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Martina Peterlini, baby capitana di una squadra giovanissima

E così, Martina Peterlini, 24 anni il prossimo 24 ottobre, si ritrova a essere la “baby” capitana della squadra di slalom femminile. Ritirata Irene Curtoni, è lei la più “esperta” del gruppo, di una team di giovanissime. Roberta Midali in realtà ha tre anni in più, ma gli infortuni si sono messi in mezzo al suo cammino, dunque questo è come fosse il suo primo vero anno! Proseguendo, Marta Rossetti, Serena Viviani e Lara Della Mea classe ’99, Anita Gulli ’98 e poi la superbaby Sophie Mathioud, neo campionessa del mondo junior, nata nel 2002! L’anno scorso il mal di schiena ha tormentato Martina tutta la prima parte di stagione, condizionandone un po’ il resto. Meglio fare un controllino…

Martina, prima cosa, come sta la tua schiena?
Toccando ogni genere di amuleto, direi bene!

Qual era il problema di preciso?
Un edema osseo nella zona sacro iliaca che stava per trasformarsi in una frattura da sovraccarico, in pratica non riuscivo a muovermi! Non è facile individuare questo tipo di problema, ci abbiamo messo due mesi, e il periodo da ottobre a dicembre è andato in fumo. Il recupero della piena forma poi non è stato certo immediato. Dai, l’importante è che questo problema ora sia solo un ricordo. 

Via Irene Curtoni sei tu la capitana?
Eh beh sì, sai, noi capitane… Dai non scherziamo, la cosa bella è che in squadra c’è molta armonia. Siamo tutte giovani e ci tiriamo un po’ a vicenda. Bello che siano rientrate dall’infortunio Lara Della Mea e Marta Rossetti perché a inizio preparazione eravamo solo in tre, con Anita Gulli e Roberta Midali. Ci conosciamo benissimo e andiamo d’accordo, condizione ottimale per dire “l’unione fa la forza!”.

Le curve estive come stanno procedendo?
Per ora tutto bene sia atleticamente che sugli sci. Abbiamo dovuto spendere un po’ di tempo perché lo staff è completamente nuovo, situazione che prevede sempre un minimo di conoscenza reciproca. Ora mi sembra che abbiamo preso la strada giusta, quindi non ci si può lamentare proprio di nulla. Sono contenta. 

Una squadra che cambia spesso struttura tecnica…
Quattro volte nelle ultime quattro stagioni! Prima avevamo Luca Liore e Fabrizio Martin. L’anno successivo Matteo Guadagnini con Heini Pfitscher, via un anno dopo anche quest’ultimo. Matteo è rimasto e sono arrivati Marchetti, Arioli e Martini. Quest’anno è arrivato David Salvadori con Mondin, Arioli, Prati e Vuerich.

Come ti trovi con Devid?
È un tipo molto deciso, non lo conoscevo, ma ora stiamo lavorando proprio bene. Abbiamo entrambi due caratteri forti, ma Devid ha un modo di fare davvero gradevole. E così anche gli altri ragazzi dello staff. Da questo punto di vista, dunque, è tutto ok. Siamo noi atlete che ora dobbiamo darci dentro!

Nessuna nostalgia del Guada?
Matteo lo conosco fin dai tempi del Comitato, rapporto completamente diverso. 

Nello Skidome di Landgraaf che tipo di lavoro avete seguito?
Quantità e ripetitività del gesto! Un lavoro completamente diverso dai ghiacciaio. Sai, la pista è molto corta, 25 secondi circa, per cui il lavoro si concentra sui passaggi, perché giri molto veloce. Riesci a ripetere il gesto corretto tante volte. In tre giorni abbiamo fatto 12 ore in pista, 4 ore al giorno con una media di 18 giri quotidiani. Cambia anche il dispendio energetico. Sui ghiacciai sei sopra i tremila metri. Dopo sette, otto giri le energie ti salutano. Lì questo problema non esiste. Senza contare la comodità di arrivare in auto davanti all’ingresso dello skidome. A Saas Fee da quando esci dall’albergo con sulle spalle due sci e lo zaino, a quando chiudi gli scarponi, passa almeno un’ora.

In bocca al lupo capitana…
Dai!!!


Martina Peterlini, 23 anni roveretana, appartiene al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro di Moena. Il suo migliore risultato in Coppa del mondo lo ha ottenuto il 3 marzo scorso nello slalom di Jasna vinto da Vlhova su Shiffrin. Col quinto tempo di manche è riuscita a recuperare dalla 22esima! È andata a punti altre 5 volte mentre in Coppa Europa vanta due vittorie conseguite a gennaio e febbraio 2020. Martina Peterlini, baby capitana

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.