L’Arena di Verona si illumina per l’ultima volta e, sulle note della grande musica italiana, si chiude ufficialmente la 25ª edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Milano Cortina 2026 entra nella storia con una cerimonia intensa, emozionante e profondamente identitaria, capace di fondere lirica, danza, pop e memoria collettiva sotto il segno della “Bellezza in azione”.
L’inizio tra opera e orgoglio italiano
La serata si apre con un omaggio alla tradizione lirica: il brindisi della Traviata di Giuseppe Verdi risuona nell’anfiteatro, seguito da richiami a Rigoletto, Aida, Madama Butterfly. L’Italia si racconta attraverso la sua cultura, tra cinema e musica, con le colonne sonore di Morricone, Bacalov e Rota.
Gli eroi della staffetta del fondo di Lillehammer Fauner, De Zolt, Vanzetta e Albarello hanno le luci della scena. Emozionante il loro ingresso nell’Arena che in un attimo ha messo da parte la dimenticanza della Fondazione nel viaggio della fiaccola.
Sfilano le delegazioni dietro la bandiera greca, come da tradizione olimpica. Per ultimi entrano gli azzurri, accolti dall’ovazione dell’Arena. Sul palco le 30 medaglie italiane – 10 ori, 6 argenti, 14 bronzi – simbolo di un’edizione che ha regalato emozioni e imprese memorabili.
Danza, memoria e spettacolo
Il cuore artistico della serata batte con la danza: Ramon Agnelli e i danzatori del Teatro dell’Opera di Roma portano in scena Elevation, omaggio alla resilienza dell’atleta. Poi l’ovazione per Roberto Bolle, protagonista di una performance aerea, accompagnato dalla voce di Joan Thiele.
C’è spazio anche per il raccoglimento: il “Coro a bocca chiusa” dalla Madama Butterfly accompagna il momento del ricordo per chi non c’è più. Un passaggio delicato, sospeso, che unisce l’Arena in un silenzio carico di significato.
Il grazie ai volontari e agli atleti
Un video celebra i quasi 20mila volontari arrivati da oltre 70 Paesi. Tra loro anche Mario Gargiulo, 88 anni, già volontario a Cortina 1956. L’Arena balla sulle note di Gabry Ponte, direttore artistico dello spettacolo, mentre gli atleti prendono posto sulle tribune accompagnati dalla musica italiana reinterpretata dai Calibro 35.

Vengono premiati i medagliati dell’ultima gara, la 50 km mass start di sci di fondo: oro alla svedese Ebba Andersson e al norvegese Johannes Klaebo, a chiudere simbolicamente il capitolo sportivo dei Giochi.
Il passaggio della bandiera e la dichiarazione ufficiale

Dopo l’inno greco e l’inno olimpico, arriva il momento più solenne: il passaggio della bandiera alle autorità delle Alpi francesi, che ospiteranno i Giochi del 2030. Risuona la Marsigliese, mentre la presidente del CIO ringrazia l’Italia per “giochi magici” e dà appuntamento a French Alps 2030.
Giovanni Malagò, presidente del Comitato Organizzatore, rivendica con orgoglio il successo dell’evento: «Ben fatto Italia, hai mantenuto le tue promesse». Poi scandisce, rivolto al Team Italia: «Me-ra-vi-glio-si!».
Infine, sulle note di Experience di Ludovico Einaudi interpretata al pianoforte da Gloria Campaner, si compie il gesto che segna la fine: lo spegnimento dei bracieri di Milano e Cortina. La fiamma si abbassa lentamente, tra applausi e occhi lucidi.
Con la formula ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale, i Giochi di Milano Cortina 2026 sono dichiarati chiusi.
Un’eredità importante
Si chiude un’Olimpiade che ha unito città e montagne, tradizione e innovazione, vittorie e sconfitte. Un’Olimpiade che ha raccontato il coraggio degli atleti e la capacità organizzativa di un Paese intero.
La fiamma prosegue il suo viaggio verso le Alpi francesi. Ma l’emozione di Milano Cortina 2026 resterà accesa ancora a lungo.






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