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Psicologia: quando il successo dà alla testa

Si spendono molte parole su come gestire i fallimenti di un atleta sportivo, viceversa, ci si sofferma poco su come gestire il successo agonistico. Restare sobri dopo una ubriacatura, dovuta a strepitosi risultati in classifica, è difficile per qualsiasi atleta.
Se lo sport è considerato un antidepressivo naturale, il successo agonistico è come prendersi una forte sbornia e contemporaneamente restare attenti e concentrati, come si usa dire «restare sul pezzo» cioè allenarsi duramente come sempre. A tutti noi può sembrare che la gestione del successo sia un problema secondario, il vero problema è come raggiungere il successo, ma non è realmente così.
Pensate che negli USA esiste addirittura una scuola che insegna a gestire il successo dei giocatori di basket NBA. Si chiama Rookie Transition Program, che dal 1986 prepara i nuovi arrivati all’impatto con la lega basket più famosa del mondo.
Anche sul web si trovano numerosi consigli di Campioni sportivi, attori e star che forniscono consigli alle generazioni più giovani, eccone alcuni esempi che potrebbero servire anche ai nostri esordienti campioni sciatori: «Se non vuoi essere riconosciuto, esci con un cappello e degli occhiali da sole, potrai fare shopping e rilassarti con i tuoi amici senza essere riconosciuto; Sarai spesso invitato a partecipare a un sacco di eventi. Tuttavia, devi rimanere concentrato sul tuo sport e lavorare duramente per raggiungere il tuo sogno. Ricorda che gareggi per te stesso e per nessun altro. Divertiti e cerca di firmare ogni autografo. Ricordati che non devi rispondere per forza a una domanda spiacevole, a volte è utile rifiutare con garbo. Vivi il successo che ti meriti però senza dare a tutti il diritto di intromettersi nella tua vita privata». Tra le più famose, Maria Sharapova che conosce bene le trappole del successo, ha vinto Wimbledon a 17 anni nel 2004, affermandosi da allora come l’atleta femminile più pagata al mondo, ha dato il suo suggerimento su come gestire l’attenzione crescente, imparare a dire di no: «È difficile non farsi distrarre. Soprattutto all’inizio, vuoi fare tutto e dire di sì a tutto, ma presto si scopre che non è la strada da percorrere». Vorrei aggiungere che come vengono vissute fama e successo oggi è ben diverso rispetto ad un passato in cui non esistevano Facebook e Twitter. L’esposizione mediatica attuale invade anche il mondo dello sport, i campioni sono più esposti sia in senso positivo che negativo. Il giudizio ed i commenti sono pronti ad attaccare e invadere qualsiasi celebrità sportiva, in particolare per i campioni giovani emergenti può essere più difficile da gestire. Non riuscire a mantenere i piedi per terra può portare a un veloce calo della prestazione dei nostri sciatori e nello sport sappiamo con quanta velocità si può salire in alto per poi cadere verso il basso con altrettanta rapidità.
Essere consapevoli che tutto questo potrebbe finire da un giorno all’altro e che il prezzo della sbornia è alto quando viene confusa con la vera realtà, può essere la formula della gestione del proprio successo. La famiglia e le persone care che sono sempre state vicino al campione quando ancora non lo era sono una risorsa preziosa, poiché spesso viene messa una lente d’ingrandimento sulla sua vita, scandagliandola fin dalla nascita alla ricerca di strani particolari che possano diventare i segreti del successo sportivo. Auguro tanti risultati e successi a tutte le nostre atlete ed i nostri atleti azzurri e spero seguano questi pochi ma preziosi consigli sulla buona gestione del successo!

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La Redazione

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