provvedano all’affiliazione per la stagione 2026/27 a settembre e non a fine ottobre/primi di novembre come a volte capita.
Detto questo, per il momento nessuno si è fatto avanti ufficialmente per porre la propria candidatura. Ancora non è chiaro se Flavio Roda, in carica dal 2012, vorrà ripresentarsi. A inizio anno ce lo aveva pressoché escluso ma senza chiudere definitivamente la porta. Oggi sul tavolo ha 19 medaglie olimpiche sulle 30 conquistate dall’Italia a Milano Cortina 2026, di cui sei d’oro, 2 nello sci alpino, una nello skicross, una nel biathlon e due nello slittino.
Considerando i tre mandati pieni più il primo di due anni, nel caso Roda volesse ricandidarsi, per governare per altri 4 anni dovrà ottenere il 67% dei voti, pari ai 2/3 dei votanti. Non sono pochi: l’ultima assemblea federale gli consegnò il 57,62% dei voti contro il 28,98% di Stefano Maldifassi. Angelo Dalpez ottenne l’8,18%, Alessandro Falez il 4,56% su un totale di 86.568 voti espressi dai rappresentanti degli sci club e degli affiliati di tutta Italia, mentre Giacomo Bisconti si ritirò nel corso dell’Assemblea.
L’assemblea del 2022 fu molto travagliata per il fatto che si contestava a Roda la possibilità di ricandidarsi avendo già fatto tre mandati. Il Presidente sosteneva, invece, che il primo, in realtà, fu solo di due anni (fu eletto dopo il commissariamento per l’estromissione di Morzenti) mentre il regolamento specificava come un mandato si potesse ritenere tale se completano nel suo totale quadriennio. L’Assemblea elettiva si radunò il 15 ottobre 2022 con il via libera del Collegio di Garanzia del Coni, ma la questione finì successivamente nell’aula del tribunale del Coni e dopo sentenze, ricorsi e controricorsi anche al Tar Roda ne uscì vincitore. Nel frattempo, il Coni ha fatto decadere il limite dei 3 mandati ma ha anche alzato l’asticella per chi si presenta per la quarta volta.
Ora la questione è chiarita e Roda, 78 anni il prossimo 22 agosto, si trova in una posizione totalmente differente, rispetto a inizio stagione, in virtù dei risultati ottenuti a Milano-Cortina. E probabilmente proprio questo successo potrebbe spingerlo a non mollare.
A parte voci di corridoio che evitiamo di alimentare, per ora possibili candidati rimangono al coperto. Anche per quanto riguarda i comitati regionali. Ad esempio, alle Alpi Centrali, il presidente Franco Zecchini finisce il suo terzo mandato ed anche lui, in caso di nuova candidatura, dovrà raggiugere la soglia del 67%.
La sensazione, dunque, è che per capire chi avrà voglia e desiderio di mettersi in gioco per il bene degli Sport Invernali nel quadriennio 2026/2030 bisognerà attendere la fine della stagione agonistica.






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