Nell’anniversario del Vajont riconoscimento allo Sci Club Podenzoi e all’allenatore delle discesiste azzurre: in sala Merighetti, Schnarf e Pichler, in video Goggia e Brignone
Giovanni Feltrin si presenta in alta uniforme da Carabiniere, il cappello stretto sotto il braccio e la faccia di chi preferirebbe stare a bordo pista con una radio in mano. Davanti a lui, in municipio, una pergamena miniata a mano, con fiori blu e rossi e foglie d’oro che corrono lungo i bordi. Sopra, in corsivo rosso, il suo nome. Longarone gli consegna così la 15ª edizione del Premio Longarone, assegnato ogni anno nei giorni in cui il paese ricorda il Vajont: quest’anno, il sessantatreesimo anniversario.

Il premio va a due storie che si somigliano: quella dello Sci Club Podenzoi e quella del suo allenatore più famoso. La mattinata parte dal club. Prendono la parola i due soci fondatori, Renato Sacchet e Giuseppe Vazza, poi il presidente Christian Sacchet. In sala scorrono anche le vecchie telecronache di Nello Sacchet, voci che riportano indietro di decenni e fanno sorridere chi c’era.
Poi tocca a Johnny, come lo chiamano nel Circo Bianco. La pergamena firmata dal sindaco Roberto Padrin riassume una carriera intera. Allenatore del Comitato regionale FISI dal dicembre 1997, poi la squadra B nel 2011, dal 2013 il gruppo femminile della velocità accanto al direttore tecnico Alberto Ghezze, e dal 2017 la guida delle discesiste di Coppa del Mondo. Il conto, scritto in elegante corsivo, fa impressione: cinque medaglie olimpiche, quattro mondiali, otto Coppe del Mondo, sessanta vittorie e oltre centoventi podi. Accanto ai numeri, la pergamena ricorda anche l’Associazione Pro-S, che Feltrin ha contribuito a fondare e che presiede, nata per raccogliere fondi a favore dei giovani atleti.

Il momento più intenso arriva con le sue ragazze. Dal maxischermo salutano Sofia Goggia e Federica Brignone. In sala, accompagnate da Enrico De Bona, ci sono Dada Merighetti, Johanna Schnarf e Karoline Pichler, che hanno condiviso con lui stagioni di trasferte, ricognizioni e cronometri. Lo ringraziano con la voce rotta dalla commozione, e per un attimo l’allenatore abituato a gestire le emozioni delle altre deve fare i conti con le proprie.

Fuori, sulla scalinata del municipio, Feltrin posa con la pergamena fra le mani e il sindaco al fianco. Fra pochi giorni tornerà sulle piste, con una nuova stagione da preparare e i Mondiali di Crans Montana all’orizzonte. Questa mattina, però, Longarone ha voluto ricordargli da dove è partito.






Add Comment