La VolatA come passaggio scelto per preparare le Olimpiadi: Chi sta lavorando davvero verso Milano Cortina 2026, prima o poi, da qui passa. Succede anche domenica 4 gennaio, quando sulla pista simbolo della Ski Area San Pellegrino vanno in scena due sessioni di allenamento delle velociste di Coppa del Mondo. Allenamento vero, non esibizione. Di quelli che non fanno rumore, ma costruiscono certezze.
La giornata è divisa in due blocchi netti. Prima l’Italia della velocità, dalle 7.15 alle 10.30. Poi, dalle 10.30 alle 12.15, il gruppo USA e l’élite mondiale. In mezzo non c’è spettacolo: c’è lavoro. Linee ripetute, appoggi cercati, errori voluti e corretti. La VolatA serve a questo. A togliere illusioni.
Qui si allenano atlete che non hanno bisogno di presentazioni. Lindsey Vonn, ma anche nomi che da anni costruiscono la velocità mondiale e che in Val di Fassa hanno trovato una casa tecnica stabile. Non è un caso. La pista rientra nel progetto Piste Azzurre, arrivato al ventesimo anno: un progetto che non promette risultati, li prepara.
La VolatA è una pista che non ti accompagna. Ti chiede di essere precisa, completa, presente. Non regala scorrimento, non perdona esitazioni. Per questo è diventata centrale nel percorso verso le Olimpiadi Milano Cortina 2026. E per questo, a marzo, tornerà protagonista con la Coppa del Mondo femminile: discesa libera e superG, 7 e 8 marzo 2026. Prima si allena. Poi si gareggia.
Chi guarda da bordo pista vede passaggi, rumore di lamine, correzioni minime. Chi è dentro lo sa: qui si misura lo stato reale delle cose. La forma, il coraggio, la tenuta. La VolatA non certifica nulla, ma dice molto. Soprattutto a chi sa ascoltarla.
Ed è per questo che, anche stavolta, le migliori del mondo sono qui. Non per farsi vedere. Ma per prepararsi a quello che verrà






Add Comment