Con una medaglia d’oro al collo vinta nello slalom dei Mondiali Junior a Bansko Sophie Mathiou non può che dire: “Mi sembra un sogno!”
Dicinannove anni appena compiuti, valdostana di Gressan, Sophie Mathiou è il nome nuovo dello slalom femminile italiano, un settore che sta lavorando alacremente nel settore giovanile per allestire un team competitivo, i cui primi frutti stanno arrivando in Coppa del mondo con Marta Rossetti, Martina Peterlini e Lara Della Mea.
La portacolori del Centro Sportivo Carabinieri (nella foto) arriva da una famiglia che ha dato il proprio contributo alla causa dello sci italiano: la zia è Sonia Viérin, specialista del gigante a cavalli del nuovo millennio, la nonna invece Roselda Joux, protagonista del circuito alla fine degli anni ’60.
Sophie si era messa in evidenza ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Losanna nel 2020, in cui fu quinta in combinata e nona in gigante. In questa stagione sono arrivati i primi punti sul circuito di Coppa Europa, con il picco del tredicesimo posto nello slalom di Zell Am See in gennaio, poi la presenza a Bansko in cui ha raccolto un decimo posto in gigante e un tredicesimo in supergigante, prima di esplodere letteralmente nella gara fra i pali stretti.
“I numeri dall’1 al 5 hanno avuto buona visibilità nella prima manche – racconta Mathiou . Io avevo il numero 15 e ho trovato una fitta nebbia. Tanto che non sono nemmeno riuscita a rivedermi al video che avevano girato gli allenatori. Oggi volevo tantissimo una medaglia perché sentivo che era la mia giornata. È arrivato questo successo, vado a fare le finali di Coppa del mondo e mi sembra un sogno”.