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Tatum Bieler e il cucciolo di lupo

Tatum Bieler e il cucciolo di lupo
Tatum Bieler, Gressoney Monte Rosa, ha vinto la medaglia d’oro al Pinocchio internazionale in gigante. Capita quando si ha il sangue blu. La mamma di Tatum è Sonia Vierin, il papà Mauro Bieler, Azzurri di Coppa. Vuoi che non venga fuori una sciatrice col dono della vittoria?

Sonia, gigantista della seconda metà anni 90, sesta in Val d’Isere, settima a Sölden e tanti bei piazzamenti nelle venti. Mauro una carriera meno prolifica ma sempre di buon livello. Una precisazione. Ci sono i Bieler e i Bieller, i primi di Gressoney, i secondi della Val d’Ayas (Champoluc). C’è Franco, attore della Valanga, che da anni conduce il suo hotel Alpenrose a Gressoney la Trinitè, cugino primo di Wanda, velocista Azzurra, oggi nel consiglio comunale. Nessuna parentela invece con Tiziano Bieller (due “l”), bravissimo gigantista ma una carriera stroncata sul più bello per una gamba distrutta! Mauro, papà di Tatum in realtà non ha una parentela diretta se non molto lontana.

Tatum con papà Mauro Bieler

Quel giorno Sonia e Mauro, ancora fidanzatini, si trovavano in trasferta negli Stati Uniti. E in pista c’era questa atleta americana, Tatum Skoglund, in squadra con Lindsey Kildow, in seguito Vonn. Così, particolarmente ispirati, e gli occhi pieni di cuoricini si dissero “Quando avremo una bambina la chiameremo Tatum”. Significa cucciolo di lupo. Promessa mantenuta, ecco il perché di un nome sicuramente insolito, quanto difficile da dimenticare.

Sonia, devi fare spazio nell’angolo dei trofei per mettere la medaglia d’oro di oggi..
Certamente, se vogliamo chiamarla medaglia d’oro…

Come vogliamo chiamarla?
Certo, scherzavo, niente da dire, è stata brava!

È tutto l’anno che strapazza i podi delle gare!
Ha fatto proprio un bel salto. Ma noi siamo andati sempre un po’ per gradi. Non abbiamo mai voluto spingere più di tanto. Per le categorie un po’ più basse la pensiamo così. Un po’ per gradi, poco estivo. Caso mai molta preparazione atletica. Per dirti, questo era il primo anno che è andata al Pinocchio se no non l’abbiamo mai portata. Tutto con calma insomma e quest’anno ha fatto un salto di qualità

È cresciuta anche fisicamente?
Rispetto all’anno scorso non più di tanto. Diciamo che è cambiata soprattutto due anni fa quando abbiamo scoperto che era celiaca. Sistemando l’alimentazione ha iniziato a crescere regolarmente. Ovviamente adesso, grazie alla preparazione atletica, ha più potenza e qualche curva in più l’ha fatta. Niente però a confronto con altre della sua età che altrettanto brave vincono spesso. Quindi va bene.

L’alleni tu?
No, no, Mauro ed io seguiamo i cuccioli e i baby, quindi scia con la squadra children dello sci club. Il suo allenatore è Paul Liro (qui sotto, in foto con Tatum). Poi naturalmente il papà è sempre un punto di riferimento. Li vedo spesso lì davanti al video che confabulano…

Ha il carattere di mamma o di papà?
È una ragazzina tenace, proprio come sua cugina Sophie Mathiou. È il suo punto di riferimento, mica per niente.  È andata al Pinocchio perché c’era andata anche Sophie, voleva vincere perché aveva vinto anche Sophie. Insomma… In realtà non eravamo nemmeno così sicuri che sarebbe rimasta perché le sarebbe piaciuto partecipare a una gara qui della zona a Champoluc in contemporanea con le finale all’Abetone. Si è convinta perché voleva tentare di vincere il Pinocchio come aveva fatto Sophie!

In effetti Tatum vuole solo sciare, sciare e sciare, come ero io da piccola. Vive per andare in pista, per allenarsi anche atleticamente. Non si tira mai indietro, anzi, probabilmente a volte esagera e dobbiamo fermarla noi! Insomma, non so se è chiaro, per lo sci diventa pazza!

Normale, vorrà entrare in squadra come la mamma.
Eh mi sa tanto di sì.

Cosa le racconti di quel mondo?
In realtà non è che ci finiamo spesso sul discorso. Mi chiede ogni tanto. Sai per me sono stati gli anni più bello. Quando si dice “è un sogno”, ecco, è proprio così! Quindi Tatum va dritta come un treno. Quando ha poi visto sua cugina alle finali di Lenzerheide, non ti dico! Se ci riuscirà scoprirà da sola tutto quanto. Glielo auguro.

Avete tenuto finora un profilo abbastanza basso. Ora cambierà un po’ la solfa?
L’anno prossima cambierà tutto. Entra nei Giovani ed è tutta un’altra partita. Le basi gliele abbiamo date, ora aumenterà i carichi di lavoro. Non vorrei azzardare ma credo che l’anno prossimo entrerà in Comitato che è un’altra bella esperienza. Altrimenti resterà col club, ma sempre con un profilo basso altrimenti non si va da nessuna parte.

D’animo è grintosa. E di testa?
Ecco in quello fortunatamente non ha preso tanto da me. A livello di grinta sì, ma io spesso in partenza non ero proprio un esempio di tranquillità. Quando nelle prime manche mi trovavo davanti, poi spesso mi facevo un po’ prendere dall’emozione. Lei invece rende quasi sempre di più nelle manche decisive. L’altro giorno è arrivata quarta ed era arrabbiatissima. Voleva vincere. Quando è così bisogna lasciarla nel suo brodo per una mezzoretta. Poi però sa girare pagina e dice: “Domani vinco”. E così è stato.

È più slalomista o gigantista?
Credo proprio entrambe. Quest’anno abbiamo fato poco gigante. Le abbiamo messo ai piedi anche lo sci più lungo che userà l’anno prossimo, ma ha fatto un po’ fatica. Poi sciando qui da noi la pista quest’inverno si adattava più ai rapid gates che alle porte larghe. Ma per adesso direi che ci piglia in entrambe.

A scuola come siamo messi?
Quest’anno ha fatto il linguistico ma ora cambia perché non riesce a conciliare l’attività con quel tipo di scuola; troppe assenze e poco sopportate. Si iscriverà al turistico ad Aosta che aiutano un po’ di più chi fa attività agonistica intensa. L’alternativa altrimenti sarebbe il linguistico a Courmayeur. Invece durante la settimana rimane a casa dai nonni e va a sciare a Pila.

Immagino il tifo…
Hai presente gli ultras? Nonna Roselda Joux diventa pazza per loro!

Ma Tatum l’hai sentita?
Sinceramente non ci siamo ancora parlate. Ha chiamato la sorellina più piccola, Franziska, 10 anni perché stavo sciando con quella di mezzo, Celine, 14 anni. Era felice come una Pasqua, giusto per essere attuali.

Per la cronaca Tatum si è imposta su Martina Sanin altoatesina del Kronplatz per 26 centesimi. Ha fatto un recupero incredibile nella seconda manche. Perdeva mezzo secondo ma nell’atto decisivo ha realizzato il miglior tempo dando 7 decimi a Sonia che comunque ha sempre realizzato il secondo best time.

La medaglia di bronzo se la porta a cas ala polacca Hanna Zieba, a 1”28 da Tatum. Brave anche le altre Azzurrine: Camilla Vanni, del Druscié, è sesta, Sofia Mattio (Ski College Limone) è ottava. Tatum Bieler e il Tatum Bieler e il

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.