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Sarah Lewis è tornata! L’ex segretario generale si candida alla presidenza FIS

Sarah Lewis è tornata! L’ex segretario generale si candida alla presidenza Fis
English version at the end of the article in Italian
Siamo all’alba di una nuova era per gli sport invernali internazionali, e un volto molto familiare sta guidando questo cambiamento. Sarah Lewis, olimpionica e segretario generale della Federazione Internazionale Sci per vent’anni fino allo scorso ottobre, è ora in corsa per la presidenza del maggiore organo di governo degli sport invernali a livello internazionale.

La sua candidatura potrebbe fare di lei il quinto e primo presidente donna nella storia della FIS, fondata nel 1924 durante i primi Giochi Olimpici Invernali di Chamonix, e le cui discipline rappresentano oggi più della metà del programma dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022, con 6 delle 15 discipline e 55 dei 109 eventi medaglia.

Lewis, 56 anni, potrebbe anche diventare il primo presidente veramente eletto nei 97 anni di storia della FIS, quando nel giugno prossimo, per la prima volta, più di un candidato si giocherà la vittoria.

«Stiamo davvero entrando in una nuova ed eccitante era per la FIS e per gli sport invernali», ha spiegato a Sciare. «Questo è il momento storico che la FIS deve saper cogliere per la propria crescita, per un futuro sano dello sport, con i nostri atleti al centro, con un nuovo Presidente il cui obiettivo sia quello di guidare la FIS – lavorando fianco a fianco con le Federazioni Nazionali affiliate e gli Stakeholders – attraverso una trasformazione strategica per evolvere in un movimento globale per lo sci e lo snowboard mondiali, connesso all’ industria del turismo invernale e delle attrezzature sportive».

L’attuale presidente della FIS Gian-Franco Kasper, 77 anni, andrà in pensione dopo aver servito per oltre due decenni in questa posizione – 23 anni per essere esatti.

Questa potrebbe essere l’occasione per segnare la fine di 70 anni di presidenza svizzera. Marc Hodler, il Presidente precedente, si è ritirato all’età di 80 anni dopo 47 anni, dall’inizio degli anni ‘50 alla fine degli anni ‘90, passando la presidenza a Kasper, che era stato suo segretario generale per 22 anni.

La visione della Lewis per la nuova FIS è decisamente innovativa ed energica e il suo manifesto di candidatura è omnicomprensivo – non ha lasciato nulla di intentato per capire ciò che le 135 federazioni nazionali affiliate desiderano dalla FIS, e ha chiaramente riflettuto a fondo su ciò che ritiene possa cambiare la FIS ora e in futuro.

L’evoluzione della governance giocherà un ruolo centrale, così come la discontinuità nell’organizzazione; infatti propone il limite di tre mandati per il Consiglio FIS, che include il Presidente, i Vice Presidenti e i Membri, per assicurare che la leadership eletta resti attuale e connessa al suo sport.

«Intraprendo questo viaggio per una unica ragione – per costruire una FIS che sia pienamente rappresentativa della comunità globale degli sport invernali attraverso un chiaro e trasparente progetto di crescita.

Ho dedicato me stessa al nostro sport come olimpionica, come segretario generale della FIS e come leader nello sport globale, e lavorerò instancabilmente per guidare una federazione internazionale agile e costantemente impegnata per lo sport e gli atleti».

NASCE UNA DOMANDA CHE PROBABILMENTE IN MOLTI SI FANNO:
Perché Sarah Lewis si candida come presidente di un’organizzazione che lo scorso ottobre ha, con una una mossa a sorpresa, posto fine al suo contratto, senza preavviso e con effetto immediato, dopo un totale di 26 anni di servizio, 20 dei quali come segretario generale?

«Sono rimasta ovviamente sorpresa, e a essere onesti il mio primo pensiero è andato all’imminente stagione agonistica e alle misure necessarie per permetterne l’inizio: stavo guidando il processo, implementando il primo passaporto globale e il protocollo anti Covid-19, facendo da collegamento con tutte le parti interessate insieme alle autorità governative per ottenere le loro approvazioni», ha spiegato Lewis.

«Il fatto che la maggior parte degli eventi della stagione agonistica siano stati realizzati e, soprattutto, che nessuno degli eventi FIS si sia rivelato un focolaio Covid ha dimostrato la robustezza del sistema implementato. Ora guardo avanti – tutto il mio cuore è dedicato a lavorare per gli sport invernali e a guidare questo cambiamento».

Lewis si impegna ad integrare le Federazioni Nazionali nel processo decisionale della FIS, oltre ad apportare significativi cambiamenti nella sua governance. Promuoverà anche una trasformazione digitale per aumentare notevolmente le entrate e le partnership commerciali, e renderà la FIS finanziariamente a prova di futuro mentre gli sport globali continuano a rispondere alla pandemia.

Affronterà anche la questione della parità di genere e di rappresentanza nell’amministrazione sportiva, compresa quella nelle nazioni in via di sviluppo e costituirà relazioni simbiotiche con il turismo e le industrie commerciali degli sport invernali.

È ben consapevole delle enormi sfide affrontate dalle diverse federazioni nazionali affiliate, avendo assistito a gare e partecipato sino a oggi a eventi in ben 59 dei 74 Paesi membri effettivi.

«In ogni Nazione il livello dello sport, delle strutture, della partecipazione e del reclutamento e gli obiettivi realistici insieme alle diverse sfide sono ampiamente differenti. La FIS ha bisogno di fare un’immersione profonda in ogni nazione e valutare insieme le loro peculiarità per poter comprendere come meglio servire le loro esigenze e il loro progresso.

La FIS ha un notevole potenziale non sfruttato per la crescita delle entrate in tutte le sue discipline, che si rivolgono a diversi gruppi di interesse e partecipazione – questo è molto attraente per i marchi che vogliono collaborare con noi. Sviluppare l’offerta digitale del nostro sport per aumentare il valore dei nostri diritti commerciali, lavorare con i nostri atleti come ambasciatori, offrire ai broadcaster opzioni innovative, lavorare a stretto contatto con il turismo degli sport invernali, le industrie delle attrezzature e i marchi, e altro ancora, è tutto sul tavolo».

LEWIS è molto consapevole degli effetti finanziari della pandemia.
«Questi sono indubbiamente tempi difficili per tutti noi e la gestione degli effetti della pandemia richiede misure proattive», ha detto. «L’istituzione di un fondo di recupero Covid aiuterà le federazioni nazionali a sostenere il loro recupero – questa sarà una priorità immediata.

Ci sono molti più argomenti urgenti da affrontare direttamente dopo le elezioni, sia a causa della pandemia che per garantire che lo sport non ristagni» ha aggiunto.

«Per esempio valutare la validità dei sistemi di qualificazione per i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022, vista la difficile partecipazione di alcune nazioni o la loro parziale incapacità di organizzare competizioni negli ultimi 12 mesi a causa della pandemia, insieme all’intensificazione del sostegno al Comitato Organizzatore cinese che non è stato in grado di organizzare i test internazionali di Coppa del Mondo.»

Lewis ha proseguito: «Lavorare proattivamente con gli esperti di biomeccanica e l’industria delle attrezzature per prendere misure concrete atte a combattere l’attuale alto numero di infortuni in diverse discipline FIS, insieme ai più ampi aspetti della sicurezza e del benessere degli atleti è una priorità assoluta».

E RIGUARDO AD ALCUNI TEMI CALDI NATI IN QUESTA STAGIONE…
«Rivedere le soluzioni per bilanciare la classifica generale della Coppa del Mondo di sci alpino per dare agli atleti della velocità e delle discipline tecniche uguali possibilità, attraverso l’ampio contributo da parte degli atleti, soprattutto gli ex campioni.

Altre questioni che sono in cima all’ordine del giorno includono il riavvio delle attività per i giovani e i bambini, a molti dei quali è stata negata la pratica del loro sport in questa stagione – poiché essi rappresentano il futuro.

L’attuazione del piano d’azione per la sostenibilità definito nel Manifesto di Mainau 2.0 e la realtà del riscaldamento climatico devono essere affrontati con urgenza per evitare gravi conseguenze per gli sport invernali».

Con lo stesso pragmatismo ha preso l’audace decisione di rinunciare allo stipendio di presidente?
«Rinuncerei allo stipendio presidenziale sia sulla base della mia convinzione personale che il presidente eletto rappresenti i suoi membri e sia al servizio dello sport, ma anche per reperire risorse economiche extra da reindirizzare a sostegno delle Federazioni Nazionali colpite dalla pandemia».

UNA DONNA A CAPO DI UN FEDERAZIONE INTERNAZIONALE COSTITUITA PER LO PIù DA UOMINI…
«Sento che tutti i leader nello sport devono garantire che ci sia un equilibrio – un equilibrio nella leadership e nel potere, in modo che nessuno sia discriminato per sesso, razza, religione o background economico.

Tutti gli sport hanno bisogno di una leadership che sia rappresentativa di tutti i suoi elettori e lo sci e lo snowboard hanno atleti femminili eccezionali e di altissimo profilo, così come una partecipazione relativamente equilibrata nella maggior parte delle discipline, quindi è naturale che i loro punti di forza unici possano essere meglio rappresentati da una donna».

«Sì, sento che è importante essere un esempio da seguire, sia per le donne che per tutti coloro che vogliono perseguire una carriera negli sport internazionaliè fondamentale comunicare alle nostre generazioni attuali e future che tutto è possibile. Dobbiamo dare un esempio di integrità. Alla FIS non c’è dubbio – ci distinguiamo (!) tra le federazioni internazionali per avere un Consiglio tutto al maschile, con la sola equa rappresentazione della Commissione Atleti, quindi una sola donna. Purtroppo questo è anche il caso delle nostre associazioni nazionali, con una piccola minoranza di pionieri che hanno presidenti donne, e alcune (poche) donne nei consigli direttivi. Ora abbiamo l’opportunità di cambiare questa situazione».

Lewis ha trascorso la sua vita negli sport invernali da quando ha messo gli sci all’età di cinque anni. È stata una «cittadina del mondo» dai 15 anni, allenandosi all’estero prima di gareggiare ai Campionati del Mondo a 23 anni e a 24 in rappresentanza della Gran Bretagna ai Giochi Olimpici Invernali di Calgary del 1988.

Da quando è stata nominata segretario generale della FIS nel 2000, ha colto ogni occasione per promuovere la federazione internazionale e gli sport invernali come membro della IOC Programme Commission, facendo parte di tre commissioni di coordinamento olimpico invernale e di due commissioni dei Giochi Olimpici della Gioventù.

Ha lavorato a cinque Giochi Olimpici, è stata Segretario Generale dell’Associazione delle Federazioni Internazionali degli Sport Invernali Olimpici (AIOWF) per dieci anni e Presidente degli osservatori indipendenti dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ai Giochi Olimpici di Pechino 2008.

È stata anche in prima linea nello stringere partnership per la FIS con altre importanti organizzazioni di governance internazionale, come lo Sport delle Nazioni Unite per il Cambiamento dell’Azione per il Clima, la Global Sports Integrity, la Divisione Anti-Doping del Tribunale Arbitrale dello Sport e l’Agenzia Indipendente per i Test, e ha rappresentato e promosso la FIS in numerosi eventi del settore sportivo che hanno riunito personalità di spicco.

Meno di tre anni fa Lewis è stata insignita da Sua Maestà la Regina Elisabetta II del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) per i suoi servizi nello sport.

SARAH, DONNA ESTREMAMENTE SCRUPOLOSA, È CERTA DI POSSEDERE IL DNA NECESSARIO PER ESSERE ELETTA NUOVO PRESIDENTE DELLA FIS.
«Ho il privilegio di aver trascorso gli ultimi 27 anni della mia vita e della mia carriera vivendo nel cuore del mondo dello sci e degli sport invernali, abitando a meno di dieci minuti dal FIS Headquarter.

Durante gli ultimi sei mesi mi sono presa il tempo necessario a una introspezione, e ho anche condotto un’ampia ricerca in tutto l’ecosistema sportivo per creare la visione della futura FIS.

Proprio quest’anno sono anche tornata a scuola per frequentare il corso intensivo dell’International Institute for Management Development (IMD) Business School Inspirational Leadership, e ho continuato a espandere la mia rete di relazioni con l’industria dello sport e del turismo invernale, fondamentali per il nostro progresso.

Ho anche servito come Lead Mentor per il primo acceleratore globale di start-up per l’innovazione degli sport invernali, costruendo nuove relazioni tra le comunità digitali, di innovazione, commerciali e di private equity.

Ciò che non cambierà rispetto alla Sarah che tutti conoscono è la persona di cui possono fidarsi in tutta sicurezza e il mio impegno totale per la federazione unito alla totale disponibilità e ascolto per tutti – sono pronta e ora pienamente preparata per guidare, come Presidente, la FIS al proprio giusto posto nel 21° secolo, lavorando fianco a fianco con le federazioni nazionali».

Per chi desidera approfondire ulteriormente la candidatura di Sarah Lewis c’è il sito: www.sarah-lewis.com. Si troverà il manifesto completo della campagna di candidatura. Ci saranno aggiornamenti costanti e blog nelle prossime settimane che andranno più in dettaglio in alcune aree e affronteranno rilevanti questioni di attualità.

Gli sfidanti: Johan Eliasch (Ceo Head Ski), Urs Lehmann (SUI) Presidente Swiss Ski e Mats Arjes (SWE)
Vice Presidente  Fis Council


ENGLISH VERSION

Sarah Lewis is back! The former secretary general is a candidate for the FIS presidency

We are at the dawn of a new era for international snow sports, and a very familiar face is leading this change.

Sarah Lewis, Olympian and Secretary General of the International Ski Federation for twenty years until last October, is now running for President of the world’s biggest winter sports governing body.

Her candidacy could ultimately make her the fifth and first female President in the history of FIS, created in 1924 during the first Winter Olympic Games in Chamonix, and whose disciplines now represent over half of the Beijing 2022 Olympic Winter Games programme with six of the 15 disciplines and 55 of the 109 events.

Lewis, 56, may also become the first elected President in the 97-year history of FIS, when the first contested election takes place this June.

“We really are entering an exciting new era for FIS and global snow sport,” she explained to Sciare. “This is the era that FIS must embrace for growth, a healthy future for our sport, with our athletes at the centre, with a new President whose full focus is to lead FIS – working hand-in-hand with the member National Associations and Stakeholders – on a strategic transformation to become a global movement for World Skiing and Snowboarding connecting to winter sport tourism and equipment industries and other brands.”

The current FIS President Gian-Franco Kasper, 77, will retire after serving for over two decades in this position – 23 years to be exact.

The occasion may mark an end to a 70-year Swiss Presidency of FIS. Marc Hodler, the previous President, retired aged 80 after 47 years spanning the early 1950s to the late 1990s, when he handed over the Presidency to Kasper, who had been his Secretary General for 22 years.

Lewis’ vision for the new FIS is starkly ground-breaking and energising and her Presidential manifesto is all encompassing – she has left no stone unturned to understand what the 135  member National Associations desire of FIS, and has clearly given deep thought to what she feels will change FIS now and for the future.

Evolving the governance of FIS will play a central role, as well as the diversity in the organisation, and she is suggesting that FIS introduces a three term limit for the FIS Council, which includes the President, Vice Presidents and Members, to ensure that the elected leadership remains relevant and connected to the sport.

“I am making this journey for one reason – to build a FIS that is fully representative of our global ski and snowsport community through a crystal clear plan to grow the sport with full transparency.

“I have devoted myself to our sport as an Olympian, as FIS Secretary General and as a leader in global sport, and I will work tirelessly to lead a FIS that is agile and constantly striving for our sport and athletes.”

The question within the snow sport community is why Sarah Lewis is so driven to run for President of an organisation that made a surprise move last October to terminate her contract, without notice and with immediate effect, after serving at FIS for a total of 26 years, 20 of these as Secretary General.

“I was obviously surprised, and to be honest my first thought turned to our sport during the competition season – like all global sports, we were preparing the necessary measures to enable the competition season to go ahead and I was leading the process, implementing the first global passport and Covid-19 protocol, liaising with all the stakeholders along with the government authorities to obtain their approvals,” explained Lewis. “The fact that most events during the competition season have been carried out and most importantly, none of the FIS events were covid-spreaders, is reassuring to see that the system has proven to be robust. Now I am looking forwards – my whole heart is dedicated to working for winter sport and in leading this change.”

Lewis pledges to integrate the National Associations into the decision-making at FIS, as well as make significant governance changes. She will also undertake a digital transformation to greatly increase revenue and commercial partnerships and will financially future-proof FIS as global sports continue to respond to the pandemic. She will also address the lack of gender diversity and representation from the different constituents, including the developing and regional nations in the sports administration side of ski and snow sport, and build symbiotic relationships with the snow sport tourism and commercial industries.

She is well aware of hugely differing challenges faced by the different FIS member National Associations, having attended competitions and participated at events in as many – as 59 of the 74 full member National Ski Associations of FIS to date. She stated: “The status of the sport in the country, facilities, participation and recruitment, realitistic objectives and the different challenges are widely diverging. FIS needs to do a deep dive with each nation and jointly assess their circumstances, and address how FIS can better serve their needs and progress”.

“FIS has considerable untapped potential for revenue growth across its disciplines, which appeal to diverse interest and participation groups – this is very attractive to brands who want to partner with us. Developing our sport’s digital offerings to increase the value of our commercial rights, working with our athletes as ambassadors, offering broadcasters innovative viewing options, , working closely with the winter sport tourism, equipment industries and brands, and more, is all on the table.”

Lewis is very conscious of the financial effects of the pandemic. “These are unquestionably challenging times for us all and managing the effects of the pandemic requires proactive measures,” she said. “Establising a Covid Recovery Fund will assist the National Associations support their recovery – this will be an immediate priority.”

“There are many more urgent items to address directly after the election, both as a result of the pandemic and to ensure the sport does not stagnate” she added. “For example assessing the qualification systems for the Beijing 2022 Olympic Winter Games with some nations’ participation or ability to organise competitions severely affected over the past 12 months, along with intensifying support of the Organising Committee who were unable to stage the World Cup international test events.” Lewis continued: “Proactively working with biomechanical experts and the equipment industry to take concrete measures to combat the ongoing high number injuries in several FIS disciplines, along with the wider aspects of athlete safety and welfare is an absolute priority”. And she is not shying away from some hot topics: “Putting the fish on the table” to review solutions to balance the Alpine Skiing Overall World Cup standings to give speed and technical events athletes balanced chances, with widespread input from the athletes, especially the former champions.” She further expanded: ”Other matters that are high on the agenda include re-engaging with activities for youngsters and kids, many of whom have been prevented from doing their sport this season – they are its future. The implementation of the sustainability action plan defined in the Mainau Manifesto 2.0 with the reality of climate warming must be urgently addressed with the very real consequences for snow sports.”

With this same practical hat on, she has taken the bold decision to renounce on the President’s salary: “I will renounce on a presidential salary both on the basis of my personal belief that the elected President representing its members should serve the sport, but also to enable extra resources to be redirected into supporting other areas of the organisation, such as the National Ski Association’s current financial challenges as a result of the pandemic, and personnel to strengthen the organisation.”

When asked if she feels she is a female role model, she responded: “I feel that all leaders in sport need to ensure there is a balance – a balance in leadership and power, so that nobody of any sex, race, religion or economic background is held back. All sports need leadership that is representative of all of its constituents and skiing and snowboarding have outstanding and very high profile female athletes, as well as relatively balanced participation in most disciplines, so it is natural that their unique selling points can be better represented by a woman.

“Yes, I do feel it is important to be a role model, both for women and girls, and for everyone wanting to pursue a career in global sports – it is vital to instill in our current and next generations that anything is possible. We need to lead by example and with integrity. At FIS there is no doubt about it – we stand out among International Federations with an all-male FIS Council, with just an equal split of Athletes Commission representatives, so just one woman. Unfortunately this is also the case in our National Associations, with a small minority pioneers having female Presidents, and few women on the Executive Boards. We have the opportunity to change this now.”

Lewis has spent her life in snow sport since putting on skis aged five. She has been a ‘citizen of the world’ since 15, training internationally before competing in the World Championships at 23 and at 24 she represented Great Britain at the 1988 Olympic Winter Games in Calgary.

Since being appointed FIS Secretary General in 2000, she has taken every opportunity to promote FIS and snow sport as a Member of the IOC Programme Commission, sitting on three Olympic Winter Coordination Commissions and two Youth Olympic Games Commissions. She has worked at five Olympic Games, has been Secretary General of the Association of International Olympic Winter Sports Federation (AIOWF) for ten years and Chair of the World Anti-Doping Agency (WADA) Independent Observers at the Beijing 2008 Olympic Games.

She has also been at the forefront of forging partnerships for FIS with other key international governance organisations, such as the United Nations Sport for Climate Action Change, Global Sports Integrity, the Court of Arbitration for Sport Anti-Doping Division and the Independent Testing Agency, and has represented and promoted FIS at numerous sports industry events bringing together leading lights.

Less than three years ago Lewis was awarded the title of Officer of the Order of the British Empire (OBE) for her services to sport by Her Majesty The Queen.

She is a well-known and conscientious figure, with all the stamina needed of the new President of FIS.

“I am privileged to have spent the last 27 years of my life and career living at the heart of the ski and snow sport world, less than ten minutes from FIS Headquarters.

“During the last six months I have taken the time to look introspectively, and I have also conducted extensive research across the sport ecosystem to create the vision for FIS. Just this year I have also gone back to school to undertake the intensive International Institute for Management Development (IMD) Business School Inspirational Leadership course, and have continued to expand a wide, high-level network across the sports industry establishing key connections throughout the sports industry and winter sport tourism that will help us to drive forwards. I’ve also been serving as Lead Mentor for the first global winter sport innovations start-up accelerator building new relations across the digital, innovations, commercial and private equity communities.

“What will not change from the Sarah that everyone knows is the person they can trust to deliver and my total commitment to the organisation and permanent accessibility and responsiveness to everyone – I am ready and now completely prepared to take FIS, working hand-in-hand with the National Associations, to its rightful place in the 21st century as President.”

Visit www.sarah-lewis.com to see her full FIS Presidential campaign manifesto. There will be regular updates and blogs over the coming weeks going into more detail in some areas and addressing relevant topical matters.

The Challengers Johan Eliasch (Ceo Head Ski), Urs Lehmann (SUI) Swiss Ski President and Mats Arjes (SWE) past Presidente  Fis Council

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.