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Le buone intenzioni dei Grandi Comprensori

Il “Pensiero di un maestro di sci” di oggi si intitola: Le buone intenzioni dei Grandi Comprensori.

Le notizie si inseguono l’una con l’altra: si riapriranno gli impianti il 15 febbraio o ci sarà un ulteriore slittamento della data, verso un più probabile 17 febbraio (come ha dichiarato la Regione Trentino), così da evitare gli eventuali assembramenti del Carnevale?

Tutto è pronto per far tornare a vivere la montagna e far ripartire la sua economia”, si legge in una nota congiunta delle regioni dell’arco alpino e dell’Abruzzo.

Le quali si dicono soddisfatte dell’impegno profuso dalle società degli impianti per garantire un’apertura in massima sicurezza, secondo le linee guida approvate dal CTS. Fin qui la bella notizia.

Peccato però che, nella lettera, non si accenni minimamente al problema degli spostamenti da regione a regione, “asset” fondamentale per dare finalmente il via libera alla stagione invernale.

Soltanto un accenno, a fine comunicato, “della evidente e comprensibile voglia di molti cittadini di uscire all’aria aperta dopo un periodo di forti limitazioni e chiusure, ma i protocolli consentiranno tutto questo garantendo sicurezza“.

Niente da obiettare sulla messa in sicurezza. Il vero problema rimane però quello dei trasferimenti. Sarebbe opportuno chiarirlo per tempo, onde evitare false aspettative per molte categorie di addetti ai lavori e per gli stessi impiantisti che, dovendo già confrontarsi con un numero chiuso di sciatori (calcolati al 30%), vedrebbero in molti casi ridursi ancor di più questo numero per via dei “blocchi” regionali.

Alcune regioni, come la Valle d’Aosta, stanno discutendo in questi giorni con i gestori degli impianti di questo divieto, penalizzante per la maggior parte delle località.

Sapremo, probabilmente già da domani, quali saranno gli orientamenti emersi. Voci raccolte su tutto l’arco alpino parlano di stazioni che, qualora non dovesse cadere il vincolo degli spostamenti, getterebbero la spugna. Considerando la brevità della stagione, con poco più di un mese a disposizione.

Rimarrebbero le località in quota. I grandi comprensori, come alcuni del Dolomiti Superski, Livigno, Tonale-Pontedilegno, Sestriere, Cervinia e Gressoney, per citarne solo alcuni. Ma non poter essere raggiunti per chi viene da fuori regione per soggiornare, rappresenterebbe senza dubbio un altro duro colpo per un’economia già provata.

Dichiarazioni a parte di alcuni comprensori, che hanno comunque garantito la propria apertura, per la montagna e per la sua economia, alle regioni in zona gialla il nuovo e nascente Governo deve garantire il permesso della libera circolazione in zona gialla.

Questo compito spetta agli “Assessori della Montagna”, prima che sia troppo tardi e che Roma prenda altre decisioni in merito. Anche perché, sempre i bene informati, parlano di un rinvio al 5 marzo (nuovo DPCM) su quello che sarà consentito nelle “zone gialle”. Mmantenendo l’attuale divieto dei trasferimenti.

Meglio allora non perdere tempo e farsi sentire. Senza cadere nella trappola dei ristori, assolutamente da riconoscere a tutte le categorie di montagna ma che non diventi un alibi per non aprire, laddove le condizioni lo permettano. La montagna chiede di lavorare. In sicurezza, ma quello lo sa fare.

Walter Galli
P.S. Sarebbe bello immaginare un futuro Governo con un “Ministero della Montagna”.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).