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Perché la Rai è “costretta” a trasmettere alcune gare in differita

Perché la Rai è “costretta” a trasmettere alcune gare in differita.
La discesa femminile, prima della stagione, programmata per venerdì 2 dicembre, come ben si è saputo, non sarò trasmessa in diretta da mamma Rai. Decisione che ha creato non poche proteste da parte degli appassionati. In realtà sarà proposta in diretta ma su RaiPlay, quindi disponibile sulle smart Tv e su tutti i dispositivi digitale, Pc, tablet, smartphone. Ma è senz’altro un’altra cosa rispetto alla classica TV che proporrà la gara alle ore 22:00.

Questo non è quasi mai accaduto quando la Rai aveva i diritti, perché bene o male la tv di Stato è sempre riuscita a garantire la copertura in diretta dell’intero circuito di Coppa del Mondo. Anche perché nei corridoi di Saxa Rubra o in via Mazzini, si aggirava una certa Ivana Vaccari col coltello tra i denti. Chiunque avesse provato a toccarle il tennis o lo sci avrebbe passato un brutto quarto d’ora. Purtroppo per noi, probabilmente per fortuna per lei, da qualche anno è andata a godersi il meritato riposo della Pensione. Bravi e professionisti coloro che l’hanno sostituita, ma la passione ha un tiro decisamente superiore, soprattutto per questo genere di situazione.

Quest’anno la situazione si è complicata per un motivo di base, la necessità di “tagliare!”. Parte delle ragioni del risparmio viene giustificata dai costi di digitalizzazione del canale sportivo (avvenuto dopo 12 anni di attesa!). Quindi dei due canali di RaiSport uno è stato soppresso per coprire la spesa ed è rimasto solo RaiSport HD+. Ovvio si sia creato un certo affollamento di eventi. Oltre alla discesa femminile

potrebbe saltare la diretta anche della seconda manche dello slalom speciale maschile della Val d’Isère

previsto per domenica 11 dicembre. Rai ha infatti acquisito i diritti, con obbligo di trasmissione in diretta, dei Campionati Europei di Corsa Campestre, che si disputeranno al Parco La Mandria di Venaria Reale, alle porte di Torino. 

Gli orari purtroppo coincidono e la manche decisiva dello slalom non può essere trasmessa. L’alternativa Rai 2 non si può prendere in considerazione perché lo sci non si pratica col pallone, pertanto non può prendere il posto del TG2 e altri Canali non ce ne sono.

Nel “taglio” c’è anche la decisione di non inviare i telecronisti sul posto ai Mondiali di Courchevel/Meribel. Costi troppo elevati per sostenere la spesa della trasferta. Gli unici presenti saranno Simone Benzoni (donne) ed Ettore Giovannelli, (uomini) per le interviste al traguardo. Tutti gli altri trasmetteranno dallo studio.

Speriamo che i tagli non diventino un’abitudine perché la trasmissione dello sci in televisione non serve soltanto agli appassionati delle gare. È un moltiplicatore di entusiasmo per il mondo della neve in generale e dunque per il turismo. E perché funzioni ha bisogno di essere gestito e proposto con una certa qualità. È evidente che questo fatto non venga preso in considerazione con la dovuta attenzione. Oppure chi ha il potere di prendere certe decisioni ama la corsa su terreni accidentati. Viva la campestre! Perché la Rai è Perché la Rai è

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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