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Potrà esserci pubblico negli stadi dello sci di Coppa? Regole, ipotesi… speranza!

Potrà esserci pubblico negli stadi dello sci di Coppa? Regole, ipotesi… speranza!
Non è ancora del tutto chiaro se gli stadi dello sci saranno aperti al pubblico. Di sicuro c’è che la Fis non stabilisce alcuna regola a tale proposito. La questione è totalmente nelle mani dei singoli Paesi, dove le normative sono le più disparate. In Italia non dovrebbero esserci problemi visto che le porte si sono aperte un po’ ovunque, tra stadi aperti e palazzetti chiusi.

Quello che c’è da appurare è: i parterre dello sci sono paragonabili agli stadi? La risposta, con il beneficio del dubbio sempre presente, è sì dal momento in cui si stacca un biglietto, sotto l’egida della Siae. Quindi valgono le medesime regole.

Ci sono piste, come la Saslong, dove non solo le tribune al parterre sono stadio ma anche lungo la pista dal momento che hai comunque bisogno di un biglietto. In altri casi il bordo pista è open, come potrebbe accadere sul canalone Miramonti della 3-Tre o sulla Gran Risa in Badia.

In questo caso si è svincolati da queste direttive, poiché si crea quella che viene definita “aggregazione spontanea”. La situazione può essere paragonata a una gara di ciclismo quando i tifosi si accomodano lungo la strada. Impossibile, dunque, stabilire un contingentamento e dovrebbe prevalere soltanto la norma del distanziamento.

La linea degli organizzatori delle gare italiane viaggia in un’unica direzione: assolutamente col pubblico! Sembra scontato ma non lo è. Il Comitato di Zagabria, ad esempio, sembra orientato a ospitare i due slalom a porte chiuse, indipendentemente dalle regole del Paese. Sappiamo comunque che volontà e desideri contano poco, dunque bisogna attendere la metà di ottobre quando è prevista l’uscita dell’ennesimo DPCM.

Noi auspichiamo davvero di poter aprire le porte al pubblico – dice Lorenzo Conci, patron della 3-Tre  e siamo pronti a qualsiasi situazione e adattamento pur di ospitare i fan. Un buon compromesso potrebbe essere quello di destinare il parterre, come l’anno scorso, soltanto ad atleti, tecnici, personale tecnico e media.

Il pubblico, invece, sulle tribune poste all’altezza della linea del traguardo. Poi libertà di accomodarsi lungo il pendio, dovendo comunque prevedere di poter effettuare il controllo green pass se sarà obbligatoriamente richiesto“.

È lo stesso identico pensiero espresso da Rainer Senoner (Gardena) e dal Comitato della Badia. “Il pubblico è uno degli attori protagonisti della Saslong – ci risponde Rainer –  quindi noi siamo assolutamente propensi ad accoglierlo.

Rainer Senoner con Markus Waldner, responsabile della Coppa del mondo, al seguito delle gare maschili

Se si potrà seguire la regola ipotizzata per gli stadi, ci vorrà il green pass, quello che in Germania viene definito “G2” o “G3”, dipendente dal numero delle vaccinazioni fatte. La decisione, tuttavia, non è nostra, ma la potremmo leggere solo sul prossimo DPCM e comunque dalle disposizioni della Provincia di Bolzano“.

 

Lo stadio della Gran Risa in Badia 

Per quanto riguarda gli atleti, la Fis ha confermato il sistema delle bolle. Quella rossa che riguarda gli atleti, sarà osservata più che mai. Della serie, hotel-pista, pista-hotel e tamponi a raffica. A proposito di tamponi, pare si stia risolvendo per il meglio la questione Lake Louise. Per entrare in Canada è necessario avere le due vaccinazioni. Ci sono atleti  (e nemmeno pochi) che per scelta, hanno deciso di non farle e di andare avanti a colpi di tamponi, situazione comunque non accettata dalle “giubbe rosse”. Questa situazione ha costretto la Fis a decidere se tenere comunque la gara in calendario o toglierla. Nelle ultime ore le capacità diplomatiche della Fis pare stiano prevalendo. Nel senso che il Governo canadese parrebbe propenso a fare un’eccezione. Vedremo a quali condizioni.

Per concludere, se le regole dei vari Paesi lo permetteranno, sarà concesso ai comitati di programmare l’estrazione pubblica dei pettorali, così come le premiazioni. Ma ci si dimentichi di poter dare il cinque o chiedere l’autografo agli atleti. pubblico negli stadi dello sci

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.