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Sport e scuola: il “Metodo Z” dell’Istituto “Rosa Bianca” di Predazzo

Sport e scuola: il “Metodo Z” dell’Istituto “Rosa Bianca” di Predazzo.
Questo è l’ennesimo articolo che dedichiamo all’eterno e spigoloso tema “Scuola-Sport”, ma per il suo contenuto ci sembra decisamente differente dagli altri perché descrive qualcosa di pratico ed effettivo. Parliamo di un metodo che sta avendo una certa fortuna e che per via dei nomi dei protagonisti coinvolti abbiamo battezzato “Metodo Z”.

I soggetti sono Federico Zazzeroni e Sebastiano Zorzi.

Ex cestista, docente di educazione fisica, maestro di snowboard e tutor presso la scuola “La Rosa Bianca” (Weisse Rosa) di Predazzo il primo; atleta di sci alpino del 2° anno aspiranti il secondo.

Dopo essere cresciuto nello Ski Team Val di Fiemme, Sebastiano Zorzi è stato tesserato per le Fiamme Gialle di Predazzo

“Seba”, di Ziano di Fiemme, atleta tesserato per le Fiamme Gialle (ex Val di Fiemme Skiteam), classe ‘2005, si appresta a frequentare l’ultimo anno di Economia, amministrazione, finanza e marketing, ma probabilmente la sua bontà scolastica si sarebbe interrotta se non fosse, appunto, scattato il “Metodo Z”. A meno di abbandonare l’attività agonistica che lo coinvolge fin dai primi anni di età.

Tra l’altro, in quest’ultima stagione, si è messa di mezzo anche una gran bella scocciatura: un crociato andato con tanto di menisco. Motivo che non ha per nulla smontato le ambizioni del giovane atleta trentino, ora che con gli studi ha trovato la quadra perfetta.

I primi problemi con la scuola Sebastiano se li è trovati di fronte nel terzo anno di superiori. Aveva accumulato talmente tanti giorni di assenza da non poter essere nemmeno classificato in alcune materie.

Da premettere che in casa Zorzi vige un concetto prioritario: lo sport è un elemento fondamentale di crescita e di vita, ma la formazione scolastica ha la priorità su tutto. Il diploma non è un pezzo di carta ma il superamento di un traguardo ben più importante di uno slalom. E il primo a esserne consapevole è lo stesso Sebastiano che un domani potrebbe anche avere l’obiettivo di proseguire la sua formazione con un indirizzo universitario, senza però dover abbandonare i propri sogni sportivi.

Come tanti ragazzi che ci danno dentro, ovviamente il riferimento a diventare un giorno protagonista in Coppa del Mondo non è per nulla casuale! Anche perché doti e talento parrebbero esserci.

Dunque, cos’è accaduto?

Mamma Romina, papà Enrico e lo stesso Seba si sono presentati presso l’Istituto di Predazzo, che ricordiamo, non è privato ma statale, nel tentativo di trovare una soluzione.

Hanno avuto la fortuna di imbattersi in Federico Zazzeroni (a sinistra), ai tempi, mano caldissima del basket, con esperienze professionistiche! Tempi passati, ovviamente, ma di sicuro il docente della Rosa Bianca conosce benissimo ritmi e necessità dei giovani atleti degli sport invernali, rispetto ad attività agonistiche meno complicate. Anche per il suo trascorso sportivo (anche lui ha conosciuto la difficoltà di coniugare scuola e sport) Federico ha creato un tavolo di lavoro interno coinvolgendo l’intero corpo docente (mossa fondamentale) ed ecco una soluzione.

Il metodo Z non è una passeggiata ed è più impegnativo di un percorso tradizionale se non altro perché coinvolge studenti e professori per 12 mesi all’anno.

Se ai primi di giugno la maggior parte esce dal portone della scuola lanciando qualche foglio all’aria per festeggiare l’inizio del lungo periodo di vacanza, Seba torna a casa a studiare.

Di fatto è come se iniziasse l’anno scolastico con tre mesi di anticipo. Grazie alla disponibilità del corpo insegnanti, da giugno ad agosto Seba si prepara e confronta con i docenti relativamente al programma dell’anno successivo per imparare autonomamente nelle materie più complesse e farsi trovare pronto già a settembre . Le stesse che gli altri studenti affronteranno con l’inizio del nuovo anno scolastico. Settembre-ottobre è invece, il periodo deputato alle verifiche e alle interrogazioni.

In definitiva si tratta di anticipare di tre mesi il programma scolastico.

Perché funzioni – dice mamma Romina – c’è bisogno della complicità dei genitori. Tenere il planing delle lezioni, che per mille motivi può subire modifiche, non è una passeggiata, almeno, nel nostro caso è stato così”.

Federico Zazzeroni conferma: “Ne avevamo parlato al convegno organizzato il 25 maggio (La Scuola scende in pista!) scorso con la testimonianza di chi queste problematiche le ha vissute nel rispettivo percorso formativo, tra atleti e allenatori.

Il Rosa Bianca non è uno Ski College o un Istituto privato, strutture che godono di una certa libertà organizzativa. Il percorso per arrivare a costruire il progetto messo in atto è il frutto di una grande collaborazione con il  dirigente scolastico Prof Marco Felicetti, i vari professori, la Provincia Autonoma di Trento e il Miur. È evidente che senza la disponibilità dei docenti non può essere attuato.

Noi ci siamo riusciti perché viviamo in una realtà dove gli sport invernali appartengono alla nostra cultura. Non so se in una grande città come Milano, Roma o Firenze sarebbe percorribile. Di sicuro possiamo offrire un esempio: con tanta buona volontà e la totale complicità degli stessi atleti e delle rispettive famiglie, coniugare sport invernali e scuola statale è possibile!”.

E Seba che dice?

“Il terzo anno è stato terribile e l’idea di smettere mi ha tampinato più di una volta. Non sono riuscito ad allenarmi e a fare gare con la mente totalmente concentrata negli obiettivi agonistici. Il pensiero di affrontare un’interrogazione o una verifica senza il supporto delle lezioni mi ha procurato uno stato d’ansia non indifferente. Alla fine, nel totale pallone, ho raccolto poco sia sulla neve che in classe! Questo nuovo sistema individuato da Rosa Bianca, se posso dirlo, è una figata! 

Seba impegnato all’Alpe Cimbra nel 2021. Nelle categorie Children, l’atleta di Ziano di Fiemme ha vinto praticamente tutto, agli  italiani, all’ex Topolino, al Pinocchio, l’Energiapura Children Series…

È vero, non hai mai pause come tutti gli altri compagni, ma io ho degli obiettivi ben precisi e sono perfettamente consapevole che bisogna mettere in conto una buona dose di sacrifici extra. Tutto questo non pesa per niente, anzi mi dà ancora più energie. Io voglio andare avanti nello sci con ogni forza, ma allo stesso tempo concludere il mio percorso scolastico in maniera decorosa. E se non riuscirò a raggiungere i traguardi che mi son posto non potrò addurre ad alcuna scusa ma nemmeno a rimpianti.

Ora posso presentarmi sulla neve o in palestra senza incubi. E lo farò con motivazioni ancora più forti di prima. Lo devo anche per la grande disponibilità che mi stanno dando i professori. Mi hanno messo in mano una grossa chance e farò di tutto per non deludere né loro né i miei genitori ai quali devo veramente tutto. Ho questa scocciatura di dover recuperare dal grave infortunio, ma nel nostro sport ci sta. Non sono il primo e non sarò l’ultimo”.

Naturalmente il “Metodo Z” non è un’esclusività Zorzi. Anzi, più atleti-studenti ci sono meglio è! I moduli delle varie materie individuate, troppo impegnative per essere affrontate da soli, come matematica o economia aziendale, si svolgono comunque in classe e il confronto con altri studenti crea quella condivisione che genera ancora più stimoli. Sport e scuola: il “Metodo Z” Sport e scuola: il “Metodo Z” Sport e scuola: il “Metodo Z”

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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