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“Sono una maestra dell’Appennino Emiliano”

“Sono una maestra dell’Appennino Emiliano”
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera ricevuta da una giovane maestra dell’Appennino Emiliano. È solo uno dei tanti messaggi che finiscono nella nostra casella di posta ogni giorno e questo riassume i concetti espressi da tanti suoi colleghi.

“Il 15 febbraio il mondo della neve e la categoria professionale dei maestri di sci è stato nuovamente calpestato. A 12 ore dalla tanto attesa apertura ci avete comunicato che dovevamo stare chiusi, vanificando tutto il lavoro fatto negli ultimi giorni per adeguarci e accogliere i nostri clienti in sicurezza.

Non riusciamo a capire e abbiamo diritto a spiegazioni: noi esistiamo solo per pagare le tasse? Per adeguarci ai Vostri parametri nonostante le ultime stagioni, almeno per quanto riguarda gli Appennini, sono state più corte e con poca neve?
È un anno che siamo a casa, senza lavorare e vi siete dimenticati i nostri codici ateco in diversi Ristori…

In Italia siamo circa 15000. 15000 famiglie in grosse difficoltà, che hanno sempre creduto e saputo l’importanza della loro Montagna. Montagna che rispettano e che fanno amare con passione.

Ci avete umiliati e distrutti;prima paragonandoci a una semplice sciata, classificandoci come un’attività non essenziale. Illudendoci per ben 3 volte per poi lasciarci sempre a casa…

Ma Voi sapete cosa vuol dire aspettare i Vostri grandi Ristori per poter comperare i regali di Natale ai propri Figli? Ristori non arrivati, però il cash back e la lotteria degli scontrini sono state attivate subito. Nei negozi e nei centri commerciali il Covid non c’è, solo sulle piste da sci.

Come sportivi abbiamo sempre rispettato e tenuto alto il valore dell’Italia e adesso siamo i primi lasciati in un angolo assieme a tutto lo sport dilettantistico e alle persone con disabilità!

Vergognatevi e finitela di fare proclami, sappiamo e sapete che gli aiuti non ci saranno per Tutti!”.
(Foto di repertorio AMSI)Sono una maestra dell’Appennino Sono una maestra dell’Appennino

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.