Notizie

Sicurezza in pista, e fuori?

H

o avuto un furto in casa, dieci giorni fa. Dalle nostre parti è diventato quasi normale subire furti. Ne capitano tutti i giorni, a volte anche due nello stesso giorno. A casa mia sono entrati alle 19.30. Eravamo usciti per una pizza e non abbiamo fatto in tempo a ordinarla, che è suonato l’allarme. Siamo subito corsi a casa. Anche i carabinieri sono arrivati immediatamente. Prima di noi, però, è arrivato il nostro vicino che ha messo i ladri in fuga. In meno di dodici minuti hanno aperto con il flessibile la cassaforte, si sono presi quello che c’era e sono spariti. Da prima di Natale non passa giorno che «la banda del flessibile» non segni un colpo nella nostra provincia. È diventato, dicevo, quasi normale, un furto, prima o poi, se l’aspettano tutti. Solo che adesso c’è scappato il morto. Un benzinaio ha sparato contro la macchina dei ladri e ne ha ferito mortalmente uno. È evidente che siamo nel mezzo di un’emergenza sociale. L’ordine pubblico non è garantito. La proprietà privata non è protetta. La sicurezza dei cittadini è in pericolo. Tutti dicono che ci vorrebbero più forze dell’ordine ma che mancano i soldi per fare nuove assunzioni. Ebbene, noi andiamo a sciare e nelle nostre stazioni vediamo la presenza permanente di carabinieri, di polizia, della guardia forestale talvolta della guardia di finanza con mansioni di controllo e di soccorso pista. È un lavoro encomiabile il loro, certamente, ma non mi sembra che sulle nostre piste ci sia quello stato di emergenza che c’è sulle strade dei nostri paesi. Mi sembra, al contrario, che sulle nostre piste il livello di ordine pubblico sia già buono, che la convivenza civile lo sia altrettanto, che i furti di sci non siano un fenomeno preoccupante. Meglio allora sarebbe pattugliare le strade di notte che le piste di sci di giorno. Mettere un litro di benzina nelle gazzelle che nelle motoslitte. Delegare ad altri il controllo e il soccorso piste e usare tutte le forze dell’ordine a disposizione per quello che in fondo sono pagate: far rispettare la legge a tutti come la rispettiamo noi.           

 

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment