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Traumatologia: le gambe a “X”

“Mio figlio Davide di 15 anni è affetto da valgismo evidente delle ginocchia. È in sovrappeso.
È seguito da un ortopedico di fiducia che tuttavia sconsiglia attività fisica che possa sovraccaricare l’articolazione e causare danno permanente. Lo sci è pertanto sconsigliato? Che precauzioni posso attuare?”
Il valgismo delle ginocchia è una condizione di facile riscontro nei bambini (ginocchia ad X).
Dipende dalla costituzione del soggetto, dall’età, dal peso eccessivo sulle cartilagini di accrescimento.
Esiste tuttavia un limite fisiologico, che si identifica con la distanza intermalleolare che deve essere compresa tra zero e i sette centimetri. Con l’età, avvicinandosi all’adolescenza, normalmente questa distanza si riduce, sino a raggiungere un valore angolare del ginocchio di circa 5 – 7 gradi.
Compito dell’ortopedico è individuare il limite tra il fisiologico e il patologico e fornire ai genitori consigli che possano portare a un miglioramento del quadro clinico. Pertanto una valutazione specialistica è necessaria, per individuare patologie ortopediche associate come ad esempio il piede piatto o patologie metaboliche dell’osso. Normalmente un monitoraggio clinico è sufficiente e qualche volte l’uso dei plantari ortopedici può essere utile, per migliore l’asse di carico delle ginocchia. Un esame radiografico (teleradiografia degli arti inferiori), è necessario per calcolare la deviazione angolare oltre che eventuali anomalie scheletriche.
valgismo_radiografiaNei casi gravi esiste un trattamento chirurgico mininvasivo (epifisiodesi transitoria), riservato ai soggetti non giunti al termine della crescita, che sfruttando la presenza delle cartilagini di accrescimento, rallenta in modo assimmetrico la loro crescita, portando ad un raddrizzamento dell’articolazione. La metodica consiste del posizionamento di placche metalliche con delle viti che rallentano asimmetricamente la crescita del segmento interessato. Al termine della correzione si procederà alla loro rimozione.
Al contrario quando la crescita è ormai terminata, l’unica soluzione è la correzione del valgismo mediante osteotomia (rottura dell’osso), e fissazione con apparecchio esterno o placche.
Rispondendo ora alla domanda del lettore, il ginocchio valgo non costituisce una controindicazione assoluta alla pratica dello sci. Dipende tuttavia, come spiegato in precedenza, dalla gravità considerata in termini di distanza intermalleolare.

Il sistema a vite utilizzato per l'operazione
Il sistema a vite utilizzato per l’operazione

In ogni caso è certo che questo sport costringa le ginocchia a un importante lavoro biomeccanico, pertanto è opportuno far valutare da uno specialistica ortopedico la reale situazione. Altre considerazioni sono l’intensità della pratica e la qualità della stessa (agonismo). Inoltre in caso di sovrappeso un controllo dello stesso è auspicabile.

 

CHI E’ FABIO VERDONI
FABIO
VERDONI
Nasce a Trescore Balneario (BG) nel ‘57. Si laurea in Medicina e Chirurgia nell’85 presso l’Università Statale di Milano. Consegue nella stessa sede universitaria le specializzazioni in Ortopedia e Traumatologia, in Chirurgia della mano e il Master in Ortopedia pediatrica. È Dirigente medico presso l’Istituto G.Pini di Milano dove è responsabile della Struttura Divisionale di allungamento e fissazione esterna degli arti. È membro di Società ortopediche nazionali e internazionali. Diventa Maestro di sci nel 1976, con un trascorso agonistico a livello provinciale e zonale, attualmente scia a Ponte di Legno – Tonale. Frequenta l’ambiente agonistico dello sci seguendo i propri figli Davide e Benedetta.
È sempre aggiornato sull’evoluzione dello sci e dei materiali dal continuo confronto con i colleghi maestri, allenatori e istrutturi. Ha già collaborato con la Rivista Sciare occupandosi di una rubrica di tipo ortopedico e traumatologico.

Per info o domande da indirizzare a Fabio verdoni: scrivere a sciare@sciaremag.it