Sulle nevi di casa, tra i pendii familiari di Limone Piemonte, il ritorno di Marta Bassino assume il valore di un nuovo inizio. A oltre cinque mesi dall’infortunio che aveva interrotto bruscamente la sua stagione, la campionessa piemontese ha rimesso gli sci ai piedi per una serie di discese a scopo riabilitativo, segnando una tappa simbolica e concreta nel percorso verso il pieno recupero.
La mattinata si è svolta in un clima raccolto e concentrato, lontano dai riflettori delle gare, ma carico di significato per l’atleta di Borgo San Dalmazzo. In pista, accanto a lei, il direttore tecnico Gianluca Rulfi e l’allenatore Thierry Marguerettaz, figure di riferimento durante tutta la fase di recupero. I primi giri in campo libero hanno restituito gesti misurati, progressivi, accompagnati da una cautela che tradiva insieme prudenza e determinazione.
L’incidente risale al 22 ottobre scorso, durante un allenamento sulle nevi della Val Senales, alla vigilia dell’esordio stagionale sul ghiacciaio di Rettenbachferner. La caduta provocò una frattura del piatto tibiale della gamba sinistra, accompagnata da un coinvolgimento del legamento collaterale mediale e del menisco. Una diagnosi severa, seguita da intervento chirurgico e da un lungo periodo di riabilitazione che ha tenuto Bassino lontana dalle competizioni per l’intero inverno agonistico.
Il ritorno sugli sci, seppure in una fase ancora protetta e lontana dall’intensità dell’allenamento agonistico, rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di recupero. Le sessioni proseguiranno anche nella giornata di martedì 31 marzo, con l’obiettivo di consolidare sensazioni, equilibrio e fiducia sul terreno, elementi imprescindibili per un’atleta abituata a confrontarsi con le traiettorie più esigenti del circuito internazionale.
Portacolori del Centro Sportivo Esercito e protagonista negli ultimi anni delle discipline tecniche e veloci, Bassino incarna una delle figure più autorevoli dello sci alpino italiano. Il suo rientro progressivo sulle piste piemontesi restituisce al movimento azzurro una presenza carismatica e, al tempo stesso, offre l’immagine di una campionessa che affronta la fragilità fisica con la stessa disciplina con cui ha costruito i propri successi.
Sulle curve ampie di Limone, tra neve primaverile e silenzio interrotto soltanto dal rumore delle lamine, il gesto tecnico ha ritrovato una forma essenziale, quasi meditativa. Ogni discesa, breve e controllata, ha assunto il valore di un dialogo tra corpo e memoria sportiva, in attesa che la velocità torni a scandire il ritmo delle sue giornate






Add Comment