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Scarponi dolorosi: può essere borsite

Le borsiti sono patologie minori a carico del piede, che tuttavia condizionano il piacere di praticare questo sport. Per borsiti si intendono quelle brutte irritazioni con ispessimento della cute, nei punti in cui le ossa del piede sono particolarmente sporgenti (tallone, testa del primo e quinto metatarso).
Le cause sono legate alla conformazione particolare del piede (alluce valgo, quinto dito varo) o all’uso di scarponi non adatti e in particolare in campo agonistico, ad attrezzi troppo performanti.
Al giorno d’oggi nella scelta dello scarpone è facilitata dall’ampia gamma di misure, forme e da differenti larghezze della pianta. Ecco pertanto che chi ha un piede tozzo, con caviglia alta, dovrà prediligere nella scelta scarponi a pianta larga e viceversa chi invece ha un piede magro. È da osservare comunque come negli anni le caratteristiche di confort siano decisamente migliorate, con cura particolare da parte dei costruttori nella realizzazione di scarpette ben imbottite e con cuciture nascoste.
Un discorso a parte viene al contrario fatto da chi usa calzature agonistiche che per forza devono essere altamente performanti, per aumentare la sensibilità e la resa sportiva. In questo caso il confort passa in secondo piano e l’atleta consapevolmente si adatta a situazioni di scomodità. Come già detto in precedenza la borsite è un ispessimento della cute e del sottocute, causato dall’eccessivo sfregamento di una parte del piede contro lo scarpone. Inizialmente la sintomatologia è caratterizzata da un fastidio che con l’andare del tempo diviene dolore acuto. Se inizialmente la cute si presenta unicamente arrossata, nelle fasi successive, si ispessisce e diviene dolente alla pressione. In questa fase iniziale è necessario agire localmente sullo stato di flogosi con creme antinfiammatorie e individuare il punto di eccessivo contatto con lo scarpone che dovrà essere modificato. È assolutamente necessario che queste modifiche vengano effettuate da specialisti altamente qualificati, fresando o deformando lo scafo nel punto di eccessivo contatto.
Al contrario l’evoluzione nel tempo di questa piccola patologia, sarà il sicuro peggioramento dello stato di flogosi con difficoltà crescente nella pratica sportiva.
Quando la borsite è importante e condiziona altamente l’uso dello scarpone, e sono state messe in atto tutte le possibili strategie, la soluzione è chirurgica. L’ecografia e l’esame radiografico sono assolutamente necessari, unitamente allo studio dell’appoggio plantare. L’intervento consiste nella asportazione del tessuto reattivo e nella resezione della sporgenza ossea. La prevenzione di queste patologie è importante. Lo sciatore si deve precocemente accorgere del problema, agendo sul piede con protezioni adeguate o sullo scarpone. La chirurgia rimane in ogni caso la scelta d’obbligo nelle forme importanti e croniche.

DOTTOR FABIO VERDONI
Nasce a Trescore Balneario (BG) nel ‘57. Si laurea in Medicina e Chirurgia nell’85 presso l’Università Statale di Milano. Consegue nella stessa sede universitaria le specializzazioni in Ortopedia e Traumatologia, in Chirurgia della mano e il Master in Ortopedia pediatrica. È Dirigente medico presso l’Istituto G. Pini di Milano, dove è responsabile della Struttura Divisionale di allungamento e fissazione esterna degli arti. È membro di Società ortopediche nazionali e internazionali. Diventa Maestro di sci nel 1976, con un trascorso agonistico a livello provinciale e zonale, e attualmente scia a Ponte di Legno – Tonale. Frequenta l’ambiente agonistico dello sci seguendo i propri figli Davide e Benedetta.
È sempre aggiornato sull’evoluzione dello sci e dei materiali dal continuo confronto con i colleghi maestri, allenatori e istrutturi. Ha già collaborato con la Rivista Sciare occupandosi di una rubrica di tipo ortopedico e traumatologico.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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