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Pattinaggio di figura, coppie: Conti e Macii chiudono sesti. “Orgogliosi di quello che abbiamo fatto”

La loro Olimpiade si chiude con un sesto posto che lascia un retrogusto dolceamaro, ma anche con la consapevolezza di aver scritto una pagina importante per il pattinaggio italiano. Sara Conti e Nicolò Macii terminano la gara delle coppie di artistico con 203.19 punti complessivi, al termine di un programma libero combattuto, intenso, ma non privo di errori.
Il titolo olimpico va ai giapponesi Riku Miura / Ryuichi Kihara, protagonisti di un libero dominante che li porta a 231.24 punti complessivi. Argento per i georgiani Anastasiia Metelkina / Luka Berulava, bronzo ai tedeschi Minerva Fabienne Hase / Nikita Volodin.

Dopo il programma corto chiuso in ottava posizione, gli azzurri hanno pattinato un libero generoso, interpretato con grande maturità, nel quale però alcune sbavature tecniche hanno inciso sul punteggio finale. Il doppio axel in combinazione si è interrotto dopo una perdita di filo di Conti, mentre nei lanciati si sono viste imprecisioni all’atterraggio, con una mano appoggiata sul secondo throw e un arrivo non perfettamente controllato sull’altro. Solidi invece i sollevamenti e il twist, eseguito con buona altezza e pulizia, così come la qualità complessiva della coreografia, che resta uno dei punti di forza della coppia.

A fine gara, l’emozione prende il sopravvento. Macii si assume pubblicamente le responsabilità per alcune parole pronunciate nei giorni precedenti: “Volevo scusarmi per alcune cose dette ieri. Sono molto critico, ma non volevo far pesare a Sara gli errori. Siamo una squadra. Anche oggi non è andata come ci aspettavamo, però è stata una grande Olimpiade. È la nostra prima. Torniamo a casa con una medaglia di bronzo nel team event che non avremmo mai pensato di ottenere”.

Conti, reduce da un infortunio serio appena un mese fa, rivendica il percorso: “Le emozioni sono tante. Non è andata come speravamo, ma abbiamo lottato fino in fondo. Se penso che un mese fa ero in stampelle e non potevo camminare, sono fiera e orgogliosa di noi. Abbiamo fatto la storia del nostro Paese”.

Parole che raccontano il contesto di una gara vissuta sotto pressione, dopo l’energia spesa nel team event e con una preparazione complicata. Anche nel commento tecnico si sottolinea come il programma sia stato costruito con cura, lavorato in Canada e rifinito per valorizzare composizione e presentazione, aspetti premiati con componenti tra i più alti del segmento

Dodicesimo posto per l’altra coppia azzurra, Rebecca Ghilardi / Filippo Ambrosini, che chiudono con 191.86 punti.

Per Conti e Macii il sesto posto non racconta fino in fondo la portata di questo quadriennio: un percorso culminato con il bronzo nel team event e con una finale olimpica disputata da protagonisti. L’ultima immagine è un abbraccio sul ghiaccio. Non perfetti, ma dentro la storia.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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