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Luchini bronzo ai Paramondiali di snowboard

Ieri notte si sono aperti in Canada i Mondiali di parasnowboard e l’Italia ha messo subito una zampata. Il merito è di Jacopo Luchini, bronzo nel cross della categoria Upper Limb (atleti con disabilità agli arti superiori). I riders azzurri, dunque, si confermano sul podio iridato: due anni fa, nella stessa gara, Manuel Pozzerle si era laureato campione mondiale a La Molina 2013 e Roberto Cavicchi aveva chiuso terzo.

Stavolta, invece, è toccato al ventisettenne di Prato, tesserato per lo Sci Club Paralimpic Fanano, che ha mosso i suoi primi passi in questo mondo soltanto nel marzo 2015, prendendo parte ai Campionati Italiani di Folgaria. Alla seconda stagione, eccolo già alla conferma iridata, una settimana dopo aver conquistato lo stesso piazzamento in Coppa del Mondo. Insomma, a Jacopo piace bruciare le tappe e tutta la squadra l’ha festeggiato come si deve, dal responsabile tecnico Igor Confortin, dall’uomo delle tavole Ugo Orsanelli, dal mental coach Jacopo Piccardi, dal fisioterapista abruzzese dell’Ini di Canistro Paolo Di Pietro e da tutto il clan azzurro.

Luchini ha battuto prima lo statunitense Michael Spivey agli ottavi di finale, poi l’australiano Simon Patmore ai quarti, venendo poi battuto in semifinale dal francese Maxime Montaggioni. L’azzurro però si rifaceva nella small final per il bronzo, vendicando Pozzerle e battendo Barnes-Miller, mentre Michael Minor batteva Montaggioni per l’oro.
Dopo aver passato il primo turno, Manuel Pozzerle vedeva interrompersi la sua corsa ai quarti contro il britannico James Barnes-Miller.
Ai ottavi di finale si erano fermate le avventure di Roberto Cavicchi, battuto dal canadese Andrew Genge, e quella di Paolo Priolo, sconfitto da un altro rider di casa: Curtis Minard.
Veniva ai quarti di finale tra i Lower Limb 1 (atleti con gravi disabilità agli arti inferiori), invece, Giuseppe Comunale: a batterlo era il fortissimo olandese Chris Vos, poi oro della categoria.

«Una medaglia di bronzo tanto inaspettata quanto bella. Le fitte nevicate sulla pista hanno cambiato le condizioni della pista, rallentandola parecchio e livellando tutta la gara – racconta il responsabile azzurro, Igor Confortin -. In qualifica abbiamo faticato più del previsto con il quarto posto di Manuel (Pozzerle), il sesto di Jacopo (Luchini), il nono di Roberto (Cavicchi) e l’undicesimo di Paolo (Priolo). Nelle finali, invece, Manuel e Jacopo hanno passato il turno in scioltezza e ai quarti c’è stata una manovra dubbia del rider britannico, ma il ricorso non è stato accettato. Jacopo, invece, ha eliminato l’australiano che aveva realizzato il secondo miglior tempo delle qualifiche e si è trovato nel testa a testa con Montaggioni. Purtroppo, Jacopo non è partito bene ed è incappato in una caduta, ma poi nella finale per il bronzo è andato alla grande e ha infilato il britannico con un sorpasso magistrale. Per chiudere, aggiungo che meglio di così non poteva fare nemmeno Giuseppe (Comunale) tra i Lower Limb 1, che se l’è vista subito con un avversario proibitivo. Oggi day off e poi da stasera rientriamo in modalità gara».

«Sono particolarmente contenta perché vuol dire che il lavoro fatto dai tecnici su di un ragazzo giovane e di grande prospettive sta dando i suoi frutti. “Jacopino” ha fatto grandi miglioramenti nella tecnica di “surfata” e dal punto di vista della maturità mentale, diventando “Jacopone” – ha commentato con soddisfazione il presidente della Fisip, Tiziana Nasi -. Dopo Giacomo e Fabrizio nello sci, un altro nostro atleta fa il suo ingresso nel club paralimpico ed è un buon viatico per Pyeongchang. Anche il resto della squadra ha dimostrato comunque di essere molto competitiva e siamo fiduciosi anche per la prossima gara».
Oggi, martedì 7 il secondo ed ultimo appuntamento iridato con la gara del banked slalom.

(Alberto Dolfin – uff stampa Fisip)

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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