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Tragedia in Val di Susa: valanga uccide tre giovani

Erano tutti giovanissimi e dannatamente amanti dela montagna. Ieri non erano rientrati da un’escursione sul monte Chaberton, in alta Valle di Susa al confine tra Italia e Francia. C’era vento e scarsa visibilità per cui gli elicotteri, avvertiti dai francesi sul distacco di una slavina,  in un primo momento non sono riusciti a vedere nulla.  In serata sono partite due squadre del soccorso alpino piemontese e una francese che sono salite verso la cima. Questa mattina gli elicotteri  del 118 e quello francese hanno ripreso le ricerche ritrovando purtroppo tre corpi senza vita. Una slavina nemmeno così grande, ma sufficiente per travolgerli e  trascinati dentro a un canalone, sotto il Coletto di Cresta Nera, nel Comune di Cesana.

Le tre vittime sono una coppia di fidanzati di 28 e 35 anni e la loro guida di 38 anni. Erano partiti venerdì mattina per un’escursione sul monte, a quota 3.100 metri. Le loro auto erano state ritrovate al Monginevro, da dove il gruppo era partito per raggiungere il massiccio.
Ogni precauzione era stata presa, ma, come ha dichiarato il colonnello Giuliano Gerbo su Repubblica.it  -“Sono passati su una placca di ghiaccio che si è frantumata in blocchi e li ha trascinati al fondo del canalone. Tutti e tre avevano l’attrezzatura regolare e persino gli airbag si sono aperti, ma è stato inutile“.
I tre ragazzi sono Margherita Beria D’Argentina (figlia di Maurizio, il sindaco di Sauze di Cesana), il fidanzato Antonio Lovato Dassetto, e la loro guida di 38, Adriano Trombetta. Tutti e tre naturalmente molto conosciuti in valle che oggi si è come fermata, piombando in una tristezza e in un dolore che è davvero difficile da contenere. Margherita apparteneva alla scuola sci Sestriere e tutti erano innamorati dal suo modo di fare e di come viveva la montagna.
Onl direttore tecnico di Sciare, Giovanni Migliardi l’aveva da poco invitata a far parte del team di testatori per le prove degli sci da freeride e sci alpinismo e Margherita ne era felicissima. Abbiamo davvero il cuore infranto! Alle famiglie di questi splendidi ragazzi e agli amici le nostre più sincere condoglianze.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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