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Scienza Sci, comandano le emozioni

Lemotività è sempre al centro delle nostre azioni. La nota psicologa dello sviluppo, Daniela Lucangeli, ne ha preso spunto per le sue lectio pubbliche. Il suo esimio collega statunitense Daniel Goleman ne ha fatto un best seller associandone il termine intelligenza. E nello sci? ScienzaSci, nell’ultimo episodio della stagione 2025.26 si concentra su quella componente umana più nascosta, recondita, quasi occulta che però, alla fine, è determinante per l’agire della persona. Tanto più se la stessa si trova in un ambiente non proprio confortevole, dovendo compiere una serie di gesti tecnici complessi e innaturali, per condurre ameni (e costosi) strumenti posti alle sue estremità inferiori. Prendiamo un semplice esempio, affrontato anche nelle lezioni dei noti corsi di tecnica di Sciare Campus: affrontare il pendio/pendenza.

In tal contesto la persona è abile nella conduzione tecnica, possiede una opportuna fisicità (componente strutturale), idonea motricità (componente neuro-motoria) ed è in grado di comprendere la situazione (componente cognitiva), ma arrivata sul cambio di pendenza arretra, irreversibilmente si appoggia allo spoiler posteriore dello scarpone, porta il peso sulle code, si sbilancia. Ogni prerogativa di corretta esecuzione tecnica del gesto viene compromessa. Cos’è andato storto in quel momento? Cos’è accaduto nella mente dello sciatore?

Nell’analisi dell’errore, il metodologo trova, senza troppe difficoltà, una prima risposta, da ricercarsi nella quarta componente del gesto motorio: l’emotività. In questo caso si potrebbe presupporre a una o due delle emozioni primarie: la prima è la paura che condiziona spesso l’azione motoria della sciata. L’altra potrebbe essere la sorpresa quando la pendenza è inaspettata.

Questo condizionamento porta il soggetto a un movimento istintivo che lo conduce a una maldestra gestione tecnica della situazione. Altresì, in opposto e per paradosso, può capitare che, per spinta adrenergica errata e criticabili condizionamenti esterni, l’emotività provochi una pessima gestione della componente cognitiva. Così ci si butta in una disgraziata discesa verso valle, senza controllo e cognizione di causa, sopratutto se le capacità tecniche non sono adeguate al pendio e velocità instaurata. Ben diverso è, per il Metodologo/Performance Coach, gestire una delle situazioni più frequenti ma al tempo stesso più complesse in ambito agonistico: l’atleta preparato, allenato e in ottima condizione, capace in allenamento di esprimere qualità tali da far presagire obiettivi di alto livello – con un set-up dei materiali adeguato – ma che in gara non riesce a concretizzare.

In questo caso, non raro ma molto complicato, bisogna analizzare ogni componente della prestazione e cercare di identificarne il punto debole, che spesso risiede proprio nella componente emotiva. In tal contesto bisogna agire in sinergia con più figure all’interno dell’organizzazione sportiva, professionisti dell’area della psicologia sportiva, con particolare riguardo nei confronti di coloro che possiedono comprovate competenze scientifiche nell’ambito della gestione delle emotività.

Ricordandoci sempre che nel modello prestativo dello sci alpino e quello personale dello sciatore, ogni componente è interattiva e quindi non ci si può mai esimere dal rivolgersi al ruolo del metodologo in grado di coordinare tutto il team nella complessa analisi degli obiettivi e risultati. r

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Walter Stacco

Walter Stacco nato a S.Pellegrino Terme, per passione del padre G.G.F.F. mette gli sci ai piedi all’età di due anni in quel di Foppolo. Compete nei circuiti giovanili. Inizia ad interessarsi di allenamento a 16 anni come aiuto allenatore di nuoto al termine di una precoce ma soddisfacente carriera agonistica.

Conclude con Lode l’Isef all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Vince la borsa di studio del Coni - Università de L’Aquila e partecipa all’esclusivo corso biennale (postumo a quello per Maestro dello Sport) di Specializzazione in Tecnica e Pratica Sportiva presso la Scuola dello Sport Coni - Roma concludendo anch’esso con Lode e menzione dopo discussione di tesi sulla preparazione fisico-atletica.

Svolge il Servizio Militare di Leva come Allievo Agente di PS presso la Scuola Alpina di Moena, aggregato al G.S. F.F.O.O. come preparatore atletico dello Sci Alpino e Nordico.
Ottiene qualifiche come tecnico in diverse discipline sportive olimpiche, contemporaneamente si occupa di Fitness come formatore e di benessere psicofisico come Personal Trainer di personaggi famosi nelle più prestigiose Clinical Beauty Farms.

Titolare di cattedra di Scienze Motorie e Sportive ha iniziato ad insegnare e acquisire esperienza pedagogico-didattica, nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dal 1981. Docente a.c. all’Università di Pavia, dipende dal Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense. Insegna Teoria, Tecnica e Didattica della Attività Motorie e Sportive e Allenamento Funzionale alla Facoltà di Scienze Motorie.

E’ Docente di Teoria e Metodologia dell’Allenamento e Metodi di Preparazione Fisico-Atletica al Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport. Docente al Master Universitario di Iº livello in Educazione Fisica Scolastica. Svolge inoltre attività di ricerca e pubblicazione scientifica. Esperto Nazionale Coni in Preparazione Fisico-Atletica.

Già Metodologo (Sport-Scientist in lingua anglosassone) della Scuola Regionale dello Sport è anche docente nel programma Next del Coni Lombardia. Titolare di rubriche dedicate all’allenamento su prestigiose riviste di settore, allena dal 1978 atleti di alto livello in diverse discipline sportive olimpiche con particolare riguardo alla preparazione fisico-atletica.

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