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Oggi è il compleanno di Lara Magoni: il nostro regalo

 Cara Lara, è sempre difficile scegliere il regalo giusto, ma forse questo ti piacerà (quando lo scrissi avevo le lacrime agli occhi…)

SCIARE 1 novembre 1998.

Boxino intitolato: Cara Lara, bau

Di: Sansone
Riceviamo questa lettera dal cane di lara e volentieri pubblichiamo:

 

Salve, dal momento che la Lara ha deciso di rimanere da sola, in un certo senso, come un cane, il discorso è anche di mia competenza. Aggiungo che in buona parte ho influenzato la sua decisione. “Se vuoi tornare a dimenare la coda – le ho detto – ti devi concentrare in un allenamento personale, tipo quello di Deborah, di Alberto e di tanti altri. Non puoi più accontentarti di un osso…” Tecnicamente io appartengo alla razza dei pastori cernesi. Sono nato e cresciuto a Grindelwald, quindi so quello che dico quando si parla di sci. Grindelwald è anche sempre stata specializzata nello sci femminile, non sarò all’altezza di un Toni Moranti ma come allenatore non sono neanche un cane. La Lara non ha mai sbagliato le sue scelte. Quando era una ragazzina era al bivio: lo sci o il calcio. Non è uno scherzo, le piaceva giocare in porta. Ma nel calcio ce n’erano soltanto due, nello slalom una montagna. E poi nel calcio il rigore non è sempre invernale. Nello sci c’è più coerenza. Lasciatemi dire, con un certo orgoglio, che a volte fa proprio un freddo cane. E allora cosa c’è di meglio di una corsa in mezzo a quelle porte per scaldarsi un po’? E poi è una questione di carattere. Lara non sarebbe mai stata capace di fare il gioco di Maldini, tutto così in difesa. E una combattente. Nello sci l’attacco è una sicurezza e non è un caso se i suoi Mondiali al Sestriere sono andati un po’ meglio di quelli di Parigi. L’anno scorso solo un maledetto virus poteva metterle il guinzaglio. Adesso corri Lara, corri, corri verso Vail. Qua la zampa vechia mia. Un rispettoso bau dal tuo SANSONE

p.s. Al prossimo concorso per i cani di razza ho intenzione di vincere una medaglia. Gelosa?

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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