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Luca Moretti e la Livigno olimpica: “Ci vuole un po’ di adrenalina in più!”

Luca Moretti e la Livigno olimpica: “Ci vuole un po’ di adrenalina in più!”.
La macchina organizzativa che sta seguendo la rotta verso Milano Cortina 2026 si trova in un punto di ripartenza. Questo dovrebbe rappresentare il cambio di “capitano” voluto dal Governo, alla guida della Fondazione, con Paolo Scaroni pronto a prendere l’eredità di Vincenzo Novari in qualità di ceo.

Anche se il mondo dello sport dovrebbe rimanere distante dagli affari della politica, alla fine non è così e la situazione che sta vivendo il paese chiamato a meno di un mese alle elezioni politiche, bene o male condiziona anche il viaggio olimpico. Semplicemente perché tutto o quasi, si ferma. Soprattutto le grandi decisioni. C’è chi ravvisa una mancanza di iniziativa da diverso tempo e tra l’altro non riguarda principalmente la costruzione di strutture. Anche perché il progetto Milano-Cortina ha prevalso considerando che di grandi opere non se ne dovevano fare.

Luca Moretti, direttore dell’APT Livigno e referente per il programma olimpico della località lombarda

Allora siamo caduti tra le braccia di Luca Moretti, direttore generale dell’APT di Livigno, ma anche riferimento per il programma dei cinque cerchi (snowboard e freestyle) nel Piccolo Tibet, per una testimonianza diretta della situazione.

Luca, sei preoccupato?
Preoccupato direi di no. Diciamo che non c’è un’aria chiara e splendida, siamo un pò rallentati, anche se – questo è bene sottolinearlo – non si sta configurando la classica frase: “Siamo in Italia, per cui…”. Più che altro non è ancora ben chiara la linea di indirizzo in particolare sulla comunicazione nazionale e internazionale.

Ovvero?
Stavamo per creare anche noi la nostra fondazione Livigno ma abbiamo dovuto rallentare. Fin dall’inizio sapevamo dovesse essere di indirizzo privato, ora sembra che entri il Governo per cui dovrebbe diventare pubblica. O no?  Evitiamo di addentrarci troppo in tecnicismi, ma rimane il fatto che queste situazioni rallentano. Comunque non siamo fermi e stiamo affrontando il tutto, come sempre, attraverso la nostra società in house.

La piana di Livigno

Ad esempio, cosa?
La fondazione MICO (Milano-Cortina), giustamente, ha richiesto ai siti olimpici di costituire una struttura di diritto privato che però abbia le competenze per gestire eventi internazionali. A Livigno se n’è sempre occupata l’APT, che ha creato al suo interno un’area adibita proprio a queste occasioni. Dunque, situazione molto differente rispetto a ciò che accade ad esempio, ad Anterselva o in Val di Fiemme, dove esistono comitati organizzatori privati ben rodati e pronti nell’immediato alla parte competitiva. Morale, procediamo come sempre.

Certo che gli eventi (test event) non possiamo sostenerli tutti noi, fondazione ci aiuterà ne sono certo ma ad ora esiste un mix gestionale che non ha ancora ingranato per bene. Forse ci vorrà tempo sperando che gli ingranaggi siano sempre gli stessi.. Manca poco e più il tempo passa meno ne rimane per dedicarsi alla comunicazione (alla quale tengo molto, del resto i Giochi per me servono in particolare a questo) al far sapere la mondo (certo prima in Italia ) delle straordinarie gare eventi che si svolgeranno qui da noi.

Il rendering del progetto di modifica della Venue Mottolino 

A Livigno siamo pronti a investire tempo e denari per fa conoscere a tutti che il Piccolo Tibet e la Valtellina sono aree olimpiche. Volgiamo mostrare a tutti le nostre bellezze senza soffermarci solo sugli aspetti puramente sportivi olimpici.

Ferme anche le strutture?
No, quelle stanno andando avanti in modo celere. Le strutture però appartengono a un capitolo di investimenti di Regione Lombardia e Governo in parte, coordinati dalla società Infrastrutture Milano Cortina . Le opere già iniziate a Livigno sono dunque partite e stanno rispettando la tabella di marcia. Vi è anche il contributo da parte del Comune di circa 10 milioni  di euro, segno che Livigno ci crede davvero.

C’è tanto da costruire?
Più che altro da ottimizzare a livello di servizi per l’utente. Servizi che poi rimarranno e che sono studiati per il dopo 2026 non solo per le Olimpiadi. Ad esempio, un parcheggio per 500 posti auto in zona Marangona che toglie  dalla piana di Livigno una situazione oggi pessima. Già progettato, approvato e pronto a partire.

La linea di collegamento

Alberghi?
Nessuno, almeno, a noi non servono per la parte sportiva. O meglio, per la parte turistica  vogliamo che venga rispettato l’uso del territorio quindi non vi è una linea di espansione. Parlerei piuttosto di ammodernamento e ristrutturazione dell’attuale. So di privati che vogliono approfittare del momento  per mettere mano al proprio hotel ma dal punto di vista sportivo non si farà niente.

In un primo momento c’era la proposta di costruire il villaggio olimpico nei pressi dell’Aquagranda per il quale la Regione in accordo con i progetti Olimpici come detto prima aveva appostato le risorse. A tutti, in seguito, è sembrato un intervento poco funzionale oltre che infelice dal punto di vista dell’impatto e della sostenibilità ambientale. Sai, Livigno non è una città. Si trattava di costruire ex novo impianti fognari, elettrici, acqua potabile in maniera quasi permanente, potendo lavorare solo in primavera ed estate. Il tutto per usufruirne  40/50 giorni, pur considerando un eventuale impiego post Giochi (Protezione civile, croce rossa…). Così abbiamo preso un’altra strada, identificando due/tre alberghi già esistenti, nella zona alta di Livigno, da adattare alle esigenze tecniche e di sicurezza richieste da un evento del genere. Il Cio ha approvato immediatamente questa opzione.

Un bel gruzzoletto risparmiato immagino…
Quei milioni, in pieno accordo con Regione Lombardia, sono stati utilizzati per il futuro collegamento (telecabina in zona Carosello) tra i due versanti di Livigno con parcheggio e per migliorare le gallerie verso la Forcola. Si tratta di interventi necessari non indifferibili. Significa che diventano importanti per lo sviluppo del territorio e i servizi per il pubblico, ma non direttamente funzionali per lo svolgimento delle Olimpiadi. Diciamo che si sarebbero fatti comunque, ma magari tra vent’anni!

Il  progetto del parcheggio di 500 posti auto in zona Mottolino

E per quanto riguarda le strutture sportive?
Tutto procede bene anche lì. Non so dirti se siamo avanti o indietro perché non conosco la potenza di fuoco di chi se ne occupa, ovvero Luigi Valerio Sant’Andrea, nominato dal Consiglio dei Ministri commissario straordinario e AD della società Infrastrutture Milano-Cortina 2026 SpA. Però vedo un bel movimento.

Dunque, cos’è che manca secondo te in realtà?
Manca l’azione! Non è ancora scattata quella scintilla che dà fuoco a iniziative olimpiche che fanno sognare e far venire voglia di esserci, di farne parte… Un percorso  modello “road to”… Tieni conto che Livigno sarà il sito che dovrà ospitare più test olimpici in assoluto. Questo perché recentemente non abbiamo più organizzato gare di Coppa del Mondo o Mondiali. Grandi eventi sì, ma più di stampo professionistico e di immagine differenti dal sistema Fis tanto per intenderci. Ecco, pensare di fare tutto da soli è davvero dura. La Regione, come sempre, ci aiuta, ma non è soltanto una questione di soldi. Credo sia necessario creare e far parte di un percorso di avvicinamento alle Olimpiadi che sappia trasmettere entusiasmo e coinvolgere tutti i territori italiani impegnati nella sfida a Cinque Cerchi. Mi piacerebbe che tutti/tanti sappiano che fra poco in questi territori olimpici succederà qualcosa di grandioso, di unico.

Questo permetterà a tutti i paesi/città coinvolti di migliorare il  loro posizionamento, cosi come le relative provincie e regioni. Allo stesso modo non potrà che crescere anche l’immagine della montagna italiana.  

La struttura intermedia Freita della linea di collegamento tra Carosello e Mottolino

Novari non sembrava però l’ultimo arrivato…
Se è bravo o non bravo, non lo so. Ho però una certezza: gli è capitata l’occasione di questa grande esperienza in un periodo davvero pessimo. Non farmi fare l’elenco di ciò che abbiamo vissuto negli ultimi due anni e quello che ancora ci aspetta da qui in avanti, ma obiettivamente, lavorare su progetti che devono coinvolgere il pubblico in questo periodo storico non è per nulla semplice.

Cosa ti senti di chiedere alla nuova struttura?
Non c’è nulla da chiedere, piuttosto c’è tanto da fare. Mettiamola così, finora ci siamo preparati a dovere in palestra e allenati nei pali, adesso ci vuole la gara! Serve quell’adrenalina da competizione che ti fa fare cose straordinarie!

Ne approfitto: in quanto professionista del turismo, come la vedi per quest’inverno?
Intorno alla metà di settembre generalmente si riuniscono in momenti diversi tutte le associazioni coinvolte nel turismo invernale sia quelle locali che quelle nazionali. È il momento giusto per fare il punto della situazione e decidere gli ultimi dettagli per l’imminente inverno. Quest’anno certamente il tema centrale è quello energetico, quindi circoscrivere il consumo di energia all’essenziale. La grande domanda è: fare neve artificiale lo è? Sarà un dibattito molto importante per il turismo montano invernale. Luca Moretti e la  Luca Moretti e la  Luca Moretti e la 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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