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Pronto, teleneve?

Quest’anno Sciare si è ufficialmente fidanzata con un portale internazionale che prende la desinenza del proprio Paese. Si chiama Skiinfo e la versione italiana termina semplicemente con «.it», ma, ribadiamo, esiste in tutte quelle nazioni del mondo dove si respira la neve e questo genera 40 milioni di utenti unici nel mondo ogni mese. Il servizio più importante di Skiinfo è il bollettino della neve con i dati forniti e aggiornati, day by day, direttamente dalle stazioni invernali. Le maggiori testate di informazione, dal Corriere della Sera a il Meteo.it, utilizzano il servizio neve di Skiinfo. Quando ancora la tecnologia non scorreva sulla rete, Sciare aveva istituito un servizio molto utile: il Teleneve. I lettori ci telefonavano per sapere dove si potesse sciare. Anche in questo caso i dati venivano aggiornati ogni 24 ore. Un lavoro pazzesco che a turno impegnava l’intera redazione. Referente del servizio era Elena Bolgiani, tuttora impegnata a scrivere, e c’era rimasta un po’ male quando si decise di interrompere il servizio, sostituito dalle informazioni più comode fornite da internet. Pochi giorni fa un colpo di scena. È capitato tra la notte del 5 e il 6 gennaio; eravamo ancora qui per chiudere le ultime pagine di questo numero, ma sinceramente avevamo già aperto la porta, che è in fondo al corridoio, per tornarcene a casa. Squilla il telefono. Chi diavolo potrà mai chiamarci alle 11 di sera? Problemi in tipografia? La befana? Eravamo anche un po’ indecisi se rispondere o lasciar perdere. Il corridoio è lungo e raggiungiamo il telefono dopo una ventina di squilli. Dall’altra parte del filo, una voce garbatamente spazientita per l’attesa, domanda: «C’è Elena o qualcuno del servizio Teleneve? Sa, vorrei sapere dove si può andare a sciare il prossimo weekend…». Non era uno scherzo, anche se il Teleneve ha cessato di vivere a metà degli anni Novanta. «Sono Camillo Poltronieri, il numero 02. 27.19.050 mi dà inesistente e ci ho messo un po’ a trovarvi. Allora, c’è Elena?». Elena era rimasta in fondo al corridoio e al nostro richiamo, si è messa a correre per raggiungerci, pur senza conoscerne il motivo. «Buonasera Elena, sono Poltronieri, si ricorda di me? Perdoni l’ora, ma mio nipote dice che non c’è neve, e io che sono fermo da tre anni per un incidente, voglio tornare a sciare. È vero che non ce n’è?» Poltronieri è sempre stato una specie di incubo per Elena, perché telefonava 5, 6, 7 volte al giorno tipo martello pneumatico e aveva sempre a che dire sui centimetri comunicati, quando la sua personale misurazione non coincideva perfettamente con quanto dichiarato dalla stazione. Sono passati tanti anni ma Elena se lo ricorda ancora molto bene e quello che pensava fosse uno scherzo si rivela un assurdo reale momento di incredulità. Bisogna fare una considerazione: lo sciatore affamato di neve, quando viene a mancare la materia prima, diventa matto. C’è chi ha creduto di potersi sfogare a sazietà frequentando i ghiacciai estivi dove, invece, si è fatto venire solo l’appetito ed ora che dovrebbero esserci le condizioni per vivere la neve, si trova davanti immagini poco confortanti. Momenti come questi sono già capitati altre volte. Rimasero in agguato anche i socio-psicologi per capire verso quale altra attività sportiva si indirizzasse lo sciatore costretto a non sciare per impraticabilità del campo. Capirono poi che lo sciatore non si indirizzava proprio da nessun’altra parte. È solo rimasto ad aspettare un altro inverno e semmai ha adoperato quei pochi centimetri di neve che ha trovato per fare fondo. Dovrebbero sparire le montagne e le temperature fredde per trasformare gli sciatori in altri tipi di sportivi. Fin quando questo non succede e c’è la speranza, lo sciatore tiene duro. Ed evidentemente qualcuno si aggrappa al telefono. In realtà tutti i Poltronieri (che non sono quelli che si sdraiano sul sofà) dovrebbero convincersi che la situazione non è così drammatica, quantomeno per gli sciatori veri. Quelli che la neve non l’aspettano guardando all’insù a bocca aperta, ma vanno a cercarsela. È vero, a basse quote compaiono ampie chiazze di verde, ma se si sale un poco le piste sono bellissime. C’è chi dice: «Ma manca la poesia del pino imbiancato». Costui non è uno sciatore, ma un turista invernale. Lo sciatore è un poeta che non ha il vizio del lirismo. La poesia sdolcinata «cuore-fiore» non la sopporta proprio. Perché se è vero che la poesia è musica o che da essa deriva, le uniche note apprezzate dallo sciatore sono quelle dell’attrito che genera la lamina sulla neve. Quella è musica, quella è poesia potente e vera. Il Signor Poltronieri, se rimane in Italia, può sciare in qualsiasi località pur accontentandosi di una copertura delle piste parziale. E che sarà mai? Abbiamo imparato ad arrangiarci. L’unico effetto benefico della crisi, è che riusciamo a godere del minimo indispensabile. E se lo sci per gli appassionati lo è, non costerà alcuna fatica prendere un impianto in più e girare su 5 piste anziché 10. Con la certezza che possiamo «tirare» curve perfette, perché da noi, come da nessun’altra parte, le piste sono preparate alla perfezione (con poche eccezioni). Tanto di cappello alle nostre località, impegnate in uno sforzo sovrumano per offrire agli sciatori il massimo del possibile. Non lo fanno solo per lavoro, perché anche per gli addetti ai lavori della montagna, esiste quella magica parola che fa andare a letto felici e soddisfatti. Non si chiama dovere ma passione. La stessa che avvolge il signor Poltronieri. Elena se n’è accorta e gli ha fornito tutti i dati neve richiesti collegandosi rapidamente al bollettino neve di skiinfo.it. Tutta un’altra vita rispetto al Teleneve. Il vero fatto stupefacente che ci ha spinto a scrivere questa storiella è però un altro, ed è ancora più sorprendente. Di nuovo il telefono, oggi 9 gennaio, ore 8.30 del mattino: «Scusassero, vi chiamiamo da Catania. Sapete se c’è neve sull’Etna?»

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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