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Le parole di Federica Brignone: “È stato difficile ma l’ho fatto, e ne sono orgogliosa”

Le parole di Federica Brignone: “È stato difficile ma l’ho fatto, e ne sono orgogliosa”
Le parole di Federica Brignone dopo lo storico bronzo olimpico nella combinata alpina femminile alle Olimpiadi di Pechino 2022:

“La combinata è una disciplina in cui ho sempre creduto perché, secondo me, è difficile essere costanti nella stessa giornata in due specialità nelle quali si mescola tutto, dove le discesiste vanno forte in slalom e viceversa.

È una disciplina a sé, in cui bisogna esserci costanti bisogna crederci e l’ho sempre fatto in Coppa del mondo ma mi è mancato in un grande evento, ed è una bella soddisfazione. Ho studiato tanto, ho visto tanti video e ieri ho fatto una prova in cui mi son trovata molto meglio, ho fatto bene la prima parte e mi son seduta sugli attacchi dicendomi come dovevo fare la gara.

A dire il vero già nelle prime due prove la parte finale c’era, avevo avuto qualche problema in più sulla parte alta e secondo me ero un po’ stanca. Arrivare fino a qua noi atleti è stato stressante, soprattutto da metà dicembre in avanti.

E’ andata bene in gigante, poi non ho dormito per un paio di notti, non è andato bene il superg e lì son andata un po’ in down e ho fatto bene a riposarmi, allenarmi in slalom facendo la prova ieri e a riconcentrarmi sulle cose giuste.

È stato difficile ma l’ho fatto, e ne sono orgogliosa.

Quando lavori bene tutto l’anno il lavoro non lo perdi in un giorno, ho cercato di recuperare distraendomi guardando anche tutti gli altri sport , ho cercato di vivere il villaggio olimpico cercando di staccare la testa.

La polivalenza è faticosa, infatti, anche Wendy e Michelle (Holdener e Gisin ndr) mi han detto che son pazza ad andare a Crans Montana, ma è una delle mie piste preferite non posso non andarci! Quando fai tutto è molto più difficile stare al top, però hai anche molte più occasioni per farsi trovare pronti.

Io non me la sarei sentita di occupare un posto in discesa quando non avevo feeling e c’erano atlete che potevano fare meglio di me, è stata una decisione dei tecnici, ma non avrei probabilmente comunque voluto correre e riposarsi è stata la cosa giusta.

Fare due medaglie alle Olimpiadi è difficile, guardate la Shiffrin, perché il nostro sport è molto rischioso e farne addirittura due è un ottimo risultato.

Hai un minuto per adattarti, cercare di fare il  massimo che hai visto nella tua testa ma l’imprevedibile, come una buchetta, è in agguato e noi possiamo solo interpretare.”

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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