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Non perdiamo Tempo

Nelle giornate 28-29-30 novembre a Limone Piemonte (Cuneo) si sono tenute le celebrazioni del trentennale della nostra federazione (1984-2014). Vista la ricorrenza è doveroso ricordare com’è nata la federazione ovvero dalla necessità di garantire la sicurezza del demanio sciabile e di prestare soccorso alle vittime di incidenti. Si è sviluppata nel tempo, parallelamente all’aumento impetuoso, negli anni 80-90, della popolarità di questo sport nel nostro Paese e nei centri montani in generale. Per questo nel 1984 è nata la Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci, all’inizio semplice struttura di volontari del soccorso e successivamente divenuta forza capace di assumersi compiti più complessi di garanzia globale della sicurezza sulle piste e di puntuale consulenza ai Gestori. Per l’occasione la sezione regionale Piemonte ha organizzato un programma ricco di contenuti ed eventi (anche una notte bianca) per tutti gli ospiti nazionali ed internazionali, rappresentanti le maggiori componenti che operano in montagna (FISI, FISIP, PIM, Soccorso Alpino, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, rappresentanti regionali e colleghi appartenenti alle sezioni estere FIPS di Scozia, Francia e Svizzera). In calendario anche l’assemblea nazionale con diversi punti all’ordine del giorno, il più importante era la nomina del nuovo Presidente. Dopo 6 anni c’è stato il passaggio di testimone da Cesare Girardi a favore di Antonio Menegon (già presidente sezione regionale Veneto). Antonio è entrato in federazione nel 2008 con il gruppo di appartenenza del «Soccorso Piste Dolomiti» (ex Giubbe Rosse del Nevegal). Nato il 13/06/1959 a Belluno, sposato, vive nella città natale e di professione è assicuratore. Visti altri difficili avvicendamenti, le nostre elezioni possiamo definirle atipiche, in quanto con profondo orgoglio per la realtà a cui apparteniamo, possiamo affermare che si sono tenute in assoluta serenità e coscienti dei momenti e degli obiettivi che ci prefiggiamo di conseguire. Durante il cambio della guardia al Quirinale si urla: «Consegne date. Consegne ricevute!».
Chiediamo dunque al neo Presidente le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi per la presidenza.
«Innanzitutto mi corre l’obbligo di ringraziare chi ha fin qui condotto la Federazione, con fatica negli anni; certo, l’evoluzione del mondo economico, sportivo e soprattutto del settore del soccorso in generale, la velocità di tale trasformazione mi ha convinto a rendermi disponibile ad affrontare tali evoluzioni per portare FISPS, se riusciremo nel difficile impegno, verso traguardi più ambiti e soprattutto verso un giusto e doveroso riconoscimento della figura del Pattugliatore in Italia. In un articolo avevo parlato di un progetto di continuità con FISPS versione 2.0 come la strada di non ritorno che la nostra federazione sta imboccando per arrivare sui tavoli che contano e per riconoscere la figura del “pattugliatore” sulle piste da sci. Una professione anche per tutti coloro che amerebbero tornare a vivere sulle nostre montagne seppure con un lavoro stagionale».
Qual è la tua idea a riguardo?
«Non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo conquistarci quel giusto apprezzamento che meritiamo, ma non ci accontentiamo dell’apprezzamento: vogliamo un riconoscimento normativo legale che ci permetta di qualificarci ed essere effettivamente una delle parti importanti coinvolte nel mondo ostile della neve e della montagna nei momenti di difficoltà e soccorso. Sono anni che siamo impegnati in questo e lo facciamo sempre con maggior professionalità: è giunto il momento che ci venga dato giusto risalto anche per dare una regolarità nel settore della responsabilità civile e penale che ci coinvolge ogni qualvolta soccorriamo qualcuno. Ricordo che non siamo sulla strada o in una struttura sportiva di facile accesso, bensì impegnati sulle piste e qualche volta anche nei fuori pista».
Cosa significa per te FISPS 2.0 e quali obiettivi ti poni assieme al gruppo di lavoro prescelto?
«Il 30 novembre il bambino FISPS ha compiuto trent’anni e finora ha vissuto in famiglia, sostenuto dai “genitori”. Ora deve uscire di casa, collocarsi nell’ambiente e inserirsi di diritto tra tutte quelle attività che operano a pieno titolo sull’ambiente montano avendone maturato tutti i diritti nel corso degli anni di preparazione».
Quali saranno le prime cose che farai per la federazione?
«Alcune modifiche statutarie e regolamentari che ci permettano di essere aggiornati al momento storico che, ricordo, varia di settimana in settimana. Una verifica con la nostra Scuola Nazionale, fiore all’occhiello di FISPS, circa le linee guida e i sistemi di preparazione e certificazione dei pattugliatori, adeguati ai tempi attuali e quindi una verifica attenta e puntuale al territorio tutto. Solo a questo punto potremo iniziare l’iter burocratico amministrativo, assestata la macchina interna, per la certificazione e riconoscimento al quale ambiamo da molto, ma che ritengo ci spetti ormai di diritto per i meriti acquisiti. Ricordo che in moltissime regioni, le nostre realtà, sono già riconosciute e in molte vengono spesso premiate per l’opera svolta. Bene, sommiamo il tutto e facciamo una FISPS moderna, attuale, aggressiva e riconosciuta. Le stazioni ci stanno cercando sempre più numerose. Facciamoci trovare pronti e preparati». In bocca al lupo presidente!

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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