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Ninna e De Chiesa, lo slalom delle parole a Costigliole d’Asti

La pietra del Castello di Costigliole d’Asti regge il tempo. Lo contiene. Lo restituisce.
È dentro queste mura antiche, incise dall’anno 1041, che Maria Rosa Maria Rosa Quario e Paolo De Chiesa trasformano la presentazione dei loro libri in una discesa condivisa, fatta di memoria, sport e scrittura.

Due libri, Due vite e Ho sfiorato il cielo. Due storie parallele. Una stessa specialità.

La serata nasce con un’idea chiara: non una semplice presentazione, ma un dialogo strutturato come uno slalom. Le domande diventano porte. I ricordi traiettorie. Il pubblico segue, in silenzio, come si segue una manche ben tracciata.

Ninna Quario racconta la scrittura come gesto quotidiano, allenamento mentale imparato presto. I diari aperti a tredici anni, le pagine riempite giorno dopo giorno, la parola cercata con lo stesso rigore della linea in gara. Due vite nasce così: da un’urgenza personale che diventa progetto editoriale. Il racconto corre in parallelo con quello della figlia Federica, alterna età, stagioni, cadute e ripartenze. Una scrittura spezzata, precisa, con ritmo giornalistico e respiro intimo.

Paolo De Chiesa sceglie una linea diversa. Affida il racconto a Sergio Barducci e costruisce Ho sfiorato il cielo come un dialogo profondo, senza scorciatoie. Il titolo regge tutto: il cielo toccato da ragazzo, quello perduto, quello ritrovato. La parola diventa spazio sicuro, luogo in cui attraversare il dolore senza compiacimento e la competizione senza mitizzazioni.

Il confronto procede porta dopo porta. Si parla di tempo, di selezione dei ricordi, di ciò che resta fuori. Delle ferite che segnano una carriera e una generazione. Il nome di Leonardo David attraversa la sala come una corrente fredda. Nessuna retorica. Solo memoria condivisa.

Il luogo fa la sua parte. La pietra ascolta. Le volte trattengono le parole. Il Castello non è sfondo, ma parte della narrazione: contenitore culturale che amplifica il senso dell’incontro. L’evento, promosso da Giovanni Migliardi con il Comune di Costigliole d’Asti e la vice sindaca Laura Bianco, restituisce al paese il ruolo di spazio che accoglie storie vere, senza palcoscenici effimeri.

Alla fine non c’è un vincitore. Ci sono due traiettorie che si chiudono con rispetto.
Il tempo si allunga tra dediche, libri firmati uno a uno, dialoghi che continuano fuori scena. La discesa più bella arriva dopo, quando si esce e si guarda indietro. Restano due scie nette. Di quelle che durano.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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