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Sfida nel “grigio”: analisi Ambientale per il Super-G di Cortina

Il Super-G femminile odierno si preannuncia come una delle sfide tecnicamente più complesse della stagione. Non è solo una questione di pendenze, ma di una complessa interazione tra un’atmosfera satura e un manto nevoso in fase di transizione energetica. Di seguito, l’analisi dei principali fenomeni che influenzeranno la prestazione.

Dinamiche della Visibilità: Dal “Muro di Nebbia” alla “Luce Piatta”

Le rilevazioni del mattino hanno confermato banchi di nebbia densa, specialmente nei settori critici dell’arrivo (P10) e del tratto iniziale di Pomedes (P2), con un Visual Comfort Index prossimo allo zero.

  • Evoluzione Probabile: Per l’orario di partenza (11:30), il modello indica un sollevamento della nebbia radente che evolverà in “Cielo Coperto” (Cloud Cover circa 100%). Sebbene questo liberi il campo visivo dalle nubi sospese, introdurrà il fenomeno della “Luce Piatta” (Flat Light).
  • Impatto sulla Performance: In assenza di ombre portate, la definizione del micro-rilievo scompare. Nel tratto dello Scarpadon (P7-P8), dove la pista piega in diagonale, le atlete faticheranno a percepire la profondità. La prestazione sarà legata alla capacità di “sciare al tatto”, dove il piede deve reagire istantaneamente a sollecitazioni che l’occhio non ha pre-analizzato. Una possibile finestra di schiarita verso le 12:00 potrebbe avvantaggiare i pettorali intermedi, riducendo drasticamente la fatica visiva.

Termodinamica del Manto: L’Effetto “Sandwich”

La neve di oggi non sarà caratterizzata da un comportamento uniforme. Analizzando i dati di temperatura e umidità, prevediamo un gradiente termico complesso.

  • Raffreddamento Evaporativo (Sublimative Cooling): Un dato chiave è il Punto di Rugiada (Dew Point), previsto tra -3°C e -5°C, nonostante temperature dell’aria positive +1°C/+2°C nei settori medi. Questa differenza permette alla neve di cedere calore all’aria tramite evaporazione superficiale, mantenendo il manto più solido di quanto suggerirebbe il termometro.
  • Gradiente dal Suolo: Al contrario, i sensori nei settori P5-P8 indicano una Soil Temperature in risalita fino a +4°C. Il calore sta risalendo dal terreno, scaldando la base del manto nevoso.
  • Risultato Tecnico: Ci aspettiamo una neve “plastica”. Non sarà marcia, ma offrirà una resistenza meccanica variabile. Le prime atlete troveranno una pista “pennellabile”, mentre con il passare dei minuti la neve tenderà a segnarsi nei punti di massima pressione, creando solchi che potrebbero “agganciare” lo sci in modo imprevedibile.

Attrito Viscoso e Sciolina: Il fattore Umidità

Con un’umidità relativa costante sopra l’85-90%, il problema principale per lo scorrimento sarà l’effetto ventosa (suction effect).

  • Fisica dello scorrimento: L’alta umidità satura i pori tra i cristalli di neve. Quando la soletta dello sci passa, la pressione crea un film d’acqua. Se questo film è troppo spesso, si genera un attrito viscoso che “frena” lo sci.
  • Analisi per Tratti: Nel Duca d’Aosta (P5-P6), il tratto più pianeggiante e veloce, la capacità di mantenere la velocità dipenderà quasi interamente dalla struttura della soletta. Una finitura troppo fine oggi sarebbe penalizzante; serve una struttura in grado di drenare l’acqua in eccesso per evitare il rallentamento cinetico.

Analisi per Settori e Fattori di Rischio

Settore Punti Fenomeno Dominante Effetto Previsto
Pomedes/Schuss P1-P4 Alta Umidità / -2°C Neve aggressiva ma lenta. Importanza della spinta iniziale.
Duca d’Aosta P5-P6 Gradiente Termico Suolo Possibile instabilità della linea nei dossi centrali.
Scarpadon P7-P8 Luce Piatta (Flat Light) Rischio di errori di linea per scarsa percezione del terreno.
Rumerlo/Arrivo P9-P10 Trasformazione Manto Neve saponosa. Richiesta massima sensibilità nei cambi di direzione finali.

 Conclusioni Previsionali

La visibilità in termini di nebbia sembra essere un fenomeno transitorio che però va monitorato. Lo stesso vento (attualmente debole ma costante da Sud) sarà l’ultimo tassello: una rotazione delle correnti potrebbe pulire l’atmosfera o, al contrario, riportare la nebbia in quota in pochi minuti.

About the author

Riccardo Ravagnan

Geologo di formazione, meteorologo e weather strategist, Riccardo Ravagnan si occupa da oltre quindici anni di micrometeorologia applicata alla performance sportiva e ai processi decisionali in ambienti complessi.
È fondatore di «nPhysis», società di consulenza tecnico–scientifica specializzata in soluzioni weather e data-driven, e ideatore della tecnologia ´Meteoskiª, sviluppata per portare l’analisi meteorologica alla scala della pista e dei micro-ambienti montani. Nel corso della sua carriera ha lavorato in contesti ad alta complessità operativa, collaborando con atleti e team di livello internazionale e partecipando a due campagne olimpiche come stratega meteorologico. Il suo lavoro si concentra sull’interazione tra ambiente, fisiologia e prestazione, con l’obiettivo di ridurre l’incertezza climatica e trasformare il dato atmosferico in uno strumento di lettura e supporto alla performance.
Per le Olimpiadi Invernali di Milano–Cortina 2026, per Sciare Magazine, porterà avanti un progetto editoriale dedicato all’analisi microclimatica, verificando se la performance dell’atleta è stata più o meno condizionata dalle condizioni esterne.

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