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Perché solo 7 Azzurri a Pechino nello sci alpino? Ecco cos’è accaduto

 Perché solo 7 Azzurri a Pechino nello sci alpino? Ecco cos’è accaduto
Ha suscitato tanto stupore presso l’opinione pubblica apprendere che la spedizione Azzurra dello sci alpino maschile è limitata soltanto a sette atleti. Non si è mai creata una situazione del genere.

Si era, infatti, abituati a capire, più che altro, chi sarebbero stati i 4 atleti scelti dai tecnici per ogni disciplina. Cosa è successo, dunque, per determinare una situazione simile? In generale non è accaduto proprio nulla perché i regolamenti sono sempre gli stessi. Se però entriamo nel dettaglio si scoprono situazioni davvero singolari. Addirittura scandalose, secondo un articolo uscito oggi su Repubblica.

La regola base dice che un atleta dello sci alpino per entrare nella lista dei posti disponibili, deve essere punteggiato in due specialità. Da qui non si scappa. L’Italia non si è mai preoccupata più di tanto di questo, perché nell’approssimarsi dell’appuntamento, si approfittava delle cosiddette ricollocazioni. Ovvero i posti lasciati liberi da atleti delle piccole Nazioni (nel senso sportivo) che non sono riusciti a ottenere i punti Fis necessari per avere diritto a partecipare alle gare olimpiche.

Questi posti vengono assegnati ai paesi primi nella graduatoria, dove l’Italia viaggia attorno alla quinta posizione.

Ma cosa è accaduto di insolito. Sono state organizzate quattro, cinque gare farlocche, a Dubai, a Kolasin (Montenegro) e a Malbun (Liechtenstein) per fare in modo che atleti decisamente scarsi, potessero acquisire il punteggio Fis utile. Cosa significa gara farlocca?

La partecipazione di una decina di atleti, l’ingaggio di un paio di gigantisti forti e dotati di punteggio basso, con l’ordine (retribuito?) di scendere col freno tirato, in modo da creare poco divario in classifica. Se un atleta delle Barbados si presenta a una gara Fis tradizionale si prende talmente tanti secondi da non riuscire a portare il suo punteggio Fis sulla soglia minima richiesta. Se però iscrivo quell’atleta a una gara Fis nello ski dome di Dubai dove l’organizzatore chiude le iscrizioni a una decina di atleti e tra questi ci sono un paio di ragazzotti ben messi come punteggio Fis, ecco che il gioco è fatto.

L’ironia della sorte è che alcuni di questi ragazzotti sono italiani e la federazione non si è accorta che la loro richiesta di iscrizione aveva questo fine. Non facciamo i nomi ma le classifiche sono sul sito Fis.

Il quotidiano Repubblica, scrive oggi, di avere documenti esclusivi che metterebbero tutto nero su bianco a questo scandalo. Come le minacce ricevute da alcun atleti di starsene a casa o di affrontare la gara con molta calma.

L’Austria ha reagito con fermezza, ha fatto ricorso alla Fis e le due gare di Kolasin sono state annullate. Si sono così liberati dei posti riassegnati all’Austria (2) alla Germania (1) e alla Francia (1).

Questa situazione ha rotto la consuetudine poiché l’Italia fino a un mese fa, era convinta di poter portare almeno una decina di uomini, potendo contare, proprio sulle riassegnazioni. Essendosi bloccata questa opportunità ecco che la direzione agonistica ha dovuto fare scelte dolorose, come quella di lasciare a casa Mattia Casse.

Ma non solo il velocista piemontese. Riccardo Tonetti avrebbe dovuto essere il nostro ariete nella combinata, con al suo fianco (ipotizziamo) magari anche Giovanni Franzoni, altro polivalente. Se Giuliano Razzoli, per fare un esempio, fosse andato a fare un gigante di Coppa Europa o in una qualsiasi Fis, probabilmente non ci sarebbero stati problemi.

Invece lo slalomista Azzurro, avendo dimostrato di avere più chance di vittoria, ha preso il posto di chi i punti nelle due discipline li aveva. Questo non è avvenuto, proprio perché si è fatto conto sulla consuetudine, mentre altri si sono affidati all’inganno.

Comunque qualcosa che non va ci deve essere di sicuro. Non è possibile che in un gigante possa gareggiare un giamaicano, al posto di atleti che magari sono riusciti anche a conquistare più di una top ten. Va bene lo spirito olimpico e la fratellanza, ma l’aspetto tecnico non dovrebbe essere mai leso.

Non sappiamo se esiste ancora la possibilità e il tempo per ricorrere alla Fis e chiedere l’annullamento delle altre gare fasulle, ma sarebbe auspicabile che questo avvenisse! Anche perché, in caso di annullamento, la prima nazione a beneficiarne sarebbe proprio l’Italia.

C’è anche da dire che il Cio ha modificato le quote stabilendo che le donne avessero lo stesso numero degli uomini con un massimo di 22 atleti, 11 e 11. Situazione che ha creato difficoltà anche ad altri Paesi. ted Ligety fa notare come siano rimasti a casa velocisti come Jared Goldberg e Steve Nyman, hanno portato a casa un bel po’ di punti in Coppa al contrario di alcune ragazze che andranno a Pechino. Inoltre è aumentato anche il numero delle piccole nazioni, limitando quindi i posti ai Paesi più blasonati dei vari sport.

Per informazione Austria e Svizzera hanno 11 posti, Norvegia e Francia 10, Germania 8

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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